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notizia del 15/06/2004 messa in rete alle 17:51:15
Sarah Zappulla Muscarà incontra il critico Franco La Magna
Da Germi (Divorzio all’italiana) a Scorsese (Il Padrino), a Francis Ford Coppola (Il Padrino III), a Bolognini (La terra trema, Il bell’Antonio), a Zeffirelli (Storia di una capinera), a Woody Allen (In Italia si chiama amore), per citare i più famosi registi cinematografici che nell’ultimo cinquantennio ed anche più hanno “utilizzato” la nostra isola per i loro lavori. Lo hanno fatto per raccontare al mondo la Sicilia ed attraverso questa l’Italia, con qualche forzatura sulla prima magari per far apparire meglio il resto del Paese. Una Sicilia quindi usata e criminalizzata spesso ingiustamente.
Ma non solo la Sicilia come location ma anche come terra di grandi della Letteratura, con Verga e Pirandello su tutti, per arrivare a Sciascia, Patti e a Brancati, i cui testi sono diventati materia prima per il cinema.
Il tema é stato affrontato nel corso di un incontro che Sarah Zappulla Muscarà ha organizzato per gli studenti di Scienze della comunicazione di Catania e Gela con il critico cinematografico Franco La Magna.
Sarah Zappulla Muscarà, docente di Letteratura, Storia e critica del cinema e Storia del teatro dello spettacolo nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, é una profonda conoscitrice di autori siciliani (Verga, Pirandello, Patti, Brancati, Bonaviri, Lanza) dei quali ha curato la gran parte delle opere, l’ultimo il romanzo breve Graziella di Ercole Patti, pubblicato recentemente per Avagliano Editore.
La Muscarà nell’incontro della scorsa settimana ha introdotto il tema e presentato La Magna, il quale ha potuto commentare, alla fine della proiezione di tanti spezzoni di film con Sicilia ed autori siciliani come protagonisti, gli aspetti più “critici” del debito mai pagato dalla cinematografia, dalla quale l’Isola e i suoi migliori scrittori non hanno ricevuto il dovuto riconoscimento.
"Non é per polemica con il cinema italiano – ha detto tra l’altro La Magna – ma non si può non dire che questo ha quasi sempre cercato di inglobare la Sicilia ingigantendone luoghi comuni e pregiudizi. La Sicilia é stata per il cinema italiano una riserva di anormalità, per poi alla fine far emergere il nord. Da qualche tempo per fortuna succede un pò meno. Non resta che augurarsi che abbia buon fine una recente legge regionale con cui viene istituito un found di 2,5 milioni di euro in favore del cinema siciliano".
Autore : Redazione Corriere
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