notizia del 18/03/2012 messa in rete alle 21:25:04

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Maggioranza irrequieta
Pd ed Mpa hanno in consiglio una maggioranza bulgara, allargata anche al voto dichiarato dell’Api. Paradossalmente, questo sta diventando un problema per il sindaco Angelo Fasulo (nella foto), che mercoledì sera, presagendo attacchi e critiche ingiustificate e strumentali – anche da parte del suo partito, come si è visto – ha preferito disertare la seduta consiliare, convocata per discutere di una non meglio precisata “situazione politica”.
I consiglieri dell’opposizione ringalluzziscono e si accorgono che esistono anche loro. Ma è di questo che ha bisogno la città? Un esempio emblematico, il commento – riportato sulla Sicilia di giovedì – del consigliere Pd Nuccio Cafà, il quale dice: «Che vogliamo? Niente. Solo il rispetto degli accordi politici che Fasulo ha preso con la lista Speziale l’anno scorso». Ma non sarebbe bene che il consigliere Cafà a spiegasse meglio alla gente quali siano questi “accordi politici”.
Altri messaggi in codice pervengono al sindaco attraverso giornali e televisioni, ma anche in presa diretta in aula. Sempre su La Sicilia, il consigliere del Pd Rocco Giudice avverte: «Il malessere si può placare solo se l’amministrazione comunale condivide con i consiglieri le scelte di govertno della città». Ed Enrico Vella, il più irrequieto dell gruppo: «Difenderemo la coalizione dagli attacchi dell’opposizione, ma non si può negare che il malessere c’è e nasce da seri problemi irrisolti della città».
Insomma, non va bene niente a nessuno. E così si contestano scelte anche su questioni irrilevanti.
Per restare in casa Pd, non si capisce chi vuole che cosa. Ha due assessori in quota, oltre al sindaco. Casano è espressione del’ala Crocetta; Ventura non si è capito a chi fa capo: Speziale? Donegani? Boh. Non ci si sta capendo più nulla.
Certo, il sindaco qualche volta se le va a cercare. A molti, fin dall’inizio, non è andata giù la nomina di Renato Mauro a direttore generale dell’ente. La scelta del sindaco è stata maldigerita dalla stessa maggioranza che sostiene Fasulo, ma Mauro era ancora dipendente del Comune e il risparmio fu fatto passare come la giustificazione plausibile; poi quando il dirigente è endato in pensione e Fasulo lo ha confermato (90 mila euro il suo compenso annuo), sono tornati i fermenti. E pare che ora sulla questione abbia messo becco la Procura della Repubblica. Fasulo, forse, dovrebbe rivedere qualcosa e non solo per accontantare il suo partito e i suoi alleati
Autore : Redazione Corriere
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