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notizia del 03/05/2010 messa in rete alle 17:37:50
L’Agòn che unisce l’Italia
Sabato scorso, con la premiazione dei vincitori e la consegna dei relativi premi, è calato il sipario della 7ª edizione del Premio nazionale di Greco “Agòn”, organizzato dal liceo classico Eschilo di Gela, e per esso da un comitato ristretto di docenti diretto dal preside Corrado Ferro.
Impeccabile l’organizzazione, e come per la settimana densa di eventi artistici e culturali che l’hanno preceduta, anche la cerimonia conclusiva ha avuto uno svolgimento senza pecche e ricco di personalità importanti, tra cui il direttore scolastico regionale, dott. Guido Di Stefano.
Quest’anno il vincitore viene da lontano. E’ il trentino Gianluca Brol, del liceo classico Prati. Al 2° posto si è classificato, il molisano Costantino Sabella (liceo classico Perrotta); 3° premio alla toscana Federica Sant’Angelo, di Grosseto (liceo classico Aldi).
Ancora una volta, il meridione unisce l’Italia, con studenti premiati del centro al nord. E’ il distintivo di una manifestazione che con gli anni sta conquistando l’intera nazione, e non a caso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto mettere il sigillo nazionale a questo premio, inviando un saluto personale ed una medaglia coniata appositamente per l’Agòn Eschileo.
Molto orgoglioso il preside del classico Eschilo di Gela, prof. Corrado Ferro, che ha ringraziato tutti i partecipanti, vincitori e non, ed il gruppo ristretto di collaboratori che ha reso possibile l’organizzazione di una manifestazione che ha segnato punti di forte attrazione sul piano artistico e culturale, con convegni di alto spessore e rappresentazioni teatrali messe in scena dagli stessi studenti dell’Eschilo. Un istituto – il liceo classico – che ha saputo nell’ultimo decenzio risollevarsi da un inspiegabile calo di attrattività da parte degli studenti. Il liceo Eschilo è tornato a recitare quel ruolo di scuola d’eccellenza che la sua storia gli ha assegnato, sin dai tempi del vecchio Convitto Pignatelli.
Tornando al vincitore, Gianluca Brol ha lasciato la città con un nodo in gola, così come tutti i partecipanti che per una settimana hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare i luoghi e le persone migliori della città, ospiti di famiglie che li hanno accolti con lo stesso calore riservato ai familiari, anzi di più.
Gianluca Brol, 18 anni, è figlio di una cuoca e di un autista. Qui a Gela ha avuto la sua consacrazione come studioso e appassionato di letteratura greca. Ha tradotto i 53 versi tratti dall’Agamennone di Eschilo in maniera mirabile, rivelandosi padrone di preziosismi lessicali e di arcaismi. “E’ attraverso lo studio dei classici greci – ha detto con la saggezza di un adulto Giancluca Brol – che trovo molte delle risposte alle tante domande che mi pongo a questa età”.
Molto prezioso è stato in questa edizione dell’Agòn Eschileo, come nelle precedenti, l’apporto della prof. Giuseppina Basta Donzelli, ordinario di letteratura greca all’Università di Catania.
Come per ogni edizione, quando cala il sipario sull’Agòn Eschilo, per tanti protagonisti della manifestazione resta il ricordo indelebile di qualcosa di più di una semplice testimonianza diretta. Ci si porta dietro il mar Mediterraneo, il museo e le antichità, il calore umano della gente conosciuta e la consapevolezza che anche qui, in un liceo di una sperduta città del sud, è possibile organizzare manifestazioni come questa.
Persino il direttore scolastico regionale dott. Guido Di Stefano se ne è tornato a casa orgoglioso di aver potuto dimostrare agli ospiti provenienti da mezza Italia che anche in Sicilia la scuola funziona e dà esempio di grande passione, non solo sotto l’aspetto didattico formativo.
L’Agòn Eschileo, punto centrale dell’intera manifestazione, tornerà tra due anni, con nuovi partecipanti, nuove città, nuove idee.
Autore : Redazione Corriere
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