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Corriere di Gela | La crisi del capitalismo finanziario americano nell’ultimo libro di Alessandro Morselli
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notizia del 21/02/2010 messa in rete alle 14:29:27

La crisi del capitalismo finanziario americano nell’ultimo libro di Alessandro Morselli

Nel gennaio 2010 è stato pubblicato il volume “La crisi del capitalismo finanziario americano”, dalla finanza all’economia reale” Città Aperta Edizioni/ Kore University Press, Collana di studi giuridici, economici e sociali, autore Alessandro Morselli (nella foto), gelese.

Dalla speculazione sui titoli “tossici”, alla crisi dei mutui immobiliare, dalla spregiudicatezza della finanza al crollo delle banche d’affari, dalle certezze ideologiche della politica liberista alla gigantesca operazione di salvataggio del sistema economico. Negli Stati Uniti si è originata la più grande crisi dell’ultimo mezzo secolo. L’obiettivo del libro è quello di ripercorrere e spiegare le cause della crisi finanziaria del 2007-2008 e come questa sia riuscita ad infettare l’economia reale. Inoltre tratta i possibili scenari futuri e gli interventi dei governi per scongiurare conseguenze catastrofiche. Infine si afferma come non è più possibile rimandare la formulazione di regole solo perché gli interessi della finanza risultano prioritari e non è più possibile basare la crescita economica sulla finanza e i suoi prodotti. Soltanto buone regole possono trasformare la finanza in un distributore di benessere. Non si tratta di scegliere tra Stato e mercato, ma di avere più Stato per scrivere le regole necessarie per far funzionare i mercati finanziari in modo più efficiente.

Il libro rappresenta un valido strumento di conoscenza ed è certamente utile a scopo di insegnamento.

Il libro è stato adottato nel Corso di Laurea in Scienze Politiche Internazionali dell’Università degli Studi Kore di Enna.

Alessandro Morselli insegna Economia Politica all’UNiversità Kore di Enna. Ha insegnato alla Scuola Superiore di Catania (Studi Universitari e di Perfezionamento) e al Master di I livello in Mediazione Sociale e Interculturale all’Università di Enna. Collabora con riviste specializzate ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche, fra le quali The European union and the mediterranean countries (2008), e la pemultima, Nascita ed evoluzione della Banca centrale europea, Aspetti istituzionali, economici e monetari (2009).

Così l’autore scrive nella prefazione al suo ultimo libro:

«L’importanza acquisita nella vita economica dai mercati azionari e obbligazionari, valutari e monetari appare evidente dallo spazio che vi dedicano i quotidiani di tutti i principali mezzi di informazioni e dal forte interesse mostrato sia dalla televisione che dalle pubblicazioni specialistiche.

Va rilevato che l’importanza della borsa nella vita economica è un fenomeno relativamente recente; il percorso storico della finanza è condizionato dalle peculiarità dei diversi modelli nazionali di capitalismo, imperniati alcuni più sull’intermediazione bancaria, altri più sui mercati. Questi ultimi caratterizzano, soprattutto, i sistemi di tipo anglosassone (ad esempio Stati Uniti e Regno Unito), mentre le banche rappresentano la base dei sistemi finanziari dell’Europa continentale (ad esempio Francia, Germania e Italia) e del Giappone. Negli ultimi due decenni del XX secolo, tuttavia, in tutte le nazioni è aumentata l’importanza della borsa e delle istituzioni che la governano. Molto vasta è la storiografia riguardante le “bolle”, vale a dire di particolari fasi di espansioni e crollo dei prezzi di borsa, invece sono limitati gli studi sulle istituzioni, gli strumenti e le piazze finanziarie. Le vicende delle “bolle” rappresentano la raffigurazione dei meccanismi devianti e dei danni che la fnanza può creare.

Raccontarle significa non solo citare casi di follia collettiva, ma pensare soprattutto ai meccanismi in grado di evitarli».

E così conclude la prefazione al libro: «Negli ultimi vent’anni, la finanza, componente fondamentale del sistema economico, è diventata sempre più grande, sempre più incontrollata e sempre più pericolosa, poichè a tale sviluppo non è stato affiancato un corpo di regole adeguate ai rischi delle nuove attività. I famosi “strutturati”, legati all’innovazione finanziaria e ai nuovi modelli di banca, sono cresciuti al di fuori delle regole tradizionali che riguardavano le banche e i titoli; e alla fine, nel 2008, le borse mondiali hanno perso quasi 30 trilioni di dollari! Pertanto, è necessario saper differenziare lo sviluppo ordinario ed efficiente della finanza, e gli straordinari fenomenidi rigonfiamento dei prezzi, sistenendo il primo caso, contrastando il secondo»


Autore : Redazione Corriere
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