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Corriere di Gela | Crocetta fra due fuochi
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notizia del 19/06/2006 messa in rete alle 21:25:25
Crocetta fra due fuochi

Comunque vada, Crocetta non dovrebbe essere il candidato a sindaco del centrosinistra alle elezioni del prossimo anno. Usiamo il condizionale perché in politica mai dire mai , anche se a sentire Speziale, il vero vincitore delle ultime elezioni regionali, non ci sono dubbi. Il redde rationem del dopo elezioni; insomma, é appena iniziato.
Quella che ci lasciamo alle spalle é stata una settimana terrificante sul piano politico. Crocetta, confermando di non avere freni inibitori, in occasione dell’anniversario della fondazione dell’associazione antiracket, davanti ad un pubblico numeroso quanto autorevole, denuncia la presenza di soggetti vicini alla mafia ad una riunione pre-elettorale in favore del centrodestra. Come dire la mafia ha votato la destra, che ha vinto le elezioni grazie al suo appoggio. Il riferimento é preciso. La riunione é quella tenuta nei capannoni dell’azienda orticola della famiglia di Enzo Cirignotta (Udc), il quale non fa attendere la sua replica. 'Verrò in Consiglio comunale a dire la mia su Crocetta, sul suo operato durante e prima che diventasse sindaco'. E chiede la presenza delle forze dell’ordine in aula.
Crocetta scrive affida al presidente del Consiglio una lettera in cui spiega che per ragioni di opportunità non parteciperà alla seduta del Consiglio.
Siamo a giovedì, che si apre con una riunione dei partiti del centrosinistra, in cui si assumono decisioni importanti e dure nei confronti del sindaco.
A illustrare i contenuti del documento fatto recapitare al sindaco é l’on. Lillo Speziale. 'Abbiamo detto a Crocetta che con lui il centrosinistra avrebbe perso le prossime elezioni. Nessuno dei nostri assessori e dei nostri iscritti se la sente di correre di nuovo per lui, che ha fallito in tutti i sensi. Lo abbiamo invitato a fare un passo indietro. Ad offrirsi per un confronto aperto con i partiti alleati ed a fare in modo che il centrosinistra, che é calato alle ultime elezioni causa a lui, recuperi da qui ad un anno, in modo da vincere. Lo invitiamo a farlo sapendo che non potrà comunque essere più lui il candidato della coalizione'.
Crocetta prima ha risposto con toni sferzanti, sbandierando di non dover rispondere ai partiti, ma all’elettorato popolare. In serata ha corretto il tiro, assumendo toni più morbidi e concilianti.
Intanto si é fatta l’ora della seduta consiliare. Attesa e pubblico delle grandi occasioni. Curiosità sadica per le preannunciate dichiarazioni di Cirignotta contro il sindaco, convitato di pietra. E’ come se si dovesse assistere ad un’esecuzione, quelle ghigliottinesche di memoria francese.
Crocetta non c’é. I suoi assessori, che intanto hanno tutti consegnato le proprie dimissioni ai rispettivi segretari partito, sono sparsi tra il pubblico. Si scorgono Arancio, Cafà, Vullo.
Si inizia in seconda chiamata.
Giuseppe Di Dio (Margherita) legge un odg pro-polo oncologico, mentre Crocifisso Moscato, promotore dell’iniziativa, allunga uno striscione tra il pubblico. Il documento viene approvato all’unanimità.
Il presidente Federico legge la lettera con cui Crocetta spiega la sua assenza. Prende la parola Catalano (Forza Italia) e accusa il sindaco di vigliaccheria. 'Fa ridere – dice – la giustificazione che dà, circa i timori per la sua incolumità'.
Arriva il momento di Cirignotta, che legge d’un fiato e con una certa tensione il suo contrattacco al sindaco, che invita ad un pubblico confronto. 'Mi stupisce la sua assenza – dice – mentre io sono qui'. E giù una serie di episodi che tirano in ballo taluni comportamenti del sindaco. In particolare, la richiesta a Cirignotta di voti per il fratello candidato alle Europee nel 2004. 'Voti – ha detto Cirignotta – che avrei dovuto richiedere a quelle aziende agricole alle quali il Comune si stava apprestando a corrispondere contributi per i danneggiamenti alluvionali'.
Ciginotta ricorda infine di avere chiesto a Procura e Dda di essere sentito per rendere dichiarazioni spontanee. Chiede comunque che il documento venga trasmesso alle stesse autorità. Liardo (An) chiude gli interventi proponendo il rinvio a martedì e chiede che il sindaco venga invitato a presenziare.

