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notizia del 12/12/2008 messa in rete alle 21:14:52
I consiglieri non vogliono il pet-coke e chiedono all’Azienda azioni riparatorie
Antonio Rinciani – Consigliere socialista
“Credo che sia venuto il momento di spostare la trattativa a livello nazionale. Non c’è più nessuno disposto a barattare la propria salute. Siccome loro hanno mostrato nei tavoli che contano di mettere sul tavolo ingenti quantità di denaro, è giusto che ci facciamo dare una parte di quello che ci hanno negato in termini di salute. Io sono per un Istituto di ricerca per le patologie da inquinamento. E l’Eni può contribuire con le ingenti somme che ha a disposizione per realizzare questa struttura”.
Salvatore Scuvera – Consigliere Pdl
“Il consiglio è stato duro e deciso riguardo alla condotta dell’Eni in questi quarant’anni. Abbiamo chiesto subito di indire un tavolo tecnico per portare avanti le proposte del Consiglio, come la bonifica, l’impatto ambientale, i posti di lavoro. Insomma una vertenza forte pensando che la Raffineria sta dando la sua disponibilità”
Grazio Trufolo – Partito liberale
“Negli ultimi cinque anni i morti per tumore nell’industria sono almeno ottocento. Un morto è il costo per un posto di lavoro. Ed è troppo. Noi vogliamo che la raffineria resti, che investa con tecnologie ecocompatibili, che potenzi lo sviluppo, che crei più posti di lavori e risarcisca i danni prodotti nel passato”.
Paolo Cafà – Consigliere Democrazia e Socialismo
“Non colgo disponibilità da parte della Raffineria e mi auguro di coglierla. Voglio pensare che la loro presenza sia una presenza di disponibilità. Indietro non torniamo sul pet coke. Noi vogliamo: la riconversione del sistema produttivo con la rigassificazione del pet coke; risarcimento di tutte le famiglie dei lavoratori del diretto e dell’indotto vittime di malattie neoplastiche in bonario componimento; le bonifiche esterne; le barriere bentonitiche che debbono essere profonde settanta metri ed ampliate. Il Consiglio comunale è l’unico interlocutore legittimato a conferire con loro per stabilire indirizzi e direttive risolutivi nel grave problema dell’inquinamento ambientale. Se il sindaco vorrà fare la nostra stessa battaglia faremo un corpo unico, ma se lui vuole distinguersi, allora l’unico interlocutore rimarrà il Consiglio perché è l’unico credibile”.
Elisa Nuara – Vice sindaco
“Gran parte del danno ce lo trascineremo per molti anni però dovranno esserci dei punti fermi: il problema delle acque, la tutela dell’agricoltura, il risanamento ambientale e il risarcimento dei cittadini. La linea tracciata dal consiglio comunale è questa e anche l’amministrazione è d’accordo. Non si può essere d’accordo con chi chiede la chiusura dello stabilimento”.
Fabio Collorà – Consigliere indipendente
“Il re è nudo. Questo consiglio comunale è forte perché è forte la città sulle tematiche ambientali. Troppi morti, troppe malformazioni che non possono più essere tollerate. Non è ammissibile che lo scontro tra la raffineria e la città si chiuda con una seduta di consiglio comunale, ma è una trattativa aperta che deve portarci alla eliminazione del pet coque dai processi industriali per un avvenire migliore perché noi vogliamo vivere e morire di morte naturale”.
Gaetano Trainito – Capogruppo Pdl
“E’ importante che i dirigenti della Raffineria abbiano deciso di confrontarci col Consiglio comunale. Gela ha un territorio irrimediabilmente danneggiato a parte le malformazioni e le neoplasie tumorali. L’ing. Grosso ha esordito dicendo che se si chiude lo stabilimento anche il dessalatore chiude. A questo punto credo che è la politica che deve salvaguardare i cittadini. La commissione consiliare dell’ambiente deve agire con decisione. Riguardo ai risarcimenti per i bambini malformati e per i morti per tumore, però cerchiamo di essere concreti, come ha detto il sindaco ad occuparsene deve essere il Ministero dell’Ambiente”.
Giuseppe Robilatte – Consigliere Mpa
“Io credo che aperture di credito nei confronti di un colosso come lo stabilimento bisogna farne. Penso che anche se la mia è una proposta provocatoria, sia necessario effettuare un referendum facendo esprimere la città. Certo prima facciamo dei convegni, degli incontri, dibattiti e poi vediamo cosa la città decide sul proprio futuro decidendo di bandire il pet coque. Si parla di confronto con la città. Ebbene è questo per me il vero confronto, il referendum”.
Totò D’Arma – Capogruppo Pd
“Credo che questo dibattito con i vertici dell’Eni è una base su cui costruire un rapporto di pari dignità rispetto a periodi contraddistinti da assuefazione rispetto a scelte industriali o a conflittualità rispetto a quello che si è determinato nella nostra città. C’è la necessità di un recupero ambientale ma occorre pensare anche alle prospettive future ponendo il superamento del pet coke per l’impatto negativo che ha sul territorio e sulla salute. Intanto si è colto dalle dichiarazioni del’ingegnere Grosso una sorta di accettazione di responsabilità rispetto al passato e di disponibilità rispetto al futuro. Accettiamo l’esigenza di una interlocuzione diretta per avviare questo superamento con scelte tecnologiche più funzionali”.
Peppe Di Dio – Presidente Consiglio comunale
“Cercheremo di aprire un confronto serrato con la dirigenza del petrolchimico per capire quale posizione assumerà l’azienda rispetto ai danni fatti negli anni passati. Vorremmo capire quali sono gli investimenti che il petrolchimico intende mettere in campo e se ci può essere un’azione risarcitoria nei confronti di questo territorio e quali sono le ricadute. Se infine c’è disponibilità da parte del petrolchimico a confrontarsi. Un confronto serrato che sia rispettoso delle parti e che infine si arrivi ad una soluzione proficua per il nostro territorio”.
Autore : Redazione Corriere
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