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notizia del 14/02/2005 messa in rete alle 17:00:36
Ideologie e fondamentalismi
Tanta gioia per la caduta del ‘muro di Berlino’. Ancora di più per il crollo delle ideologie. Per dirla con Ugo Basso, hanno apposto “divini sigilli alle ambizioni uma-ne”. Non è bastato. Delirando di onnipotenza non manca chi torna a “ millantare unzioni carismatiche”. Pericolosamente. Bush, appena rieletto. Per legittimare una guerra. Ché in Iraq non sono state trovate le armi distruttive di cui era certo insieme al baldanzoso Blair. Armato del fuoco del Bene manterrà le truppe a Bagdad anche dopo il voto. Perché il Bene trionfi in modo totale. Men-tre, altro Bene, gli Sciiti promettono di go-vernare in nome del Corano. Il grande Cow Boy del Texas ci assicura – ne eravamo certi – che libererà il pianeta da tutti i tiranni e da tutti le tirannidi. Grazie alla solidarietà del Cavaliere. Che l’aiuterà a cacciare via i co-munisti, gli untori provocatori di ‘morte e miseria’. Tutti uniti, questi eroi garantiranno all’umanità dell’Ovest e dell’Est prosperità e benessere.
Molti anni fa, alla fiera settimanale di Gela presero a vendere pulcini colorati. Le donne li inserirono nella lista degli acquisti. Ne furono comprati anche ai miei nipoti. Era d’estate e li portarono nel giardino, vicino al mare. Dove venivano amici a prendere il fresco e una granita. Un bambino si accorse degli bipedi. Ne acchiappò uno, lo sbatté contro il muro, con una pietra finì di fracassarlo. Poi felice:”Mamma, ho liberato l’umanità dagli extraterrestri”. E tirammo un sospiro di sollievo. Non i miei nipoti che, invece, piansero.
Anche i bambini grandi hanno bisogno di un ‘extraterrestre’ da cui liberare l’umanità. Magari se lo inventano. Non importa. Importa compiere, costi quel che costi, la missione. Di liberazione? Forse di morte. E di morti ammazzati in Iraq se ne sono contati tanti. Forse di occupazione, perché le elezioni del 30 gennaio avranno bisogno di guardiani ben armati per prevenire la rivolta. E intanto, la missione pensa a nuovi extraterrestri e a nuove guerre e a colonizzare il mon-do e mantenere le povertà, la fame e le miserie. Ché non è possibile sollevare i 4/5 dell’umanità dall’estrema indigenza in Asia, in Africa, in America Latina e, anche, in casa nostra.
Provoca una certa emozione apprendere che nel bilancio Usa tutti i capitoli di spesa verranno abbondantemente ridimensionati. Tranne quello per le spese militari che verrà incrementato. Ovviamente, per liberare l’umanità dagli extraterrestri.
In un discorso pronunciato il 15 aprile del ’53, il generale Eisenhauer, che di guerra se ne intendeva, divenuto presidente degli States, ebbe a dire: “Ogni cannone che viene costruito, ogni nave da guerra che viene varata, ogni razzo che viene preparato rappresenta un urto a coloro che hanno fame, a coloro che hanno freddo e non hanno da coprirsi. Infatti un bombardiere pesante costa quanto trenta scuole o due centrali elettriche capace ognuna i fornire luce ad una città di 60 mila abitanti, o a due ospedali; un solo aeroplano da caccia costa come 150 mila quintali di grano; con i dollari necessari per allestire un cacciatorpediniere, si potrebbero costruire case per 8.000 senzatetto….” Ribadisco che le parole sono del generale trionfatore della seconda guerra mondiale, non di un predicatore della Buona Novella.
Ché è così che si costruisce la pace. La quale non è in natura. Ha bisogno di facitori. Per-ché essa è un’opera. Oggi divenuta urgente. E richiede coraggio. Non spavalderia a spese degli altri che cadono ammazzati. Ci vuole coraggio a costruire la pace. E intelligenza.
Ci vuole l’istruzione. L’ignoranza sta a monte della violenza. Ci vuole ricerca per la creazione di nuova ricchezza da distribuire più equamente tra gli uomini. Visto che il 20% del mondo ricco non è disposto a cedere una mollica della propria colazione.
Crollate le ideologie, gli uomini non stanno meglio, avrebbe osservato Nietzsche. Essendo i fondamentalismi ancora più pericolosi. I facitori di pace devono con la loro opera quotidiana di educazione e di testimonianza costruire le strade di nuovi cammini, percorribili da tutti perché liberi da ignoranza e miseria. Senza i ‘cavalieri del Bene’. Dei quali abbiamo avuto ben triste esperienza.
Autore : Luciano Vullo
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