notizia del 10/07/2011 messa in rete alle 20:40:10

|
Pino Federico: «Sull’acqua non facciamo sconti a nessuno»
L’estate fa venire sete, e con questa la voglia di protestare, qualche volta a ragione, qualche altra strumentalmente. Ma sull’acqua non si può nè scherzare, nè strumentalizzare. Così, registriamo per quelle che sono alcune prese di posizioni critiche e quella del presidente della Provincia, on. Pino Federico (nella foto-riquadro), che è stato (ora c’è un suo delegato) presidente dell’Ato idrico CL 6.
Scrive l’ex consigliere comunale PdL, avv. Lucio Greco: «Mentre milioni di italiani con il referendum hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua e alla possibilità di lucrare attraverso la gestione idrica; mentre a Gela l’acqua continua a mancare; mentre a Gela continua ad essere non potabile, anche se dichiarata potabile, per farla pagare al 100%, l’Ato idrico CL 6 presieduto dall’avv. Nando Maurelli, nominato dal presidente della Proincia Pino Federico, che fa? Propone l’aumento della tariffa dell’acqua del 7%; e il Comune di Gela, socio di maggioranza dell’Ato idrico, che fa? Non si presenta alla riunione. Tutto ciò – scrive ancora Lucio Greco – dimostra come la politica non si occupa dei veri problemi della città».
Il coordinamento dei comitati di quartieri, invece, esprimono «profonda indignazione per il paventato aumento del costo del servizio idrico per i cittadini» e vorrebbero vedere «i nostri vari amministratori prendere delle posizioni univoche e percorrere tutte le strade affinchè non si continui a eseguire dei veri e propri soprusi ai danni dei cittadini e ancor di più intraprendere, ma sul serio e non per pura facciata, azioni risarcitorie nei confronti dei vari enti gestori visto che non si sa mai a chi dare la colpa, che continuano a non fornire un servizio degno di tale nome anzi» e ricordano che «non più di tra mesi fa nell'incontro avuto con il sindaco e con il presidente della Provincia ci è stato garantito che Caltaqua aveva tempo fino a settembre per mettere in campo tutte quelle azioni per dare acqua potabile h 24 e che da quel momento in poi si potevano iniziare a chiedere, se cosi possiamo chiamarli, i danni; in verità settembre sta arrivando e di miglioramenti radicali neanche l'ombra per tutta risposta si pensa ad aumentare il prezzo dell'acqua». E poi la chiosa finale: «Cari deputati, caro sindaco, cari consiglieri comunali che non sappiamo da quante legislature occupate quei posti, vi informiamo che non ne possiamo più di parole e parole, abbiate uno scatto d'orgoglio e aiutateci a risolvere definitivamente e equamente il problema acqua».
Nel pomeriggio di giovedì, summit nella sede della Provincia in piazza Roma, convocata dal presidente, on. Pino Federico, presentiil sindaco Fasulo e i rappresentanti di Siciliacque, Ato Idrico e Caltaqua.
«Posso capire i cittadini – dice Federico – ma non capisco chi strumentalmente solleva questioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Noi stiamo facendo di tutto per risolvere i problemi e si sappia che sul fronte dell’acqua non facciamo sconti a nessuno».
Dice Federico, rispondendo indirettamente alle critiche di Lucio Greco: «Non ha capito nulla, o forse non vuol capire, perché dovrebbe sapere che gli aumenti tariffari sono contenuti nel contratto di gestione del 2006, che prevede gli adeguamenti tariffari, anno per anno, fino al 2017. Nessuno può proporre aumenti, men che meno lo faremmo noi. Non possiamo però non rispettare il contratto e lo stesso non può fare il gestore. Tant’è che abbiamo già individuato delle penalità, sia per i disservizi che di volta in volta si sono verificati, sia per la ritardata progettazione di opere infrastrutturali previste quando è stato affidato a Caltaqua il servizio».
Penalità il cui ammontare non è stato reso noto, ma che dovrebbe aggirarsi intorno ad una cifra che sfiorerebbe il milione di euro.
Per quanto riguarda gli appunti mossi sulla potabilità dell’acqua erogata, Federico osserva che a certificarlo sono stati ben quattro enti, partendo dai risultati resi noti dall’organismo sanitario dell’Asp CL 2 di Caltanissetta.
“C’è stato un momento – ricorda Federico – che l’Azienda sanitaria provinciale aveva accertato la non potabilità dell’acqua e per quanto ne so il Comune per quel periodo ha chiesto il dimezzamento dell’importo delle tariffe. La stessa Azienda sanitaria provinciale, che è un’autorità in questo campo, ha effettuato ulteriori prelievi in tempi successivi, accertandone la potabilità. Lo stesso abbiamo fatto noi, come Ato idrico, e lo ha hanno fatto anche Siciliacque e Caltaqua, pervenendo allo stesso risultato, e cioè che l’acqua era potabile. Voglio anche sottolineare che questi controlli sulla potabilità dell’acqua vengono effettuati mensilmente».
Ancora Federico sul riferimento al risultato del referendum: «Posto che personalmente sono a favore dell’acqua gestita da società pubbliche, la questione investe l’intera nazione. E’ il governo che deve emanare direttive che ci consentano di prendere iniziative in tal senso. Lucio Greco, che è uno stimato a bravo avvocato, dovrebbe sapere cosa si rischia, in termini economici, quando si annulla un affidamento pubblico in maniera unilaterale, specialmente su queste questioni. Quando e se il governo nazionale, sulla base del risultato referendario, dovesse legiferare in materia mettendo in condizioni le regioni e i comuni di poter fare scelte diverse, ne potremo discutere».
Nel corso dell’ultimo incontro, lo stesso Federico e il sindaco Fasulo, in previsione della stagione estiva già inoltrata, hanno chiesto a Caltaqua di non fare mancare l’acqua, di approntare servizi alternativi di approvvigionamenti mediante autobotti nell’eventualità di interruzioni forzate dell’erogazione, e di accelerare i tempi di progettazione per quelle opere infrastrutturali previste nell’accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto nel 2006, per le quali si è già accumulato un ritardo di sei mesi. Tra queste opere, il potenziamento del depuratore di Macchitella, il collettore Manfria-Macchitella, la rete idrica e fognaria di Manfria, la sostituzione delle parti vetuste della rete idrica urbana e gli interventi dell’acquedotto di Bubbonia. Sono tutte opere la cui prevista progettazione ha registrato sei mesi di ritardi.
«Siamo già intervenuti – ha detto Federico – nel quartiere San Giacomo, con la sostituzione della rete idrica, con una spesa di 1 mln e 600 mila euro e stiamo in questi giorni realizzando il collegamento tra il fungo di Montelungo e Caposoprano, i cui lavori di posa dei nuovi tubi sono già arrivati all’altezza di Scavone. E qui la spesa prevista è di 2 milioni di euro».
Federico, così come Fasulo, hanno voluto infine tranquillizzare i comitati di quartieri sull’azione vigile della pubblica amministrazione. «Non consentiremo a nessuno – ha detto Federico – di penalizzare o vessare la nostra popolazione, creando disservizi e facendo pagare più del dovuto. Ci muoviamo entro i confini della legalità, pretendendo da tutti il rispetto delle regole, specie quando si tratta di servizi per la città».
Autore : Redazione Corriere
|