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Corriere di Gela | Nuova Sicilia respinge le accuse di inciucio
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notizia del 06/11/2004 messa in rete alle 20:14:35
Nuova Sicilia respinge le accuse di inciucio

Fa ancora parlare di sé quel documento di rimprovero al sindaco di Gela da trasmettere all’Assessorato agli Enti locali, che il capogruppo di Forza Italia Franco Giudice presentò in Consiglio comunale e che venne bocciato da due componenti della Cdl (Udc e Nuova Sicilia) oltre che dai partiti del centro sinistra. Quel documento e l’intervento di Giudice in consiglio di cui abbiamo parlato ampiamente nello scorso numero del Corriere, hanno suscitato le ire di Nuova Sicilia che in una dura replica del suo segretario cittadino Giuseppe Pace ha restituito al mittente la polemica. Sulla vicenda, pubblichiamo il documento di Nuova Sicilia e le dichiarazioni di Robilatte (Udc), Giudice (Forza Italia) e Liardo (An).
"Voglio cogliere l’occasione per lanciare un messaggio di distensione alla Cdl – ci ha dichiarato il consigliere Udc Giuseppe Robilatte – credo che si vogliano ingigantire il problemi. Certo, Franco Giudice, che appartiene ad un partito azienda dove la mentalità è quella di assumere decisioni cui tutti poi debbono accettare, potrebbe prima parlarne tra noi e poi arrivare a proporre in Consiglio il documento preventivamente discusso. E’ successo la volta scorsa e non è stata la prima. Non ritengo che da parte nostra si favorisca Crocetta ossia, che si porti acqua al suo mulino. Ci sono atti che sono importanti per la città e pertanto non ci possiamo sottrarre dalla responsabilità di valutarli ed approvarli nell’esclusivo interesse generale e di chi ci ha inviato in Consiglio. Per cui in quel caso dove abbiamo votato contro, penso che sia stato giusto portare acqua al mulino di Crocetta per risolverei problemi per la città. Noi pensiamo ad una opposizione costruttiva. Noi dell’Udc siamo un partito moderato che sui problemi discute e poi in maniera collegiale e democratica decide. Quindi tengo a ribadire che non ci sono divisioni, semmai c’è un certo scollamento nel senso che bisognerebbe perdere un po’ più di tempo nell’ambito della coalizione per approfondire l’opposizione da fare a Crocetta".
In quell’occasione (documento di Forza Italia da votare in consiglio comunale) Alleanza nazionale votò favorevolmente, ma lo fece più per dovere di circostanza ma turandosi il naso. Noi siamo riusciti a saperne di più parlando con il consigliere Franco Liardo che si è tolto qualche sassolino dalle scarpe mettendo i puntini sulle i.
“Quell’atto noi lo abbiamo votato – ha affermato Liardo – e quindi le accuse di portare acqua la mulino del sindaco non ci toccano. Però devo dire con molta sincerità che non condivido nel metodo e nel merito ciò che ha fatto il consigliere di Forza Italia Franco Giudice. Se è vero che An per onore di coalizione ha votato quell’atto, è pure vero che Fi, l’on. Ventura, il capogruppo, prima di fare fughe in avanti di questo tipo, sarebbe opportuno parlarne con tutta la coalizione. Noi non possiamo diventare succubi di volta in volta di un documento oggi di Giudice, domani di Liardo ecc. I documenti vanno decisi collegialmente dopo un confronto tra le varie anime della Casa delle libertà. Dopodichè si va in aula e si dice se votarli o meno. In quel frangente Franco Giudice stesso ha detto che gli era venuto fuori quel documento senza nemmeno concordarlo con una minima riunione con i consiglieri comunali stessi. Dicevo che non ho condiviso l’operato neppure nel merito perché se Forza Italia o Alleanza nazionale ogni qualvolta portano avanti una iniziativa o una istanza in via autonoma, può capitare di scontrarsi con la posizione divergente di qualcuno. E allora non si possono lanciare né accuse né anatemi perché fanno male alla coalizione. Non penso che Udc e Nuova Sicilia abbiano voluto portare acqua al mulino di Crocetta, anzi mi farebbe piacere che Franco Giudice traesse spunto da questa operazione per capire che, facendo un minimo di autocritica, se le cose si discutono probabilmente si portano avanti meglio. Quell’atto, tengo a precisare, non avrebbe portato frutti per la città. Mi sento,comunque, di lanciare un messaggio di distensione a Franco Giudice ed a Forza Italia, perché si abbia più rispetto per tutti gli altri partiti e per tutti i consiglieri comunali. Noi facciamo la nostra opposizione al sindaco Crocetta e non abbiamo bisogno di andare sulla stampa ad affermare che qualcuno fa inciuci. Concludo dicendo dall’alto della nostra votazione favorevole, che le cose vengano scelte collegialmente".