Documenti/Il sindaco al centrosinistra 'Sono pronto al dialogo con i partiti'

La circostanza che io avrei risposto in modo sprezzante alla richiesta di dialogo è totalmente falsa, per il semplice motivo che io ho notizia del documento solo ora, esattamente alle ore 14 del 15 giugno 2006.
Un giornalista mi aveva chiesto di fare una dichiarazione sulle dimissioni di alcuni assessori. La mia risposta è stata: 'Non posso rilasciare dichiarazioni per il semplice motivo che non sono a conoscenza'
Ho chiesto al segretario generale se si era a conoscenza delle dimissioni e ha risposto negativamente. La frase, quindi, 'si presentano al segretario generale' non è mia.
Per quel che mi riguarda avevo già confermato un incontro di giunta a cui partecipò il segretario dei Ds, un incontro con i consiglieri del centrosinistra alla presenza di alcuni assessori e la mia
disponibilità ad aprire un dialogo con i partiti. Tanto è vero che alla richiesta pressante che mi venne fatta in quella seduta di inserire immediatamente in giunta il terzo assessore della Margherita io risposi che era necessario prima un confronto totale con i partiti.
Quello che sia accaduto dopo io non lo so, perchè nelle due sedi citate io avevo comunicato questa mia intenzione, tra l’altro non condivisa da qualcuno, che oggi afferma il contrario.
Sulla questione del porto credo di avere le carte fortemente in regola, nel senso che il Comune ha avviato tutto quello che era di competenza per permettere la realizzazione di tale importantissima infrastruttura, nonostante, che in una certa fase qualche consigliere comunale e persino un segretario di partito erano totalmente contrari, fino al punto che ho dovuto partecipare ad una riunione interna di partito per convincere alcune minoranze della bontà della realizzazione del porto.
Di questo c’è traccia nel dibattito consiliare in cui si è discusso della questione del porto. E lo sa bene l’assessore Arancio che ha dovuto partecipare con me a quella fase della discussione.
Il porto, dunque, è oggetto di un duro scontro fra la città di Gela e la Regione siciliana che, inspiegabilmente, ancora non ha mandato in gara tale progetto.
Questione diversa è quella dell’aeroporto che aveva già ricevuto in passato tutte le autorizzazioni necessarie da parte del Comune il cui progetto d’ampliamento della pista da 1500 a 2500 metri deve essere ancora valutata dal Ministero dell’Ambiente, per il semplice motivo che il progetto esecutivo dell’aeroporto relativo a tale ampliamento non è stato mai portato al Ministero dell’Ambiente dalla società aeroporto del Golfo.
Alla luce anche dei problemi che ha attualmente parte della società, che non sono stati causati dal Comune ritengo che debba essere rilanciata la proposta dell’aeroporto mediante la revisione della struttura societaria che dovrà scegliere i partner privati con procedura di evidenza pubblica.
In ogni caso, sono tutti temi che si possono chiarire in un confronto dialettico, a cui sono immediatamente disponibile, comprese tutte le questioni che riguardano la conclusione dell’attuale mandato.
Nella mia vita io non ho mai tradito nessuno e voglio ricordare che per difendere il sindaco Gallo che mi aveva nominato ho rischiato, persino allora, l’espulsione dal mio partito. Espulsione che non venne adottata dagli organismi regionali e nazionali di cui io facevo parte. Con lo stesso spirito non ho mai tradito i miei assessori che ho sempre difeso, anzi parecchi problemi mi sono venuti in consiglio comunale proprio per aver difeso i componenti della giunta.
Così come non ho tradito il mio partito, prima di tutto, anche in presenza di notevoli fibrillazioni e anche in presenza di problemi gravi non generati dalle mie scelte, sono stato e continuo ad essere leale con tutti i partiti dell’Unione.
Voglio ricordare che tutti gli assessori che sono presenti nell’amministrazione sono espressione dei partiti con i quali sono stati concordati e lo dimostra il fatto che si siano dimessi nel momento in cui sia stato chiesto loro le dimissioni. Per me la questione del confronto è stata e rimane sempre aperta, nella logica che non ci siano scorciatoie alternative alla politica che rimane sempre la via maestra. Abbiamo avuto, quindi, processi di trasformazione, uno scontro con i poteri forti, io spero di poter portare ancora insieme a termine il grande lavoro avviato e progettato facendo fare alla città un grande balzo in avanti.
Gela ha bisogno di un’unione e non di divisione. Questo è lo spirito con cui voglio caratterizzare il Governo della città.
Gela, 15.06.2006
Rosario Crocetta


Autore : Redazione Corriere
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