notizia del 17/11/2007 messa in rete alle 20:24:44

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Ecco il nuovo Prg di Gela: cambierà il volto della città
Accessibilità, mobilità interna, centralità. Sono questi i tre punti focali sui quali il prof. Leonardo Urbani (foto), redattore del nuovo Prg di Gela ha fondato lo strumento urbanistico che potrebbe, anzi dovrebbe cambiare il futuro della città. Essi costituiscono le leve per un rilancio dell’economia e dello sviluppo del territorio.
Mercoledì mattina il sindaco Crocetta ha voluto a fianco l’urbanista che da 16 anni lavora sul Prg di Gela, non senza difficoltà, e che il mese scorso ha finalmente ultimato il progetto, consegnandolo al comune-committente. La giunta lo ha già esitato e trasmesso al Consiglio comunale per l’adozione, passaggio indispensabile prima della definitiva approvazione da parte dell’Assessorato regionale al territorio e ambiente. Il Consiglio avrà sei mesi di tempo per adottarlo, pena l’intervento di un commissario “ad acta”.
Il presidente del Consiglio Giuseppe Di Dio lo ha preso in carico ed ha già predisposto le copie in digitale e cartacee di testi e planimetrie da distribuire ai gruppi consiliari, ai quali ha anche proposto la nomina di una apposita commissione per snellire le procedure prima della discussione in aula. Pare che la sua proposta non abbia trovato il consenso dell’opposizione. E allora potrebbe occuparsene la Commissione permanente per l’Urbanistica (alla presidenza dovrebbe andare il Pd Biundo) che si andrà ad eleggere, ora che si è trovato l’accordo per la ricostituzione delle commissioni consiliari. All’incontro in Municipio del nuovo Prg era presente lo stesso Di Dio e quasi tutta la giunta.
C’era quasi tutta la giunta mercoledì in Municipio per la presentazione del nuovo Prg da parte del progettista, prof. Leonardo Urbani, invitato in città dal sindaco Crocetta per una relazione sui benefici che il nuovo strumento urbanistico porterà al territorio, in termini di impatto economico e di sviluppo. C’erano anche due collaboratori di Urbani, l’ing. Enrico Puleo e l’arch. Salvatore La Barbera.
Il prof. Urbani, incaricato della redazione del Piano nel lontano 1991, ha parlato di accessibilità, mobilità interna e di centralità.
“Gela, al momento, a parte la scorrimento veloce per Caltanissetta e la superstrada per Catania, non ha adeguate possibilità di accesso. Si dovrebbe puntare su un collegamento ferrato, veloce ed economico per Catania, riducendo in tal modo i tempi di percorrenza ad una mezzora. Un intervento non molto costoso, visto che si tratta di collegare due pianure con un tunnel sotto Caltagirone. Una tratta a così breve percorrenza significherebbe riavvicinare l’aeroporto di Catania portandolo a mezzora di strada”. Urbani ha poi affrontato la questione della mobilità interna. “Gela ha la possibilità, se ci sarà una mobilità interna, di attestarsi a modello per le aree metropolitane dell’isola”. Ed ha indicato la via Mare, il corso Vittorio Emanuele e via Venezia gli snodi su cui intervenire.
Infine, una nuova centralità. “Gela è una città, ma ha l’aspetto di un paese. I volumi edilizi sono da paese, dovrebbero elevarsi. Bisogna quindi rivedere, attraverso una sorta di mobilitazione edilizia, il concetto di urbanizzazione tra Margi, Settefarine e la stessa via Venezia”. Ed ha parlato della convenienza economica anche per i privati di demolire e ricostruire le loro case. “Oggi assistiamo ad una riduzione del valore di quei manufatti mentre aumenta quello dei suoli. In altre parole, le aree su cui insistono certi edifici valgono più del fabbricato. Ci vuole certo coraggio – ha detto Urbani – ma la convenienza in prospettiva è certa”.
Sulla centralità del sito Urbani ha anche indicato interventi per la creazione di un porto turistico per piccole navi da trasporto. “Gela ha grandi potenzialità e deve porsi all’attenzione dei paesi nordafricani, divenendo polo di attrazione per tutto il Mediterraneo”.
Urbani ha quindi suggerito al sindaco di organizzare convegni su tematiche di accessibilità. E Crocetta: “Lo faremo subito”. Ed ha dato notizia di aver già preso contatti con una società che si occupa di trasporto con idrogetti.
Si è parlato anche di università. “E’ inutile illudersi – ha detto Urbani – di avere una vera università. In Sicilia ce ne sono già tre statali e quella di Enna, che ha delle difficoltà a decollare. Bisogna quindi aprire relazioni con quelle esistenti, anche estere, per facoltà e corsi di laurea che interpretino le vocazioni locali, promuovendo anche studi di ricerca in convenzione con atenei importanti”.
