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notizia del 21/01/2007 messa in rete alle 21:13:41
Gela Provincia, necessità immediata
Continua l’attività del Comitato “Progetto Provincia”.
In questi giorni il Comitato ha avuto incontri con associazioni del territorio e con le istituzioni civili ed ecclesiali.
Ad oggi aumenta la nostra convinzione che questo territorio, che per coesione, cultura, storia, archeologia, commercio, ecc. è omogeneo, necessita di transitare in una nuova Provincia, la decima Provincia siciliana con Gela Capoluogo. Non è una nostra convinzione, ma, una reale esigenza di questo territorio.
Abbiamo contatti con diversi Comuni, tra queste persone è viva l’avversione al proprio Capoluogo di appartenenza, Capoluoghi che mal gestiscono le rispettive Province, che umiliano ed impoveriscono quei Comuni che spesso sono tra i più ricchi di possibilità di crescita, possibilità che sovente viene preclusa, è strano che alla fine, a pagarne le spese, siano proprio quei Comuni più vicini a Gela.
Il comprensorio di Gela è composto da circa venti comuni appartenenti alle province di Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa. È vero che i comuni in Provincia di Ragusa negli ultimi venti anni anno fatto grandi progressi, ma, è anche vero che a priori non bisogna escludere nessuno.
Oramai non è più tollerabile che in una nazione che si reputa civile, esista una città (il più grande comune d’Italia, escluso i comuni delle aree metropolitane di Napoli e Milano) di quasi 80.000 abitanti, forte di un comprensorio ricco di comuni popolosi che supera i 200.000 abitanti, non possa amministrarsi da sé, chi nega questa evidenza è in collisione con l’art. 3 dei principifondamentali della Costituzione Italiana che dice: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Di ostacoli e carenze questo territorio ne ha a iosa. Iniziando dalla tutela dell’ordine pubblico, è impossibile tutelare la legalità in una città di 80.000 abitanti con le poche unità di forze dell’ordine presenti nel territorio, nonostante i loro sforzi, lasciano il territorio in mano alla delinquenza ed alla criminalità, appunto per mancanza di personale, e malgrado tutto, la pianta organica non può essere ampliata perché Gela non è Capoluogo di Provincia, nel circondario sono Licata e niscemi a soffrire di più per carenze di organico delle forze dell’ordine. Purtroppo senza legalità non c’è sviluppo, e senza sviluppo…
Ancora più gravi i problemi in campo sanitario, l’ospedale di Gela è quello che riceve meno in termini di finanziamenti regionali, tra le venti aziende ospedaliere, uno dei tre, insieme a Sciacca e Caltagirone, a non avere la sede in un capoluogo di provincia, riceve ogni anno 33.000.000 di Euro,contro i 46.000.000 di Sciacca, i 72.000.000 di Caltagirone, i 66.000.000 di Caltanissetta, i 49.000.000 di Enna, ecc., ospedali con meno pazienti all’anno, con meno abitanti per comprensorio, con più posti letto, una vergogna!
Dall’Ausl 2 non si può certo sperare meglio, gestisce quattro ospedali: San Cataldo, Mussomeli, Mazzarino, Niscemi. Sulla carta una situazione di parità, due ospedali nella zona nord due nella zona sud della Provincia, ma, i due ospedali della zona nord godono di più posti letto e migliori attrezzature, quelli della zona sud dimenticati, ospedali di frontiera. Ancora peggio con gli ambulatori, a Caltanissetta la totale concentrazione dei servizi con tempi di attesa regolari, a Gela pochi servizi, poco personale, poche attrezzature, tempi di attesa da record nazionale.
Situazione sgradevole alle Poste, dove ad un eccesso di personale a Caltanissetta, ove esistono un ufficio centrale e sette succursali, una mancanza cronica di personale a Gela, dove esistono un ufficio centrale e cinque succursali (nonostante Gela sia più grande di Caltanissetta di ben 17.000 abitanti), ma, con un grave handicap, negli uffici gelesi funziona un solo sportello per i pagamenti delle bollette, con la conseguenza che le file si allungano ben oltre l’ingresso, per gli emigrati che vivono in altre realtà e tornano per le ferie, la definiscono una situazione da terzo mondo.
Siamo stati una delle più importanti colonie della Magna Grecia, oggi siamo tra le più trascurate città d’Italia, e a proposito dell’antico mondo greco, che fine hanno fatto le centinaia di reperti “trafugati” dalla Sovrintendenza al museo di Caltanissetta? Torneranno mai indietro? E’ scandaloso che una città senza importanza archeologica abbia un museo archeologico, e che per riempirlo deprava i comuni della provincia, ed in particolare Gela e Mazzarino. Cosa fa attualmente la Sovrintendenza per preparare i locali in attesa dell’arrivo della nave greca? Probabile che anche quella prenderà la strada per Caltanissetta. Sotto terra a Gela giace un immenso patrimonio archeologico, a testimonianza di ciò sono i ritrovamenti, che casualmente durante scavi per usi civili, vengono alla luce, ma stranamente non vi è rivolta nessuna attenzione,
La mancanza di attenzioni in questo territorio è presente in tutti i servizi, in parte presenti con distaccamenti, ma utili solo in piccola parte, perché uffici periferici, e non, come nei capoluoghi uffici centrali, dove le pratiche vengono istruite e portate a termine. Quindi Inail, Inps, Motorizzazione, Catasto, e molte altre decine di uffici lontano dall’utenza.
Disastrata appare la situazione in campo infrastrutturale, la Regione rivolge l’attenzione alle esigenze portate avanti dalle province, Gela e i comuni del circondario, orfani di province, si vedono relegate sempre ai margini delle iniziative regionali, quindi, aeroporti, porti, strade, ferrovie, ecc. si fanno altrove, penalizzando e ritardando lo sviluppo dell’area.
Quindi urge portare a termine l’iniziativa per la creazione della decima Provincia siciliana, urge far sviluppare questo territorio, che per ricchezze naturali, economiche, archeologiche, culturali, storiche, non teme il confronto con nessuno
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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