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Corriere di Gela | Da Speziale e Morinello i gelesi si aspettano di più
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notizia del 07/04/2004 messa in rete alle 09:27:28
Da Speziale e Morinello i gelesi si aspettano di più

Per la prima volta nella storia della politica locale, non uno ma ben due deputati regionali – Morinello e Speziale – operano nell’esecutivo comunale, il primo come assessore ai lavori pubblici, il secondo all’urbanistica, rivestendo anche il ruolo di vicesindaco. Non era mai capitato neanche quando tra i consiglieri comunali – a quel tempo era possibile fare anche gli assessori – sedevano uomini come Altamore e Carfì.
Le aspettative sono state legittimamente tante, riconoscendo nel primo il capo di un partito che da qualche anno detta legge in città e nel secondo pur sempre il leader magari un pò sbiadito dei Ds, che qui da noi storicamente recita un ruolo di primissimo piano nelle scelte strategiche della politica.
Dovevano restare il tempo necessario per far decollare il progetto Crocetta, assumendo in ruoli importanti e non assessorati di secondo piano.
Morinello si è scelto un assessorato che va da sé e che gli ha permesso di tagliare nastri inaugurali di opere progettate anni addietro. Troppo comodo e facile. Si potrebbe obiettare, ma perché i predecessori non sono riusciti a sbloccare questi lavori? Giusta osservazione. E allora diamo il merito a Morinello di avere sbloccato opere come il Palacossiga, il Palazzo di Giustizia, il Palazzetto dello Sport, e presto magari anche la Piscina comunale. Da Morinello, però, e da un qualunque assessore ai lavori pubblici, ci si aspetta anche che vengano avviate nuove progettazioni. Per esempio un nuovo Stadio comunale, al quale nessuno mi pare stia pensando.
Proviamo ad immaginare una squadra cittadina che da qui a qualche anno, magari due o tre, imbeccando un paio di stagioni felici, approdi alla serie B. Dove andrebbe a giocare? Forse a Caltanissetta, dove hanno uno stadio da serie A e neppure una squadra nei professionisti? Anche quest’onta i gelesi dovrebbero subire dagli odiati cugini nisseni? A chi dovremmo dire grazie, se un’eventualità del genere, seppure al momento remota (visto come se la sta passando il Gela), dovesse verificarsi?
La capacità politica, cari onorevoli, si dimostra prima con la programmazione e la progettazione, poi con la realizzazione, senza badare a chi taglierà i nastri inaugurali. D’altro canto, caro Morinello, lei ha potuto notare quanto atto ti sia stato dato in occasione del recupero della nave greca e più recentemente della riapertura del vecchio Pignatelli. Avvenimenti inaugurati da Granata, suo successore e avversario politico, ma con il dovuto e unanime riconoscimento alla sua persona per quello che aveva fatto quando da assessore regionale ai Beni culturali aveva finanziato queste opere.
E veniamo all’amico Speziale. Diciamo subito che lo abbiamo apprezzato di più quando con Tignino sindaco prima e poi con il compianto Ottavio Liardi, aveva fatto l’assessore (e come oggi il vicesindaco). Efficientismo a tutto campo, lungimiranza (risale a quel tempo il suo “Piano del colore”), tempismo. Cosa le è successo on. Speziale? Risente forse della forte personalità del sindaco Crocetta? O è stanco?
E allora. Il Piano regolatore generale, se non dovesse essere licenziato prima che lei lascerà l’assessorato all’urbanistica sarebbe una grave personale sconfitta. Si possono assolvere i suoi predecessori, che hanno dato la sensazione (ma solo questa!) di voler sbloccare la situazione per dotare la città del nuovo strumento urbanistico. Può anche darsi che si siano fatti condizionare da gente o gruppi di affare che avevano – ed è possibile che l’abbiano tuttora – l’interesse di mantenere lo status quo per continuare a costruire col vecchio Prg. Ma Speziale non può percorrere la stessa strada senza lasciare un segno che lo distingua dagli altri suoi anonimi predecessori. Sarebbe come farsi accomunare a questi.
Un altro rilievo, caro Speziale: quando al suo posto ci fu l’avv. Rita Calò, questo giornale venne trascinato per i capelli in una sterile polemica. Sostenevamo che non era il caso di continuare a rilasciare licenze di costruzione a Caposoprano, dove ormai non c’é più un centimetro d’aria neppure per respirare. Il suo predecessore rispose affermando che a Caposoprano le uniche concessioni che si stavano rilasciando erano solo per realizzare semplici stenditoi. Ci facemmo quattro risate e pubblicammo un album fotografico con le costruzioni di palazzi in corso d’opera. Da allora si è continuato e si continua tuttora a costruire, con tanto di autorizzazione comunale.
Noi non sappiamo di leggi. Non sappiamo se per esempio vengono rispettati gli indici di cubatura, o se si può costruire mentre è in corso la revisione dello strumento urbanistico. In ogni caso, chiediamo a cosa potrà mai servire un nuovo piano se l’esistente viene continuamente modificato.
E’ forse anche questo uno dei motivi per cui il nuovo Prg non vede la luce?
Andando oltre, tutti stiamo notando cosa sta succedendo in zona Marchitello (di fronte Macchitella, per intenderci). Palazzoni addossati l’un con l’altro, in un’area non si sa fino a che punto urbanisticamente regolamentata. In ogni caso ci chiediamo se il progettista del Prg Urbani sia stato informato che in una zona dove magari lui ha previsto piazze, chiese, scuole, giardini o impianti sportivi, il Comune ha permesso l’insediamento di enormi colate di cemento. Vorremmo a questo punto sperare che ci abbia pensato la Commissione edilizia, prima di concedere le autorizzazioni, ad imporre ai costruttori di prevedere parcheggi, strade larghe, marciapiedi, piazze, verde pubblico (non quello che viene poi abusivamente recintato ad uso condominiale), e magari qualche chiesa o scuola.
Sforziamoci allora di dare un’occhiata a quello che sta succedendo ed evitiamo se non altro quegli errori storici che ancora adesso possiamo rimproverare persino al declamato Aldisio, quando permise che al lungomare di Gela – esempio irrintracciabile in qualsiasi altra citta di mare del pianeta – venisse dato in pasto all’edilizia popolare, come se mancavano altre aree meno pregiate disponibili. E’ stato come bloccare, irrimediabilmente, lo sviluppo della parte più essenziale di una città rivierasca. Altrove – cari onorevoli e responsabili da più di un decennio delle scelte politiche che decidono i destini della città – al lungomare vengono costruiti viali, strutture turistiche e alberghiere e piste ciclabili. A noi, invece, tocca ospitare i pub, unico sfogo per il divertimento serale delle migliaia di giovani, nei garage. Salvo poi ad invadere tutto il marciapiede per consentire ai gestori di ospitare la numerosa clientela.
Per chiudere, conoscendo la suscettibilità dei due deputati, un invito a prendere tutto quanto come uno stimolo se non altro per rifletterci un pò.


Autore : Redazione Corriere
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