notizia del 19/12/2005 messa in rete alle 23:09:44

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Il Polo al sindaco: fuori i “collusi”!
Non se l’aspettavano i consiglieri del centro sinistra che giovedì sera il centro destra avrebbe sfoderato un documento con cui chiedevano al sindaco Crocetta di 'eliminare dall’esecutivo assessori che fossero rappresentanti di partiti politici nel cui fila siano stati eletti consiglieri collusi con la mafia'. Si voleva quindi con un atto di indirizzo politico che il sindaco in un sol colpo spazzasse via dalla sua giunta assessori che avessero riferimenti mafiosi. Un documento – come è stato spiegato da Robilatte e Catalano – che traeva origine dalle dichiarazioni che Crocetta aveva fatto durante il congresso della Cgil nell’aula consiliare. Un documento di critica verso il sindaco – ha contestato La Folaga – che ben venga. Del resto basta sfogliare le varie sedute consiliari e c’è materia che avanza in fatto di critica al sindaco da parte del centro sinistra. Ma di qui a votare un ordine del giorno che solo può passare per le aule dei tribunali ce ne passa e come. Questo il senso delle contestazioni che La Folaga ha mosso al documento del centro destra, dopo ben due sospensioni che non sono servite per arrivare ad un accordo. Anzi si è voluto forzare comunque la votazione, solo che i consiglieri del centro sinistra se ne sono andati alla chetichella uno alla volta facendo mancare il numero legale. Era rimasto solo Antonio La Folaga. Anche tra i banchi di destra c’è stata qualche defezione. Erano appena 10 (Catalano, Cirignotta, Giudice, Galioto, Liardo, D’Aleo, Sammito, Celona, Bricconcello).
La seduta ha inizio con mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia ed a prendere la parola per primo, mentre presiede Angela Galioto, è il consigliere Udc Robilatte che passa subito a leggere un documento da votare come atto di indirizzo. Annuncia che esso trae origine dalle dichiarazioni fatte dal sindaco Crocetta nel corso del congresso della Camera del Lavoro Cgil. Sgomento tra i banchi del centro sinistra che chiedono di potere leggere con attenzione quel documento. Infatti si sospende la seduta per una decina di minuti, il tempo necessario perché tutti i componenti del centro sinistra, Margherita, Pdci, Ds e socialisti possano rendersi conto che così come era concepito andava bocciato totalmente. Si ricomincia e a prendere la parola è il Ds Antonio La Folaga.
'Intanto non si capisce perché si apre la seduta con la presentazione di un ordine del giorno – afferma il consigliere diessino – mentre si sarebbe dovuto continuare con gli interventi rimasti in sospeso la scorsa seduta. L’atto di indirizzo proposto dal centro destra ci coglie di sorpresa. Questo è un documento che non tende a fare chiarezza. Voi parlate del sindaco come uno che 'capeggia' l’amministrazione. Noi riteniamo che la dirige. Non è mica un capo banda. Il vostro è un linguaggio inaccettabile. Poi aggiungete che il sindaco deve eliminare dall’esecutivo 'da lui capeggiato i rappresentanti partitici nelle cui fila sono stati eletti consiglieri ritenuti dallo stesso come collusi con la mafia...' quindi avete già decretato che in giunta ci siano assessori che hanno questo tipo di responsabilità? Forse non vi siete resi conto di quello che avete scritto. Questo ragionamento si fa nei tribunali. Nell’aula consiliare si può essere critici. E noi lo siamo stati nei riguardi dell’amministrazione e sicuramente in modo molto più accentuato di voi. Potremmo chiedere all’amministrazione di rilanciare l’immagine della città, migliorare l’aspetto normativo. Se vogliamo votare l’atto di indirizzo dobbiamo modificarlo in modo che sia di nostro gradimento'.
