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notizia del 03/12/2007 messa in rete alle 21:39:30
Il Consiglio provinciale contesta i provvedimenti regionali di riordino delle strutture sanitarie
Gli annunciati provvedimenti di riordino delle strutture sanitarie territoriali e la salvaguardia delle guardie mediche sono stati al centro dell’incontro che la Conferenza provinciale dei capigruppo consiliari, coordinata dal presidente Angelo Marotta, ha avuto con il direttore sanitario dell’Asl 2 di Caltanissetta Salvatore Mancuso. Finalità dell’incontro, quella appunto di verificare gli attuali orientamenti dell’assessorato regionale alla Sanità su tali fronti, così da poter presentare eventuali controproposte nell’ambito del già attivato tavolo tecnico provinciale.
Sul fronte della rimodulazione delle strutture ospedaliere, Mancuso ha così sintetizzato l’attuale proposta formulata dall’assessorato regionale: accorpamento dell’ospedale di San Cataldo a quello di Caltanissetta, assicurando un dipartimento oncologico; riunione del nosocomio di Niscemi a quello di Gela, la cui Azienda deve incrementare il numero dei posti letto (per portarli oltre i 300 previsti); l’ospedale di Mazzarino sarebbe trasformato in Casa della salute, con presenza di determinati servizi (presidio territoriale d’emergenza, poliambulatori specialistici, un certo numero di posti letto, funzioni di day hospital, ecc.) gestita da medici di medicina generale; a Mussomeli, per il momento, rimarrebbe l’attuale ospedale zonale, con chiusura dei reparti di ostetricia e riconversione in punti nascita secondo i parametri nazionali che mantengono solo i reparti dove si registrano oltre 400 nascite annue. Mancuso ha confermato che gli standard occupazionali dei nostri ospedali permangono bassi rispetto a quelli nazionali. Per quanto riguarda invece le guardie mediche l’assessorato regionale - dopo la sospensione del decreto Lagalla - non ha ancora ufficializzato alle Asl i nuovi criteri con i quali individuare i presìdi da sopprimere.
Dai consiglieri provinciali presenti sono venute varie proposte operative: dalla richiesta immediata di una nuova convocazione presso la Regione del tavolo tecnico provinciale con le opportune controproposte (Caci, Cusumano), alla responsabilizzazione sulla problematica del Tribunale per i diritti del malato e delle altre associazioni sindacali (Favata), al coinvolgimento della nostra deputazione regionale (Guttilla) previo accertamento dei reali costi della sanità nissena (Ascia) e dei settori di maggiore spreco (Vicari), al superamento dei paradossi costituiti da strutture “doppioni” a pochi km. di distanza tra loro (Cassarà), il tutto comunque sempre sulla base di proposte alternative con cui confrontarsi con l’assessorato (Fasulo). Al presidente del Consiglio provinciale Marotta il compito di fare la sintesi di tali proposte per le prossime azioni da intraprendere.
Autore : Redazione Corriere
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