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Immagino sia Architettura/Mostra fotografica sui lavori dello studio Castellana
E’ dedicata ai lavori dello studio Castellana/architetti, la mostra fotografica “Immagino sia Architettura”, che verrà inaugurata giorno 22 dicembre prossimo (ore 18) presso la caffetteria Barocco a Gela, a cura degli architetti Nic Farnedi e Silvana Pellegrino Filorizzo. Il titolo rimanda al dibattito architettonico culturale nel panorama internazionale, alla sua storia, ai grandi filoni che la caratterizzano, e alle singole realtà urbane.
E’ possibile o necessario assegnare categorie alle forme architettoniche? Risulta operazione ardua per talune produzioni.
Il progetto assegna risposte all’ abitare individuale e comune, fa contesto nel contesto di origine come nei progetti dello studio Castellana. Essi appartengono a questa terra bagnata dal mare, contaminata dall’industria e costellata da tufo e da forati a vista. Questo legame è denunciato dall’uso frequente del ferro brunito dal sale o di quelle ringhiere che tanto ricordano l’ architettura navale.
L’essere architettonico viene decostruito nelle sue infinite parti, per imbattersi nel morfema basico che diviene ordine nel caos.
Una continua metamorfosi degli elementi: il top del bancone fuoriesce e diventa maniglia di una porta, la scala nel suo procedere si trasforma in piano da lavoro o in boiserie del soggiorno, gli interni si svelano in esterni.
Questa mostra fotografica vuole raccontare gli spazi progettati dall’architetto Vincenzo Castellana con il partner Rosanna Zafarana. Luoghi che scoprono angoli vissuti, spazi familiari, abitudini quotidiane. Una poetica che mette a contatto elementi eterogenei e contrari, che rivela al tatto un’esperienza di ruvido e di liscio, alla vista un’esperienza di pieno e, subito dopo, di vuoto. E ancora, di parti finite e di quelle lasciate incompiute.
Tutto viene dissolto, per essere ricomposto. Gli scarti del cantiere entrano nel progetto, le doghe in legno grezzo diventano rivestimento di una parete della casa con anima, gli scarti di estrazione di cava diventano pareti ventilate, antichi archi vengono riscoperti e incorniciati da piattine metalliche.
Immaginiamo allora un’ Architettura che respira, senza l’obbrobrio delle tendenze della moda, dei finti rococò, dei mobili immobili. Immaginiamo un’ architettura che svela l’ anima delle cose.
A questo punto viene da interrogarsi sull’essenza di ciò che è stato fatto.
E mentre gli osservatori decidono la loro, noi immaginiamo… che sia architettura!
Autore : Redazione Corriere
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