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In uscita il nuovo libro di Marco Trainito su D’Arrigo
Esce in questi giorni Il codice D’Arrigo. Dall’Orca alla Placenta Hatshepsut del gelese Marco Trainito (nella foto con Umberto Eco)per i tipi della Edizionianordest di Treviso.
Questa monografia sul siciliano Stefano D’Arrigo (1919-1992) è dedicata ai suoi due grandi e ancora troppo misconosciuti romanzi, Horcynus Orca (1975) e Cima delle nobildonne (1985), che insieme delineano una visione della letteratura di rara potenza filosofica e mitopoietica.
Entrare in Horcynus Orca, scrive Marco Trainito, «è davvero come entrare nel labirinto del Minotauro, perché le infinite svolte narrative e gli snervanti indugi sintattico-espressivi non sono che un’iniziazione all’incontro col Mostro protagonista, che farà la sua prima apparizione esattamente nel cuore dell’opera e da quel momento accompagnerà il lettore in un viaggio di ritorno allucinante che è l’uscita non più dal labirinto del testo, ma dalla vita tout court: quella di ’Ndrja Cambrìa, quella della Storia, quella del Mondo, e quella dell’Orca stessa, la cui morte è simbolo e correlato oggettivo del “finimondo” esistenziale, storico e cosmico annunciato dal romanzo». Ecco perché la prima parte del volume, costituita da un saggio puntuale e accessibile su Horcynus Orca (in gran parte già edita in volume nel 2004 dalla Cerro Edizioni di Gela con il titolo Il mare immane del male), si configura per il lettore come vero e proprio filo di Arianna per immergersi nell’abisso di senso che si cela dentro il misterioso e particolarmente arduo romanzo. La seconda parte del volume, costituita dalla rielaborazione del testo del saggio letto da Marco Trainito a un convegno sulla laicità dello Stato tenuto insieme al filosofo Giulio Giorello a Piombino nel 2006, presenta una lettura attualizzata di Cima delle nobildonne, il secondo e ancor meno noto romanzo di D’Arrigo, alla luce del recente dibattito sulle radici dell’Europa e dell’Occidente. Con una stringente argomentazione a sostegno della colta cavalcata lungo taluni snodi cruciali dell’immaginario occidentale, Marco Trainito cerca di mostrare come il romanzo aiuti a comprendere laicamente la ricca e complessa stratificazione storico-culturale della nostra identità, che alcuni fondamentalisti nostrani (teocon, teodem, atei devoti e/o neoguelfi) vorrebbero semplificare, mutilare e tradire in nome di una presunta essenza ebraico-cristiana della civiltà occidentale
Il 19 febbraio scorso, Marco Trainito ha presentato il suo nuovo libro ai massimi studiosi italiani di D’Arrigo riuniti all’Università di Cassino per un convegno sul grande scrittore messinese. A tale convegno hanno preso parte, tra gli altri, Walter Pedullà, Fernando Gioviale, Andrea Cedola e Siriana Sgavicchia.
Autore : Redazione Corriere
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