notizia del 10/12/2006 messa in rete alle 15:24:07

|
Federico Hoefer al convegno sulla teologia della liberazione nella poesia dialettale siciliana
La rivista quadrimestrale di letteratura e teologia “Oltre il muro” che si pubblica ad Agrigento, ed è diretta da Vincenzo Di Natali, organizza il secondo convegno nazionale sul tema: La teologia della liberazione nella poesia dialettale siciliana”.
Al convegno che si svolgerà a Canicattì il 30 marzo del prossimo 2007, è stato chiamato Federico Hoefer (nella foto) a relazionare presentando il modello di Cristo nella poesia di Serafino Lo Piano.
Il professore Lo Piano, nisseno di nascita e gelese di adozione, è morto a gela il 14 febbraio del 1982 ed i suoi scritti sono sempre attuali nel panorama letterario siciliano e di oltre Stretto.
Oltre che poeta Lo Piano è stato anche un attento critico, un saggista ed è da considerarsi un valido rappresentante della corrente del realismo lirico del secondo Novecento nazionale.
Il direttore di “Oltre il muro” ci avverte che relazionare di teologia della liberazione è un argomento impegnativo e ci ricorda un filone della teologia discusso e vivo nella vita della Chiesa.
Ma c'è da considerare che il grado evangelico dei poveri che chiedono giustizia dinnanzi a Dio, è altrettanta fonte di teologia della liberazione.
I poeti dialettali siciliani come Alessio Di Giovanni, Bernardino Giuliana, Santo Calì, Carmelo Lauretta, Serafino Lo Piano, Angelo Rizzo, Ignazio Buttitta… nella propria produzione poetica avendo come riferimento il Cristo, hanno invocato la giustizia, il riscatto dei poveri, dei carusi costretti a scendere nelle zolfare in condizioni pietose.
Hanno, in ultima analisi, fatto teologia malgrado non sapessero o non volessero; ad esempio ricordiamo un verso di Bernardino Giuliana “…Cristu si fici surfararu” o, in lingua, di serafino Lo Piano: “… in questa terra calda e generosa, / dove anche Cristo lacrima in silenzio…”.
Se questi nostri autori siciliani hanno fatto teologia, avendo Cristo come riferimento di lotta, di riscatto, di giustizia, di bisogno di un mondo diverso e più umano, hanno anticipato anche un filone della teologia di Karl Rahner.
Federico Hoefer amplierà il discorso su Serafino Lo Piano che, non solo attraverso i suoi versi sanguigni di quegli anni ha fatto cultura, è stato anche un anticipatore di nuove correnti teologiche.
Così dicasi per la poesia del niscemese Mario Gori e per la poesia di molti gelesi, dove i versi risentono, forse inconsciamente, della teologia della Liberazione di Gustavo Gutierrez che negli anni Settanta è stato uno degli autori più letti.
Scriveva il critico letterario Aldo Capasso nel 1959 che “quando Lo Piano menzionava Dio lo fa mediante un moto sentimentale che, essendo sincero, ha una sua funzione ed un suo valore.
La figura e le opere di Serafino Lo Piano sono ricordate a Gela annualmente, attraverso n premio che porta il suo nome ed è portato avanti dalla scuola elementare Enrico Solito. Ma non basta. Il convegno di Canicattì colmerà tale lacuna, anche attraverso gli atti che saranno pubblicati sulla rivista letteraria agrigentina.
Autore : Redazione Corriere
|