notizia del 19/06/2006 messa in rete alle 21:30:56

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La Margherita lacerata da lotte intestine
Ho assunto, su invito della Direzione Provinciale della Margherita di Caltanissetta e su sollecitazione del Coordinatore Regionale della Margherita on. Salvatore Cardinale, persona che stimo e della quale conosco e condivido le valutazioni politiche, la responsabilità di gestire, nella mia qualità di responsabile gelese della massima istituzione provinciale, la delicata fase di transizione che dovrà presto portare la Margherita di Gela a darsi una nuova direzione politica, rispondente alle attese e alle prospettive della città.
Non mi nascondo le gradi difficoltà che inevitabilmente incontrerò nella mia azione. Desidero solo sottolineare che essa risponderà ad una precisa indicazione che viene dalla direzione della Margherita e che risponderà all’esigenza di ridare una piena dimensione politica all’azione del Partito in una realtà nella quale gli indicatori elettorali rivelano la grave crisi di rappresentanza sofferta dal Partito e rilevata dagli ultimi risultati delle regionali.
Credo che chiunque abbia a cuore le sorti della Margherita a Gela, non possa non condividere la necessità che il Partito si apra alle espressioni migliori della società, riesca a coinvolgerle e a motivarle traendo, dal dialogo civile con le espressioni più innovative della comunità gelese, la forza per recuperare il radicamento del quale già disponeva e che ha bisogno oggi di un supplemento di energie culturali e morali.
Il mio appello è di condividere l’opera alla quale mi accingo: opera cui mi applicherò certo non da solo, ma chiamando ad una corresponsabilizzazione quanti ritengano di condividere l’impegno cui il Partito mi chiama.
La Margherita ha le potenzialità, per la qualità del messaggio e per la forza della sua tradizione popolare, per irrobustire il suo contributo allo sviluppo di Gela e al rinnovamento del costume civile della città. Una città nella quale tuttavia la Margherita dovrà proporsi non più come Partito di feudi e di tessere, ma come Partito di intelligenze libere e responsabili, tutte coinvolte in piena autonomia alla definizione di una grande prospettiva di sviluppo economico e sociale.
In questa azione avrò rispetto per tutte le sensibilità, anche quelle più critiche e più lontane dal mio modo di sentire, sul presupposto che tutte si incontrino in una comune regola di convivenza e di rispetto reciproco e al servizio degli obiettivi che appartengono alla Margherita.
Sarebbe grave che si riproponesse, nel quadro che ho cercato di delineare con toni assolutamente sinceri e responsabili, una vecchia diatriba che veda chi si è a suo tempo dimesso irrevocabilmente dando luogo all’avvicendamento di diverse esperienze commissariative di gestione straordinaria fino ala mia nomina maturata il 12 di giugno u.s., rivendicare assurdamente una linea di ripresa di un incarico al quale ha rinunciato in un quadro di gravi e oggettive difficoltà e di soggettive responsabilità.
Quel che ci attende è invece un cammino che tenterà di essere il più breve possibile e che dovrà culminare nella promozione di un nuovo gruppo dirigente in grado di conferire alla Margherita la dimensione, la dignità e la qualità che devono appartenerle.
Gela, 15 giugno 2006
Filippo Collura
Giuseppe Di Dio: "Al di là di come andrà a finire questa vicenda, Collura deve riconoscere che a Gela c’é un partito. Lui é stato presidente della Provincia e non é il partito. Fino a quando ciò non accadrà, il partito non sarà sanato. Un’altra cosa. Non é possibile che si diano insuccessi elettorali ad altri. Sotto la mia gestione abbiamo vinto le elezioni, facendo registrare massimi storici. Da quando mi sono dimesso, hanno distrutto il partito, delegittimando anche Montagnino. Collura si sta prestando ai nisseni, continuando così a dilaniare il partito a Gela. Io non sono mai stato sfiduciato e siccome ho presentato dimissioni volontarie bisognava fare subito il congresso straordinario. Perché non si é fatto?
Giuseppe Di Dio Presidente Margherita – Gela
Autore : Redazione Corriere
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