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Corriere di Gela | Tensione in stabilimento. Il sindaco chiama l’antimafia
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notizia del 11/05/2003 messa in rete alle 22:00:57
Tensione in stabilimento. Il sindaco chiama l’antimafia

Blocchi stradali da e per lo stabilimento. Stavolta si lotta per i lavoratori della Smim e per le commesse dell’azienda Eni che vanno in direzione esterna. Scende in campo la politica e i sindacati. L’iniziativa più clamorosa quella del sindaco Crocetta, che “informa” la Commissione Antimafia, con richiesta specifica di interessarsi della vicenda e di indagare sul mondo degli appalti in ambito Eni.
Questo il testo della lettera che crocetta ha inviato a varie autorità, tra cui la Commssione nazionale antimafia.
“Nella qualità di Sindaco di Gela denuncio la grave situazione occupazionale e sociale che si è determinata nella città, per effetto della decisione dell’Eni di attribuire ad una società di Ravenna i lavori relativi alla costruzione di una stazione di ricevimento di gas libico da istallare nel territorio di Gela.
Da alcuni giorni, gli operai della suddetta azienda hanno organizzato scioperi e capannelli di protesta all’esterno della fabbrica. Il sottosegretario Viespoli, nonostante sia stato sollecitato da oltre un mese ad organizzare un incontro per affrontare i problemi dell’indotto gelese, ha comunicato che tale incontro potrà avvenire soltanto mercoledì prossimo, 13 maggio, mentre la fabbrica rimane bloccata e i lavoratori vivono una situazione al limite della disperazione. E’ in atto una manovra all’interno dell’indotto gelese finalizzata a colpire le aziende locali e in particolare la Smim, che è un’impresa, fra l’altro, che nel recente passato ha denunciato i fenomeni di malcostume presenti all’interno del mondo degli appalti del petrolchimico. Fa riflettere l’espulsione di tale azienda, non solo per valutazioni di natura economica e sociale ma per profili che investono aspetti discriminatori non tollerabili.
Nel sollecitare le Signorie Loro ad affrontare la questione occupazionale dell’indotto gelese, invito la Commissione nazionale Antimafia a venire a Gela, per effettuare un’inchiesta sul mondo degli appalti Eni all’interno del petrolchimico e del territorio gelese”.


Autore : Redazione Corriere
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