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Corriere di Gela | Vicenda Diliberto-Cordaro, pioggia di attestati di solidarietà e 1500 firme
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notizia del 21/01/2007 messa in rete alle 21:08:30

Vicenda Diliberto-Cordaro, pioggia di attestati di solidarietà e 1500 firme

Di ritorno da Genova, dopo giorni di assenza per motivi familiari (è venuto a mancare il padre della sua compagna), l’on. Salvatore Morinello, si è premurato di convocare i cronisti per dire la sua sulla vicenda Diliberto-Cordaro, che in qualche lo ha visto direttamente interessato. Come sono andate le cose lo sanno ormai tutti, ma la riassumiamo brevemente in altra parte del giornale. “Sono convinto – ha chiarito Morinello – che dietro lo zampino della decisione di Diliberto c’è stata la mano dei fratelli Crocetta. D’altrocanto, il fratello del sindaco, Totò, si era opposto alla mia candidature al secondo posto della lista dei comunisti dietro Diliberto”. Morinello entra poi nel merito della vicenda Cordaro.
“Condanno e biasimo la reazione di Diliberto. Personalmente gli chiederò di ritirare la querela contro Cordaro e lo inviterò anche a venire a Gela per spiegare quali sono stati i veri motivi che lo hanno portato a rimangiarsi la parola data ai gelesi. Mi meraviglia che ancora non l’abbia fatto. Forse non ha il coraggio nè le argomentazioni. So che in occasione delle elezioni regionali, successive alle nazionali, è stato in Sicilia, a pochi chilometri da Gela, ma qui non si è visto. Non ha avuto tempo? Non ha ritenuto i gelesi degni di una spiegazione? Ha avuto paura delle contestazioni? Non sapeva cosa dire?”.
Morinello racconta poi la versione che Diliberto gli diede quando ormai i giochi erano fatti. “Mi disse che essendo scattati in Sicilia due seggi e siccome in tutta Italia ne erano scattati sedici, bisognava assicurare alle altre regioni almeno un parlamentare. Giustificazione pretestuosa e falsa, visto che non si è voluto considerare che la Sicilia ha intanto 5 milioni di abitanti, quando la Sardegna, che ha solo un milione di abitanti, e la Puglia, e addirittura la sola città di Ferrara ne hanno due, come la Sicilia. Diliberto non ha mortificato me, ma tutta la comunità gelese, la città che da sola ha dato al partito nella Circoscrizione il 20% dei voti. Gela è stata presa in giro, tradita, venduta, con la complicità dei fratelli Crocetta”.
A proposito del sindaco, Morinello stigmatizza il modo spregiudicato con cui ha iniziato la sua campagna elettorale. “Se ne è andato a Roma portandosi dietro una troupe televisiva pagata dal Comune, ha fatto scrivere di avere incontrato nella capitale quattro ministri, quando mi risulta che a malapena è riuscito a parlare con il solo Bianchi, responsabile del dicastero dei Trasporti, perdippiù facendo tre ore e mezza di anticamera prima di essere ricevuto. Altro che quattro ministri”.
Tornando sulla vicenda Cordaro, infine, Morinello ha approvato la sua iniziativa di raccogliere firme. “Sta facendo bene Giulio Cordaro a coinvolgere la città per difendersi dal contrattacco spropositato di Diliberto. Da parte mia, posso dire che se dovesse avere bisogno della mia collaborazione, sarò pronto a testimoniare in suo favore. Vorrei inoltre che questa vicenda venisse tenuta fuori dalla campagna elettorale. Non deve entrarci nulla. Spero che i gelesi possano avere altra materia per valutare e scegliere i suoi futuri amministratori”.
L’antefatto. Morinello, come si ricorderà, era stato messo in lista al secondo posto, subito dopo Diliberto, alle ultime elezioni politiche. Il segretario dei comunisti, in un comizio a Gela, aveva promesso pubblicamente di lasciare il seggio in favore di Morinello nel caso fosse scattato nella circoscrizione della Sicilia occidentale. Il seggio i Comunisti italiani lo conquistarono, ma Diliberto cambiò idea. Cordaro, in qualità di presidente della Libera Associazione Consumatori, mandò un esposto ad alcune procure, chiedendo di verificare se nel comportamento di Diliberto potesse ravvisarsi la fraudolenza, visto che – come sostenne Cordaro – molti elettori anche non comunisti avevano dichiarato di aver votato Morinello per favorire l’elezione di un gelese alla Camera, garante Diliberto con la sua promessa solenne, poi non mantenuta.
Archiviato l’esposto di Cordaro, Diliberto irrompe con una qurela per diffamazione e la richiesta di risarcimento contro Cordaro di un milione di euro. Cordaro, che è molto fiducioso nella giustizia, dopo aver chiarito meglio lo spirito della sua iniziativa (una provocazione, insomma), ha iniziato una raccolta di firme di solidarietà, e lo continuerà a fare spostando il suo gazebo in diversi punti della città (domenica sarà ai Muretti di Macchitella). Ad oggi, abbondantemente superata la soglia delle mille e cinquecento firme. Si sprecano, inoltre, le spontanee offerte di patrocinio legale in favore di Cordaro, qualora Diliberto dovesse trascinarlo realmente in tribunale.


Autore : Redazione Corriere


I Vostri commenti
Consiglio vivamente al simpatico Cordaro di informare Striscia la notizia o Le Iene, sicuramente molto interessati a questo tipo di vicende. Basta fornire ai redattori il filmato del comizio di Diliberto a Gela che prometteva ai gelesi di liberare il posto in favore di Morinello. Semplice, no?

Autore: paco rabanne
data: 27/01/2007
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