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notizia del 17/11/2007 messa in rete alle 20:20:40
Sicurezza, passa la mozione dell’opposizione
Ora il nuovo Pd, e con esso il sindaco Crocetta, sanno che da qui in avanti dovranno fare i conti con l’ala moderata della coalizione di centrosinistra (Pli, Dc e Italia di Mezzo, alias Trufolo-Ferrara-Collorà). Una prova generale di quello che potrebbe accadere alla maggioranza, per esempio in occasione del prossimo bilancio, la si è avuta giovedì sera in Consiglio, quando la mozione sul pacchetto sicurezza presentata dal centrosinistra è andata giù per le quattro astensioni provenienti dai banchi della maggioranza. Quando poi è stata messa ai voti quella del centrodestra, pur con 5 astensioni è stata approvata a larga maggioranza, con 18 si ed un solo no (quello di Paolo Cafà). A votarla quindi è stato anche il centrosinistra, con l’astensione di Biundo, Cassarà, Cafà Nunzio, Liardo e Collorà. Un vero sfacelo. Una mortificazione su tutti i fronti per la maggioranza, dove sono volate anche parole grosse. Il capogruppo del Pd D’Arma, ad un certo punto, visto l’esito disastroso delle due votazioni, ha dichiarato lo stato di crisi della maggioranza, addebitando la responsabilità “a quei consiglieri di centrosinistra che non votano gli atti della propria coalizione allo scopo di condizionarla per le proprie aspettative”.
E quando Trufolo, portavoce della federazione di centro, ha preso la parola replicando a Totò D’Arma con accuse di inciucio con l’opposizione, il capogruppo del Pd ha spiegato il senso del voto favorevole alla mozione del centrodestra, sostenendo la necessità che il Consiglio su un tema così importante desse all’esterno un segnale di unità e approvasse comunque documento, sia pure quello dell'opposizione, visto che quello della maggioranza non era passata per l’imboscata di alcune sue componenti. Quindi, secondo D’Arma, un voto al centrodestra per senso di responsabilità.
Ha gongolato l’opposizione per il risultato ottenuto, grazie anche al sapiente lavoro svolto in aula dall’avv. Lucio Greco. Altro che neofita della politica! Per buona parte è suo il merito se nelle due ultime sedute il centrosinistra ha preso altrettante sberle. (Nella prima aveva dovuto far mancare il numero legale per impedire l’approvazione della mozione dell’opposizione, in quella di giovedì costretto a votare il documento proposto dal centrodestra).
Non sono mancate le polemiche, che guarda caso hanno visto coinvolti gli unici due esponenti eletti nella lista dei Ds che non hanno aderito al neo Partito democratico: l’avv. Paolo Cafà, transitato in Sinistra europea, e Antonio La Folaga. Il primo riferendosi all’altro lo aveva chiamato “ex compagno”. La Folaga ha rispedito al mittente l’etichetta di ex compagno, rivendicando la sua genesi di comunista.
Approvata la mozione del centrodestra (la fotocopia di quella che era stata presentata nella precedente seduta, da noi pubblicata integralmente nel numero scorso), il presidente Di Dio ha avviato la discussione del secondo punto all’odg (“Salvaguardia degli equilibri di bilancio”), ovvero il preliminare dei debiti fuori bilancio. Neppure il tempo di aprire la discussione che La Folaga ha chiesto il prelievo del punto 19, riguardante la costituzione delle commissioni consiliari permanenti. La proposta passa a maggioranza.
Il consigliere Gallo, dell’Udc, propone una sospensione per preparare la griglia delle sei commissioni da costituire. E qui un’altra discussione esacerbante. Paolo Cafà non è d’accordo (“ho rifiutato l’assessorato, men che meno mi interessano le commissioni”). Gli risponde piccato ancora Antonio La Folaga: “Forse Cafà non è d’accordo perchè voleva una presidenza”. E Cafà: “Sciacquatevi la bocca voi del Pd quando dite certe cose”. Ed ha invitato la presidenza a prendere nota che lui non è interessato alle commissioni e quindi di esimerlo dal partecipare a riunioni su questa questione.
