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notizia del 28/03/2006 messa in rete alle 21:51:08
Rischiamo l’azzeramento della deputazione gelese
Non sappiamo se qualcuno abbia letto nel giusto verso quello che sta producendo l’ultima riforma elettorale, quella cioé che sta portando gli elettori nell’impossibilità di decidere quali deputati siano meritevoli di rappresentarli nei due rami del Parlamento. La stampa nazionale ha scritto che per almeno l’80% si sa già come saranno composti Camera e Senato. Lo hanno già deciso le segreterie e i leader dei partiti. Ma di quello che può accadere a Gela nessuno ha scritto, né forse pensato. Rischiamo, di fatto, di perdere ogni rappresentanza. A tutto vantaggio per la zona nord della provincia. Basta fare alcune considerazioni.
Nella lista dell’Ulivo per la Camera, ci sono candidati dei ds e della Margherita. Nel partito di sinistra, in quota ds, il primo gelese é Miguel Donegani, al 13° posto; mentre i nisseni Cardinale e D’Antoni (in quota Margherita, dove non c’é nessun gelese) e Lo Maglio (in quota ds) sono rispettivamente al 2°, 4° e 7° posto, cioé tra gli eletti sicuri.
Idem o quasi nella lista di Forza Italia, dove l’uscente Ventura (gelese) é stato relegato al 10° posto, mentre il nisseno Misuraca ha ottenuto la 5ª posizione, cioé elezione quasi certa. L’unico ad avere chanche sembrerebbe il comunista Morinello, che però deve sperare nella conquista di almeno un seggio da parte della sua lista e poi attendere che il capolista eletto (Diliberto) opti per un’altra circoscrizione. Neppure a parlare degli altri candidati gelesi per Camera e Senato (20° posto per Mauro,Senato, Udc; 14° per Bennici, Camera, Udc; Granvillano, Senato, Rosa nel Pugno, 17°). Due primi posti per l’ex senatore Pellitteri e per Sammito, (Camera e Senato), ma nel Pli, forza politica che difficilmente potrà conquistare seggi.
Neppure per le Regionali le cose sembrano destinate ad andare meglio, dove l’unico candidato credibile é il pluriuscente Speziale che per ottenere la deroga per il quarto mandato all’Ars ha spaccato il suo partito, dove chi ha voluto un rinnovamento della rappresentanza a Palazzo d’Orleans (tra questi gli ex segretari del partito La Folaga e Ferrara, il segretario della Cgil Scicolone) potrebbero per dissenso non impegnarsi al massimo alle prossime elezioni di fine maggio. Potrebbe, anche in questo caso, giovarsene il nisseno Puccio Dolce.
E se non serrerà le file in tempo, l’elettorato gelese, anche alle provinciali del 2008 potrebbe verificarsi la consegna della presidenza a un nisseno. E Filippo Collura, che non potrà ricandidarsi e che é stato il primo presidente gelese nella storia della provincia, sarà ricordato anche come l’ultimo.
La classe politica gelese si appresta dunque a fare un passo all’indietro, un ritorno all’antico; consegnandosi mani e piedi ai marpioni nisseni, che torneranno così a considerare Gela la colonia dalle uova d’oro. Purtroppo, finirà così.
Avete visto come hanno reagito i nisseni alla decisione di localizzare a Gela l’unico polo turistico della Provincia? Pagano é riuscito a convincere Cuffaro ad allargare il numero dei distretti turistici, prevedendone uno anche a Caltanissetta. Che prova di forza!
Per completezza d’informazione, segnaliamo la presenza di altri due candidati gelesi nei due rami del Parlamento che, per distrazione, avevamo omesso nelle edizioni scorse. Si tratta di Amato, candidato alla Camera dei Deputati nella lista dei Verdi, e dell’ex assessore comunale della Margherita, Consiglio, che corre per il Senato al n. 19° nella lista Verdi-Pdci-Consumatori.
Autore : Redazione Corriere
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Da anni mi chiedo: perchè esistono i Comunisti italiani? e chiedendomelo non sapevo darmi una risposta. Sinora ho pensato che a sinistra c’è già un'ampia scelta di voto: innanzitutto verso i DS, tuttalpiù verso Rifondazione, oppure i socialisti della
Autore: Giuseppe Clementino
data: 29/03/2006
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