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notizia del 21/02/2010 messa in rete alle 14:30:20
Archeologia industriale dalle zolfare nissene
Giallo di Sicilia, giallo delle miniere solfifere, che per anni fecero la fortuna economica di questa terra e la tragica sorte di migliaia di lavoratori. Oltre due secoli di storia sociale ed economica della Sicilia Orientale, infatti, sono stati segnati in maniera determinante dall’attività estrattiva dello zolfo: basti pensare che all’inizio del XX secolo l’Isola ebbe il monopolio naturale di questo minerale, detenendo il 91% della produzione mondiale.
Lunedì 8 marzo 2010, dopo 6 anni di lavoro per un progetto di oltre 5 milioni e mezzo di euro che abbraccia un terreno di 6mila mq, la Soprintendenza di Caltanissetta diretta da Rosalba Panvini, restituirà alla pubblica fruizione uno straordinario esempio di archeologia industriale: la miniera di Trabia Tallarita. La Regione Siciliana – assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – anni addietro ha acquisito al proprio demanio questo bene etno-antropologico, per recuperare i complessi ivi esistenti, con gli annessi edifici industriali che ancora si conservano, i macchinari e le attrezzature utilizzate per la lavorazione del minerale.
Il vasto altopiano gessoso-solfifero – tra i più grandi d’Europa - per anni disabitato e lasciato in stato di abbandono, è stato così valorizzato per ricordare e fruire di un patrimonio universale, «dove la storia del genere umano s’intreccia con la storia della sua terra e delle sue ricchezze – spiega Rosalba Panvini – dove la fatica degli uomini si è profondamente intersecata con lo sviluppo e l’evoluzione della società».
Autore : Redazione Corriere
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