Non c’è rimasto tanto bene il capogruppo consiliare di Forza Italia quando gli ho riferito i commenti di Liardo e Robilatte.
"Robilatte e Liardo con le dichiarazioni che le hanno rilasciato, lanciano messaggi distensivi, ma non troppo – replica in proposito Franco Giudice – ci sono dei passaggi che contrastano con i fatti e devo dire che probabilmente non ricorderanno bene. Quel documento che ho scritto di mia mano nell’aula consiliare è nato da un dibattito politico dentro l’aula consiliare. Le loro affermazioni sono imprecise e lo dico senza spirito di polemica, perché la polemica non ci aiuta né interessa le persone. Dico adesso quali sono le loro imprecisioni. Intanto è chiaro che ogni partito ha la propria autonomia e può anche imbattersi in voti contrari da una parte o dall’altra. Preciso che prima di presentare quel documento all’ufficio di presidenza per la votazione, l’ho fatto leggere a tutti i partiti compresa Alleanza Nazionale, Udc che lo hanno condiviso. Se questa non è concertazione, io non mi chiamo Franco Giudice. Forza Italia fin dalla sindacatura Scaglione, in modo responsabile ha prestato fianco a tante situazioni per la voglia di tenere unita la coalizione facendo sacrifici e andando al di là delle normali regole della politica. La concertazione è una delle cose su cui Forza Italia ha sempre puntato perché è un partito molto vicino all’Udc che è un partito moderato e che nasce dall’unione di soggetti provenienti da area socialista, democristiana, liberale, repubblicana. La concertazione va sicuramente fatta, ma per atti importanti come variazioni di bilancio, piano regolatore, regolamento che investe la cittadinanza, ma non certamente su ogni singola cosa. E’ paradossale che su un discorso di non rilevanza politica si possa essere innescata una serie di dichiarazioni fatte da più parti. Ma veramente la politica ha necessità di inventare diatribe laddove non ci sono? Ma quali sono le questioni tra Udc Forza Italia e Nuova Sicilia? Non sono mai esistite. Quindi non hanno senso questi proclami e lanci di serenità. Ritengo che Robilatte non abbia nessuna difficoltà ad affermare che con me ha avuto uno dei pochi alleati in aula nel fare vera opposizione. Quando dico pochi alleati, credo che vada sottolineato". Di Dio (presidente Margherita) legittimato dai vertici del partito "In riferimento al comunicato stampa con il quale si contesta la legittimità della rappresentanza del presidente comunale di Gela, consigliere Giuseppe Di Dio, pare opportuno fare alcune precisazioni:
– Le dimissioni ove richiesto producono effetto solo se condivise dalla maggioranza degli iscritti alla Margherita e solo dopo l’accoglimento da parte dell’Assemblea. In assenza di tale percorso il presidente comunale è l’unico titolato alla rappresentanza del Partito nei confronti delle istituzioni.
Non risulta ad oggi una richiesta formale sottoscritta da aderenti alla Margherita, in possesso di tessera di Partito, mirante ad ottenere una convocazione di assemblea per un chiarimento politico.
Le segreterie regionali e provinciali sono comunque impegnate a determinare le condizioni utili al chiarimento indispensabile ed a favorire la ricomposizione di assetti in grado di accompagnare il necessario e auspicabile processo di crescita del Partito.
In attesa, pertanto che si completi tale percorso il presidente comunale della Margherita di Gela, Giuseppe Di Dio, è il rappresentante del Partito e si avvarrà degli organismi eletti in sede congressuale".
Il segretario regionale Graziano e il segretario provinciale Aronica


Autore : Redazione Corriere
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