Leonardo Urbani, insomma, si è messo a disposizione per suggerimenti di percorsi che consentano il massimo ed il miglior utilizzo del nuovo Piano regolatore.
Ma vediamo cosa altro ha detto il sindaco Crocetta.
“L’amministrazione – quella attuale – ha fatto un primo grande passo verso quella svolta epocale che potrebbe rilanciare Gela tra le città del Mediterraneo più appetibili. Il nuovo strumento urbanistico, però, da solo rimarrà carta straccia se attorno ad esso non si concentreranno risorse finanziarie ed una diversa mentalità imprenditoriale. Noi – ha aggiunto – contiamo di coinvolgere in questo progetto di rinascita anche i privati. A noi il compito di intercettare i finanziamenti che servono per avviare questo processo, alle imprese chiediamo una diversa logica del profitto, che sia finalizzata al raggiungimento del bene comune”.
Crocetta ha poi parlato dei primi contatti avuti con società che si occupano di mobilità via mare.
“Statisticamente, numeri alla mano, si sta verificando un aumento del trasporto attraverso quelle che prendono il nome di autostrade del mare. Cercheremo, naturalmente, di portare avanti il progetto dell’aeroporto, ma avremo una maggiore attenzione per la mobilità di merci e persone via mare, che sono le uniche che non prevedono colate di cemento, quindi sono le meno inquinanti sul piano del dissesto territoriale”.
Il sindaco ora aspetta che la stessa sensibilità arrivi dal Consiglio comunale, al quale metterà a disposizione ogni strumento di valutazione, anche a carattere consultivo, con l’organizzazione di appositi convegni. Ha poi parlato dei corsi universitari e dei nuovi rapporti che andranno a stringere con atenei anche di fama internazionali, anche e solo per avviare studi di ricerca scientifica.
E veniamo al Consiglio comunale, che ha già avuto in carico il nuovo strumento urbanistico. Il Prg dovrà andare in aula per essere discusso e approvato entro i prossimi sei mesi, pena l’intervento di un commissario regionale. Il Consiglio dovrà adottarlo e poi pubblicarlo per le eventuali osservazioni e ricorsi da parte dei cittadini. Dopodicchè, munito delle deduzioni e controdeduzioni, andrà all’Assessorato regionale al territorio e ambiente per la definitiva approvazione.
Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Di Dio ha già attivato ogni strumento possibile per mettere l’assemblea nelle condizioni di poter lavorare in via preliminare, prima che gli atti giungano in aula. Cd-rom e materiale cartaceo verranno distribuiti nei prossimi giorni. E’ stato anche messo a disposizione un tecnico comunale (l’ing. Capizzello) per eventuali chiarimenti sugli elaborati.
“Ho proposto ai consiglieri l’istituzione di un gruppo ristretto di lavoro, ma ho avuto la sensazione che l’opposizione di centrodestra non sia d’accordo. Visto che presto dovremmo ripristinare le commissioni consiliari permanenti, di cui una è prevista per l’Urbanistica, sarà questa ad occuparsene. Mi auguro che il Consiglio, fatte salve le sue prerogative statutarie, licenzi nei tempi previsti il nuovo Prg, tanto atteso quanto importante per lo sviluppo socio-economico della città”.
Con il deposito del Prg agli atti del Comune, si chiude la fase della variante, uno strumento consentito dalla legge ma che spesso invade il campo della discrezionalità. Negli ultimi dodici anni, queste le varianti approvate con collocazione in territorio aperto:
1996 - Centro direzionale Agip (Castelluccio) e Zona di Farello;
1997 - Discarica comprensoriale di Timpazzo; Struttura sportiva (ditta Romano-Arena); Centro sportivo Punto Azzurro; Centro Tiro al Piattello;
1998 - Il kartodromo;
2000 - Albergo Villa Daniela; Albergo Pandolfo;
Parco sportivo Marinetti;
2001 - Caserma VV.FF.;
2002 - Aeroporto Ponte Olivo;
2003 - Autostrada Gela-Siracusa; Impianto ricettivo e ricreativo (c.da Roccazzelle, ditta Giuseppe Pellegrino);
2004 - Piano commerciale; Centro turistico ricettivo (c.da Femmina morta, ditta Oasis srl); Struttura sanitaria (c.da Casalini, ditta Casano); Parco alberghiero (c.da Femmina morta, ditta Satorini).
Le varianti con collocazione nel centro abitato, dal 1984 a 1999 sono state sette, la prima (1984) per il Carcere mandamentale (ora circondariale), l’ultima (1999) per n. 3 programmi costruttivi.
Autore : Redazione Corriere
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