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notizia del 17/02/2008 messa in rete alle 22:21:34
La nuova classe dirigente e la Democrazia/2
Le cause della fine precocissima dell’ultima legislatura devono fare riflettere. Un magistrato dispone gli arresti domiciliari del Presidente del Consiglio regionale della Campania. Si tratta della moglie dell’on. Mastella, ministro della Giustizia.
Qualche mese addietro l’On. Marito era stato sfiorato dal magistrato per avere usato, fra l’altro, l’aereo di Stato per portare con sé il figlio a vedere una partita di calcio. Arrabbiatissimo rassegna le dimissioni da ministro. Nelle dichiarazioni rese al Senato confessa di porre la famiglia al vertice della gerarchia dei valori ai quali ispira la sua vita. Seguono fragorosi applausi da vari settori del Senato. Da notare, tra parentesi, che la moglie del ministro, sig.ra Lonardo, non era stata eletta al Consiglio della Campania, ma indicata nel listino del Governatore. Chiaro segno della devozione del Consiglio della Campania all’eccellente ministro che vede riconosciuta la sua eccellenza con l’elezione della moglie alla Presidenza.
Quali indicazioni trarre da questi episodi? Che la classe politica italiana (non il solo Mastella!) pone la famiglia al vertice della gerarchia dei valori. Cosa nobile, anzi nobilissima per gli uomini comuni in quanto membri di una comunità. Non per i cittadini che, titolari di diritti, sono portatori di doveri. Imperdonabili i membri del Parlamento e dei Consigli che hanno scelto di servire innanzitutto la Repubblica e prestato giuramento solenne sulla sua Costituzione. Voglio fare un esempio. Sino a qualche tempo fa esisteva la coscrizione obbligatoria. I cittadini maschi di una certa età venivano chiamati al servizio militare per un certo periodo della loro vita. Furono guai per le famiglie del Mezzogiorno alla quali vennero sottratte braccia (quelle più forti) che servivano per dare pane alla comunità familiare. Ma il dovere chiamava. Alcuni giovani vennero anche arruolati in periodo di guerra in età precocissima. Le lacrime delle mamme, delle fidanzate e, in taluni casi, delle spose non valevano a nulla. Prima c’era il dovere. In caso di renitenza anche la galera. Molti giovani siciliani per sfuggire al servizio militare si dettero alla “campia”, alla latitanza. Divennero briganti. La lotta al brigantaggio fu fatta anche con la fucilazione!
Alcuni ministri che avevano le famiglie lontane dalla Capitale, viaggiavano in treno pagandosi di tasca il biglietto e spesso facevano la vacanza lontani dalle rispettive famiglie per risparmiare.
Per carità, non ce l’ho con l’on. Mastella! Come lui pensano quanti l’hanno applaudito in Senato, quanti hanno chiamato la moglie a presiedere il Consiglio Regionale della Campania e in generale quanti svolgono ruoli dirigenziali nella società e nello Stato. Le cronache ne danno ampia testimonianza. E’ un costume diffuso come sentimento popolare che ha portato all’elezione di un mercante sulla base di un contratto privatistico: “Voi mi eleggete e io vi ricambio con posti di lavoro”. Così continuando sino a legittimare o quasi la scelta di attrici, conduttori e veline da sistemare anche nella tv pubblica.
Quando la crisi è così profonda non è sufficiente la modifica di una legge elettorale. Occorre cambiare un costume. Campa cavallo!
Noi abbiamo sotto gli occhi l’esempio italiano. Altrove le cose non stanno meglio. Né negli Usa dove la Politica negli anni di Bush ha fatto una notevole retromarcia rispetto al mercato globale, tanto che si è indebitata sino al collo nei confronti della Cina. Né in Russia dove la Politica sembra controllare tutto essendo la gerarchia al potere in realtà tutt’uno con l’impresa economica.
Per questo credo proprio che sarà faticoso costruire una nuova classe dirigente e contemporaneamente la democrazia moderna. Né i luoghi deputati a produrre pensiero nuovo sono impegnati in questa direzione. Le Università dovrebbero cambiare rotta. Non è possibile che mentre la comunicazione muta registri rapidamente e con essi i comportamenti degli uomini e delle donne, per non dire del pianeta, le Università italiane siano impegnate quasi esclusivamente a cercare clienti e a gestire cattedre!..
E, intanto, il nomadismo sta determinando migrazioni bibliche. Chi si sposta e chi si sposterà domani? Da una parte chi ha bisogno, dall’altra chi ha risorse. Seguendo i movimenti del capitale che è nomade per costituzione, soprattutto quello finanziario.
Una nuova classe dirigente dovrebbe prendere atto che le imprese esternalizzano, che altrettanto faranno le famiglie nell’erogazione dei servizi, che la delocalizzazione difficilmente potrà essere impedita, che per governare questi processi occorre possedere ottime conoscenze, duttilità nell’adattarle alle situazioni, spirito di apertura e grande capacità di proiezione del tutto in uno scenario pubblico che ha dimensioni molto più ampie del teatrino di famiglia.
L’Europa rischia di essere accerchiata dai grandi colossi. Tra i quali Cina e India stanno facendo investimenti notevolissimi proprio nel settore dell’Istruzione. L’Italia potrebbe diventare un fanalino di coda. Lo scatto d’orgoglio rivendicato dal Presidente Napolitano dinanzi a certi dati sconfortanti ci sta tutto. A questo scatto dovremmo prepararci nell’elezione del nuovo Parlamento. Cercando di eleggere una nuova classe dirigente capace di uscire dall’orticello e di vedere quanto è grande il mondo! Scatto al quale sta lavorando la Chiesa cattolica. A buon diritto, per la verità. Non può rimanere insensibile di fronte alle problematiche così tanto sconvolgenti. Il Pontefice e la classe dirigente della Chiesa stanno ponendo la questione educativa come la questione culturale prioritaria. Cose analoghe avvennero nel passato. Con alterne vicende. Comprese quelle che videro alcuni Pontefici protagonisti della Cultura umanistica e rinascimentale. Fecero grande Roma. Promossero una cultura molto raffinata e elegante proteggendo le arti, divenendo essi stessi grandi artisti. Quando si accorsero che il sapere scientifico avrebbe potuto mettere in discussione le gerarchie del potere, organizzarono la Chiesa in una battaglia oscurantista e cruenta con l’Inquisizione. La nascita della modernità nel ‘600 dovette misurarsi con gli argomenti, per la verità, non tutti culturali della Chiesa dal ‘600 in poi! Voglio dire che la Chiesa cattolica, tutte le chiese hanno il diritto di sviluppare liberamente i loro argomenti per affermare i loro valori. Non mi pare che sia l’unica titolare dello spazio pubblico. Anzi!...
Mi ha fatto piacere che sul problema della nuova classe dirigente proprio in questi giorni abbiano scritto articoli-saggi Aldo Schiavone (La Repubblica) e Giorgio Galli Della Loggia (Corriere della Sera). Segno che il problema è reale e va approfondito. Ci tenterò, perché credo di avere un’opinione diversa che mi pare giusto esternare nel prossimo numero. Direttore permettendo!
Autore : Luciano Vullo
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