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Corriere di Gela | Quando Gela tenne a battesimo Camilleri
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notizia del 19/03/2006 messa in rete alle 12:37:52

Quando Gela tenne a battesimo Camilleri

Se al Teatro Strehler di Milano il prossimo mese di aprile é fissato un appuntamento virtuale con la Sicilia del Gattopardo ed i luoghi del Commissario Montalbano (Vigata, Montelusa, Fiacca, ovvero Porto Empedocle, Ragusa e Sciacca) l’11 aprile 1981 di venticinque anni addietro, a Gela, si verificava un fatto culturale di forte spessore letterario ma non virtuale: veniva assegnato il primo premio letterario ad Andrea Camilleri (nella foto, intevistato a Roma da Rocco Cerro).
Il 9 aprile di quell’anno si riuniva a Gela, in un appartamento del villaggio di Macchitella, la commissione giudicatrice della 2ª edizione del Premio Nazionale di Narrativa “Città di Gela” indetto dall’Accademia Eschilea.
Due giorni dopo la giuria formata da Sarah Zappulla Muscarà (presidente), Federico Hoefer, Walter Pedullà, Gaetano Salveti, Giacinto Spagnoletti e Vittorio Vettori, per la prima volta in Italia, premiava lo scrittore empedoclino nell’aula consiliare del comune gelese.
Il verbale della giuria di allora ci ricorda che dopo lunga ed animata discussione, durante la quale sono emersi i pregi stilistici e le varie componenti linguistiche e strutturali delle singole opere, la commissione ha ristretto la rosa dei finalisti ai libri di Andrea Camilleri, Irene Marusso e Luciano Ricci che sono parsi, in quanto a forza narrativa e a penetrazione psicologica, i più aderenti alle finalità del premio e i più ricchi di invenzione.
La discussione protrattasi a lungo per successive comparazioni e valutazioni, si é alla fine conclusa con il voto unanime di assegnare la seconda edizione del Premio “Città di Gela” di un milione di lire, al romanzo Un filo di fumo di Andrea Camilleri, edizione Garzanti.
Questo libro é stato ristampato da Sellerio nel 1997.
Bisogna ricordare che nella rosa dei selezionati facevano parte: Michele Anzalone con Favole a Castroforte ed. Città Armoniosa; Maria Luisa Fargion con Lungo le acque tranquille ed. Pan; Me-lo Freni con La famiglia Ceravolo ed. Rusconi; Rina Pandolfo con La seconda coscienza ed. Bastogi.
Il coordinamento delle tesi critiche sostenute dalla commissione, i cui componenti, singolarmente, avevano esaminato i moltissimi libri pervenuti a Gela da ogni parte d’Italia, sia da parte degli autori o direttamente inviati dalle case editrici, fu svolto, da par suo, da Sarah Zappulla Muscarà.
La cattedratica catanese prestava al premio di Gela la sua già collaudata esperienza nel campo letterario, con versatilità per i romanzi e gli autori dell’area siciliana, con particolare riferimento al teatro verista e filosofico.
Con la sua regìa fu dichiarato, all’unanimità, che il romanzo di Camilleri Un filo di fumo é un saporoso affresco di una particolare società siciliana rappresentata con fresco realismo entro un alone di favola intrisa di ironia e di grottesco.
I personaggi, simili a pupi siciliani, si muovono, interagiscono e parlano come su grande palcoscenico esprimendo i vari sentimenti di rancore, speranza, invidia, odio, in scorci taglienti e spaccati sociali.
Nel verbale della giuria dell’11 aprile 1981 si legge che Camilleri adopera “Il linguaggio con invenzione di vocaboli nuovi o me-diante l’apposizione di nuovi significati ai termini usuali della parlata siciliana…”
Tutto questo é un elemento portante del romanzo che, dunque, nel suo complesso, é un’opera narrativa di notevole valore.
Oggi i libri di Andrea Camilleri, “battezzato” a Gela, sono sempre in testa alla classifiche dei romanzi più letti in Italia; ed a questi si aggiunge il recentissimo La pensione Eva pubblicato da Mondadori in gennaio.
Qualche anno addietro un assessore comunale di Gela aveva promesso che allo scrittore e storico siciliano Santi Correnti sarebbe stata data la cittadinanza onoraria per meriti letterari: non se ne fece nulla! Dalle colonne di questo Corriere auspichiamo che ad Andrea Camilleri (Nené per gli amici) venga al più presto assegnata la cittadinanza onoraria: un ulteriore premio dei gelesi, dopo quello di venticinque anni addietro. Con un valore affettivo maggiore. Glielo dobbiamo, visto che lo scrittore siciliano non dimentica la nostra città, che con piacere – come lo stesso Camilleri ebbe a ricordare in una sua intervista di qualche anno fa concessa a Rocco Cerro, direttore di questo giornale – le riconosce la felice intuizione con il premio assegnatogli 25 anni fa.


Autore : Redazione Corriere
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