Prende quindi la parola Massimo Catalano di Forza Italia che rivolto all’intervento di La Folaga critica che il consigliere Ds abbia disquisito sui termini usati nel documento. Dire capeggiare, a suo avviso, non è offesa. Si parla di Capo Settore, si può parlare anche di capo dell’amministrazione. Parla di cultura del sospetto che a quel punto potrebbe indurre a non dovere più usare vocaboli che si prestano ad equivoci.
“Non volevamo per nessun motivo fare riferimento al capo di chissà quale organizzazione – aggiunge – potremmo allora trovare un altro termine. Riguardo poi ad un secondo aspetto, devo dire che c’è stato un intervento del consigliere Galioto nella seduta passata rispetto al quale nessun consigliere del centro sinistra è intervenuto. Intanto una premessa.
all’indomani del congresso della Cgil, avevamo fatto licenziato un comunicato alla stampa che voi del centro sinistra avete letto. Qui ci auguravamo che la Procura potesse chiarire chi fosse i consiglieri collusi con la mafia, di conseguenza i partiti avrebbero dovuto prendere drastici provvedimenti. E il riferimento era a tutti i partiti perché vogliamo salvaguardare l’Istituzione Consiglio comunale. Mi pare che nessuno del centro sinistra abbia fatto alcun tipo di documento.
E’ chiaro che il Consiglio comunale ha un’ interfaccia nell’esecutivo e ad esclusione non può essere l’esecutivo che può fare riferimento a dei consiglieri di centro destra, proprio perché siamo di opposizione. Quindi a cautela di un esecutivo che sia messo al riparo di determinate turbolenze e quindi viene fuori un documento di questo tipo. Il consigliere Galioto addirittura faceva una precisazione: il fatto che questi consiglieri collusi con la mafia, proprio perché essa non ha colore politico e che comunque è verosimile che sia più vicina a chi sta al potere, e qui non ci stiamo certamente noi, è più facile che si rivolgano a chi possa avere poi un riscontro diretto con l’amministrazione che non a chi è all’opposizione. Mi pare che di fronte a questo intervento nessuno del centro sinistra ha chiesto la parola e chiarire determinate questioni.
Nel documento non mi pare che si dia per scontato che ci possano essere consiglieri del centro sinistra collusi con la mafia e di conseguenza che abbiano dei rappresentanti. Io penso e mi auguro che le dichiarazioni del sindaco poi non abbiano alcun riscontro. E’ chiaro che se rispondono a verità è bene che la legge faccia il proprio corso e che questi consiglieri siano puniti. Comunque siamo disposti a modificare il documento per ottenere anche il gradimento dei consiglieri del centro sinistra'. Si passa ad una seconda pausa della seduta. Più il tempo passa più si assottiglia il numero dei presenti. Dai 24 iniziali, se ne contano 18 durante la sospensione, quindi si riducono a 15 al momento dell’appello e della riapertura dei lavori. Solo che si rientra in aula con un documento rimasto quasi tale e quale. Il presidente dell’assemblea Galioto non riesce neppure a leggerlo, perchè fatto l’appello, si contano solo 11 presenti e quindi suo malgrado deve dichiarare sciolta la seduta.
Documenti
Atto d’indirizzo proposto dal centrodestra e bocciato dal centrosinistra
'Il Consiglio comunale di Gela preso atto delle dichiarazioni rese dal signor sindaco al Giornale di Sicilia pubblicato il 10 dicembre 2005 e non smentite dallo stesso, ritiene doveroso a tutela della dignità politica e personale dei singoli consiglieri e dell’intera Istituzione, invitare il signor sindaco ad eliminare la presenza nell’esecutivo da lui capeggiato, di quegli assessori, qualora questi fossero rappresentanti di partiti politici nelle cui file sono stati eletti consiglieri comunali ritenuti dallo stesso come collusi con la mafia. Ci auguriamo che il presente atto di indirizzo politico venga accolto ed eseguito dal capo dell’Amministrazione poiché la presente richiesta riveste carattere fondamentale per garantire la serenità del consiglio comunale e per dare vero ed autentico contenuto alla lotta alla mafia nella quale ci riconosciamo'.
Autore : Redazione Corriere
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