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Corriere di Gela | Prove tecniche di candidature
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notizia del 03/12/2013 messa in rete alle 22:42:18
Prove tecniche di candidature

Un anno e mezzo, tanto manca per l’esattezza alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo degli organi di governo cittadino. Troppo presto? É già ora? Le prime scaramucce già si avvertono, e non solo all’interno del partito di maggioranza relativo, quel Partito Democratico che si sta diversificando, con gli iscritti posizionati su questo o quell’altro aspirante leader. Un rigurgito correntizio che fa impallidire la Democrazia Cristiana del quarantennio che va dal 1950 a tutto il 1980, ovvero per quasi tutta la seconda metà del secolo scorso, che è anche il millennio passato.

In città è già cominciato il tiro a bersagio sul sindaco Fasulo che, legittimamente, punta al secondo mandato, obiettivo che potrebbe non interessarlo nel caso di elezioni politiche anticipate, se sono vere le voci di una sua possibile candidatura al parlamento nazionale in quota al segretario in pectore del Pd e aspirante premier, Matteo Renzi. Ipotesi, questa, che finirebbe con lo scatenare ulteriormente gli appetiti di quanti vorrebbero occupare la poltrona vuota di Fasulo in municipio.

Il Pd a Gela, in tutte le sue denominazioni post Pci, dal Pds in poi, insomma, ha quasi sempre fatto man bassa di sindaci, con Franco Gallo nel 1994 e fino al 2001, ma poi anche con Crocetta (lasciò il Pdci per i Democratici) ed infine con Fasulo.

Le prossime elezioni potrebbero vederlo più indebolito rispetto all’ultima tornata, nonostante lo strapotere esercitato in questi ultimi anni. Potrebbe esserlo per la maggiore e più organizzata concorrenza del centrodestra e per la novità dei pentastellati, assenti alle amministrative del 2010 ma certamente presenti alle prossime elezioni della primavera 2015. Nel 2010 Fasulo ha combattuto la sua battaglia tutta interna, con l’opposizione di centrodestra praticamente inesistente. Tutti ricorderanno la guerra fratricida Speziale-Donegani, con Fasulo terzo incomodo vero vincitore. Spazzati via tutti gli altri candidati a sindaco.

Alla prossima potrebbe spuntare fuori un candidato del Megafono di Crocetta, di un paio di concorrenti del Pd, uno del Movimento 5 Stelle, ed un altro paio del centrodestra, schieramento questo che tra Ncd di Alfano e la nuova Forza Italia di Berlusconi, potrebbe tornare con qualche chanche in più rispetto alle ultime elezioni a competere con la corazzata Pd. Molto incerta la posizione dell’Udc, che al momento sta con un piede in due staffe. E sin qui, quello che potrebbe succedere nei vari schieramenti. E i nomi?

Qui è più difficile fare previsioni. Si continua a parlare dell’aspirazione dell’ex capogruppo del Pd Enrico Vella, che però dovrebbe trasferirsi ufficialmente alla corte di Crocetta sposando il progetto Megafono. Ma sappiamo quale sogno da anni accarezza il governatore: portare sulla più importante poltrona del Comune la sua pupilla Elisa Nuara. E lì sarebbero cavoli amari per tutti.

Cominciano a farci un pensierino anche Donegani e l’on. Federico.

Per quanto Enrico Vella, nemico dichiarato di Fasulo, tramontata l’originaria aspirazione di volersi candidare alla presidenza della Provincia prima che Crocetta ne azzerasse gli organismi e forse anche la stessa esistenza, vorrebbe giocarsi la carta della candidatura a sindaco, facendo affidamento sulle simpatie manifestategli coi fatti dal governatore (dirigenza esterna all’assessorato regionale all’Energia e nomina a commissario dell’Ato Cl2). A Crocetta, però, non dispiacerebbe mettere in pista la Nuara, che gli è stata assessore e vice ai dempi della sindacatura dello stesso ex sindaco. Insomma, se Crocetta vorrà dire la sua alle prossime amministrative, specie se Fasulo dovesse nel frattempo traghettare a Montecitorio, non avrà che l’imbarazzo della scelta per mettere il cappello sulla sedia più alta della sua città.

Donegani, uscito dall’Assemblea regionale dopo un solo mandato, con la sua candidatura intenderebbe rimettersi in gioco, partendo da dove aveva cominciato. Naturalmente si dovrebbe capire meglio con quale schieramento e su quali alleanze puntare.

Discorso diverso per Federico, il quale a due anni dalla scadenza del suo secondo e risicato mandato all’Ars, vorrebbe rientrare nella politica attiva a livello locale. Sa però che non potrà mettersi di traverso nè nei confronti di un eventuale candidato del suo sempiterno amico Crocetta, nè nei confronti di una eventuale candidatura forte del Pd, che possa essere Fasulo o altro. Insomma, la canditura di Federico abvrebbe ragion d’essere non in contrapposizione al centrosinistra.

Non ci siamo ancora chiesti cosa farà l’ex plurideputato Lillo Speziale, il quale potrebbe anche uscire dall’apparente letargo in cui ha scelto di vivere da quando appena un anno fa è uscito dall’Ars non perchè bocciato ma perchè non candidato (sappiamo che ha poi sostenuto l’eletto Peppe Arancio, in contrapposizione al suo avversario dichiarato Donegan). Decisione, quella per le prossime amministrative, che Speziale potrebbe prendere al momento in cui si saranno delineati gli scenari a ridosso delle elezioni. Potrebbe lui stesso ritentare la scalata a sindaco o puntare su qualche giovane energente (Ignazio Giudice, segretario della Cgil)?

Il ventaglio delle opzioni nello schieramento di centrodestra, così come le ultime elezioni, appare alquanto confuso. C’è da aspettare il risposizionamento di alcuni esponenti che si sono mantenuti distanti dalla maggioranza in Comune, ma soprattutto capire cosa faranno i pidiellini di Gela dopo la scissione di Alfano. Che faranno, insomma, i vari Lucio Greco, Giacomo Ventura, il giovane Falvo, o Gagliano (Udc), il partito di Renato Mauro, Morselli (Pid), (Scelta civica)?

Se in questo arcipelago di isolette non si riuscirà ad individuare un candidato unitario e forte, potremmo assistere ad una battaglia a due o a tre, tra espressioni diverse dello stesso Pd e/o Mefafono e il candidato del Movimento di Grillo. Probabile anche l’entrata in scena di qualche lista civica, la ripresentazione di Idv e i vendoliani di Sel.

Molte delle scelte possibili, almeno per quanto riguarda il centrosinistra, potrebbero dipendere dal risultato delle primarie del Pd e dalla nuova leadership del partito a livello nazionale.


Autore : Redazione Corriere
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