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notizia del 28/02/2011 messa in rete alle 12:31:21
Progetto Pon sulla legalità, all’Eschilo i liceali incontrano i giornalisti
Si è concluso martedì scorso al liceo classico “Eschilo” di Gela il ciclo degli incontri di autorità politiche, associazioni, forze dell’ordine, magistratura, sindacato, mass media, con gli studenti del “Pedagogico” e del “Classico” nell’ambito del progetto sulla legalità, del bene comune e sociale e del Pon scolastico. Il progetto che originariamente era rivolto solo agli esterni alla scuola, per poi sfociare in un convegno di legalità nel quadro del ricordo di Falcone e Borsellino, quest’anno l’ideatore del progetto, il vice-preside prof. Salvatore Federico, ha pensato bene di estenderlo anche agli studenti del Pedagogico e del classico limitandolo però alle sole classi seconda liceo e quarto anno pedagogico.
Nell’ultimo ciclo di incontri, riservato ai mass media, gli organizzatori hanno invitato tre giornalisti locali ad intrattenere gli studenti sul tema del bene comune, sulla libertà di stampa e sulle loro esperienze nel settore.
Per la carta stampata è intervenuto Rocco Cerro, direttore del Corriere di Gela, il quale ha affrontato il tema della correttezza dell’informazione che è l’aspetto deontologico più importante e fondamentale alla base della professione del giornalista. Ha parlato del rapporto tra editore e direttore responsabile, delle difficoltà e condizionamenti che si incontrano nella esposizione di fatti ed episodi legati alla cronaca. Ha ricordato anche momenti di grande tensione e pericolo vissute sul finire degli anni ottanta in piena guerra di mafia. Testimonianze che hanno suscitato grande interesse tra gli studenti, alcuni dei quali hanno chiesto degli approfondimenti in sede di dibattito.
Per il giornalismo radiofonico ha relazionato Stefania Pistritto, responsabile delle “news” di Radiogela express, la quale ha parlato della sua esperienza nel settore della radio. Ha descritto come si articola la sua giornata lavorativa, come vengono raccolte e trasmesse le notizie radiofoniche che sono le prime rispetto agli altri mass media a raggiungere l’utente.
Per il giornalismo televisivo Nello Lombardo ha posto l’accento alle difficoltà che il giornalista incontra nell’esporre una notizia. Ha esteso il suo intervento sul problema se esiste o meno la libertà di stampa in Italia rapportata con i mass media d’oltre oceano. Anche lui, ha portato la sua testimonianza del periodo della guerra di mafia, delle minacce telefoniche di morte ai suoi familiari solo perché si parlava di mafia nelle trasmissioni d’intrattenimento da lui condotte. A completamento del concorso, il 23 maggio verrà organizzato un convegno a carattere regionale per la premiazione.
Autore : Redazione Corriere
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