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Settembre Pedagogico, Frabboni in cattedra
L’auditorium del liceo classico Eschilo ha ospitato gli appuntamenti del Settembre Pedagogico, organizzato dall’assessorato comunale Istruzione e Cultura. Quattro giornate – a partire dal martedì 6 settembre e fino a venerdì 9 – che hanno impegnato rappresentanti della scuola, dell’università, della formazione e le famiglie degli studenti, confrontarsi con pedagogisti di fama internazionale e nazionale ed esperti del settore istruzione, sulla complessità e le nuove difficoltà del processo formativo.
Martedì, presente l’assessore comunale Lino Sammito c’è stata la relazione del pedagogista di fama internazionale prof. Franco Frabboni (nella foto), dell’Università di Bologna. Un accademico che ha contribuito alla modernizzazione della pedagogia italiana attraverso un’analisi accurata sui rapporti della scuola e il territorio con tutte le sue presenze parallele, tra cui le istituzioni pubbliche.
Frabboni, sulle difficoltà dei nuovi processi formativi, ha detto: «Le difficoltà partono dal fatto che sui percorsi formativi, quindi sulla scuola, si è disinvestito. La scuola in Italia negli ultimi anni è stata tenuta a pane e acqua. Parlare di qualità e di percorsi formativi, in una scuola dove gli insegnanti sono di fatto degli eroi, che cercano di mantenere la zattera in qualche modo sulla rotta giusta, non è così facile. Detto questo, la scuola ha anche una sua capacità di responsabilità. Per esempio, qui a Gela, questo Settembre Pedagogico che viene riproposto da alcuni anni, con tanti insegnanti che arrivano per eseguire i nostri interventi, apre la speranza che in futuro, magari dall’anno successivo, porti novità e investimenti sulla scuola.
Ancora Fabbroni sulle soluzioni per superare la crisi: «Partiamo dalle nuove generazioni. Credo che la scuola debba svecchiarsi, per quanto riguarda anche le conoscenze, i cosiddetti saperi. Non perché quelli del passato non vanno più bene. Anzi questi saperi, la cultura, le discipline, vanno difesi, ma perché la scuola deve dare percorsi anche linguistici, scientifici, tecnologici. I ragazzi hanno bisogno di moltiplicare i loro interessi. La scuola non dico che debba rincorre o peggio scimmiottare quello il mondo esterno, ma deve essere molto attenta a quello che succede all’esterno di essa».
Nel corso degli appuntamenti del Settembre Pedagogico si sono registrati gli interventi, tra gli altri, dei proff. Liborio Mingoia e Vito Armando Formoso, e quando si è parlato di “Istruzione, Tecnologie, Scuola, Lavoro e Formazione professionale”, si sono avvicendati al tavolo dei relatori il prof. Marco Appoggi, il dirigente scolastico Vito Parisi, il direttore del Cnos (salesiani) don Enzo Ferrarella, e la dott.ssa Daniela Mercante.
Autore : Redazione Corriere
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