notizia del 18/05/2010 messa in rete alle 12:10:56

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Gli scatti di Nunzio Battaglia alla Mostra di Reggio Emilia
Da venerdì 7 a domenica 9 maggio si è inaugurata a Reggio Emilia la quinta edizione di Fotografia Europea: 120 gli eventi tra conferenze, workshop, installazioni e spettacoli che affiancano l’ offerta espositiva dislocata in oltre 240 tra sedi istituzionali e altri luoghi cittadini. Le mostre proseguono fino a domenica 13 giugno.
L’Incanto come possibilità di scoprire e svelare i segni della trasformazione e del cambiamento della realtà. Il filtro e la forza propositiva della sensibilità, attraverso cui la fotografia ci mostra le cose diversamente da come siamo convinti di vederle, mantenendo e interpretando la presenza dello sguardo e della mente sottesi agli occhi e all’obiettivo fotografico. È questo il tema chiave scelto per la quinta edizione di Fotografia Europea, la rassegna internazionale promossa dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con la Regione,la Provincia, la Camera di Commercio e con il contributo di numerosi sponsor. l’offerta espositiva di Fotografia Europea 2010 comprende diversi progetti collettivi, tra cui Al di là delle apparenze opache, titolo con il quale la curatrice Gigliola Foschi accoglie l’opera di Nunzio Battaglia (nella foto). Il lavoro esposto dal nostro concittadino (Nunzio Battaglia nasce a Gela nel 1058), stabilisce una relazione col tema della manifestazione inserendosi con estrema naturalezza nei percorsi tracciati. Negli spazi assegnati al suo lavoro -Museo Reggio Emilia, Beni Culturali Cappuccini- le pareti rosso porpora e la ricca quadreria del XVII-XVIII sec. si offrono come naturale tessuto di continuità del tempo e dello spazio. Il lavoro di Battaglia accetta la sfida di questo spazio della contemplazione sostenendo una continuità tra il reale e sue possibili rappresentazioni; raccorda il presente della fruizione e il lungo istante dell’incanto nell’atto del suo manifestarsi. Niente è mutato del vecchio mondo, solo un lieve sogno ne accarezza le sponde.
“ C’è chi – spiega la curatrice Gigliola Foschi- prima dello scatto fotografico, interviene creando performance o installazioni che trasfigurano il mondo in modo poetico, giocoso oppure volutamente utopico. Chi, grazie a uno sguardo ravvicinato oppure dilatato nel tempo, trasforma piccole porzioni di realtà in apparizioni o presenze misteriose sospese nel tempo che sollecitano l’immaginario dello spettatore”. Nel lavoro di Battaglia si avverte ancora l’incanto per una terra, quella di Sicilia, che non ha mai smesso di amare.
Autore : Redazione Corriere
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