Il forzista Greco ringrazia il Pd per il voto favorevole alla mozione sulla sicurezza, definendolo un “atto responsabile e di rispetto verso la città”. Ha quindi invitato il Consiglio ad intestarsi una centralità nell’azione di rilancio dell’attività amministrativa, costituendo una sorta di governo-ombra.
Trufolo interviene per confermare il disinteresse di Paolo Cafà a qualsiasi rendita di posizione, anche quando è stato da altri proposto per la presidenza di una commissione. Ed ha aggiunto: “Prima di D’Arma siamo stati noi a denunciare lo stato di malessere di questa maggioranza, sostenendo che questa amministrazione comunale non era in grado di fronteggiare la situazione di difficoltà in cui versa la città. Il centrosinistra non è nelle condizioni di esprimere una politica unitaria e così la parte moderata ha ritenuto che la mozione dell’opposizione era quella che andava nella migliore direzione, meglio di quella della maggioranza. Non ho mai visto un gruppo politico bocciare il suo stesso documento, per poi votare quello dell’altro. Non so se questo comportamento non lineare possa nascondere inciuci per le commissioni”.
Paolo Cafà, prima di lasciare definitivamente l’aula, consegna al cronista questa dichiarazione. “Il Pd non si è reso conto di aver votato non una mozione sulla sicurezza, ma un vero programma politico del centrodestra”.
La seduta viene sospesa alle 11,45. Si riprende dopo due ore esatte, impegnate a far quadrare il cerchio sull’assegnazione dei posto nelle commissioni. Si riprende con l’accordo bipartizan: tre presidenze alla maggioranza e tre alla minoranza (come nella precedente consiliatura, quando maggioranza in Consiglio era il centrodestra).
Il centrosinistra ha invero qualche problema. “C’era al nostro interno un orientamento per dare all’unica rappresentante femminile in Consiglio (la comunista avv. Giovanna Cassarà – ndr) una presidenza. Purtroppo si è creata una situazione che non ci permette di rispettare questa intenzione. Vorrà dire che cercheremo per lei un ruolo che ne valorizzi la figura”. Intanto la Cassarà aveva abbandonato l’aula, non partecipando alla votazione sulle commissioni.
Il centrodestra, prima della votazione, ha chiesto che il capogruppo del Pd assumesse l’impegno pubblico a rispettare l’accordo sulle presidenze di commissione, considerato che in due delle tre assegnate alla minoranza, la stessa non avrebbe avuto i numeri per votarsele. “giusto per evitare – è stato detto dai banchi del centrodestra – altre discussioni”.
E D’Arma ha detto che su questo ci sarebbe stato il suo impegno, nella qualità.
Si è quindi passati alla votazione, che ha incassato, manco a dirlo, l’unanimità dei presenti. Ed ecco come sono risultate composte le sei commissioni consiliari permanenti, che a quanto pare a gennaio, con il previsto rimpasto in giunta, potrebbero subire sostanziali modificazioni.
Commissione Bilancio (Fava, Nastasi, Cafà Nunzio, Cirignotta, Scuvera – per accordi, presidenza destinata alla maggioranza);
Commissione Annona (Celona, Trainito, Giocolano, Collorà, Cafà Nunzio – per accordi, presidenza destinata alla minoranza);
Commissione Urbanistica (Biundo, La Folaga, Ferrara, Giordano, Greco – per accordi, presidenza destinata alla maggioranza);
Commissione Affari Generali (Cassarà, Liardo, Ventura, Susino, Robilatte – per accordi, presidenza destinata alla minoranza);
Commissione Toponomastica (Gallo, Muncivì, Federico, Marchisciana, D’Arma – per accordi, presidenza destinata alla minoranza);
Commissione Sanità (Ferracane, Federico, Trufolo, Catania, Rinciani – presidenza destinata alla maggioranza).
Il consiglio, su proposta del Pd Catania, ha rinviato i lavori al prossimo venerdì 23 novembre, alle ore 20,30, per la prosecuzione dell’ordine del giorno. Si riprenderà dal riconoscimento dei debiti fuori bilancio.
Autore : Redazione Corriere
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