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notizia del 20/12/2007 messa in rete alle 20:01:18
Revocato appalto in odore di mafia
Con una disposizione a firma del sindaco Crocetta è stato revocato l’appalto dei lavori, affidato più di un anno fa, relativo ala costruzione del parcheggio dietro l’ospedale. L’amministrazione, attraverso un monitoraggio puntiglioso del comportamento della ditta appaltatrice durante l’esecuzione dei lavori e con il conforto di una informativa antimafia negativa da parte della Prefettura di Caltanissetta, pervenutagli in data 17 dicembre scorso, ha disposto la revoca dell’appalto. Nella nota della Prefettura, si rileva che “sono emersi elementi sintomatici dell’infiltrazione mafiosa”, e che “per gli illeciti accertati gli organi ispettivi hanno già provveduto alla segnalazione alla competente autorità giudiziaria... e che le suddette circostanze configurino, altresì, gli estremi dell’infiltrazione mafiosa, stante la non estraneità di taluni dipendenti del cantiere al contesto della criminalità organizzata locale”. Tanto quanto è bastato al sindaco per emettere il provvedimento di revoca.
I lavori, per un ammontare di oltre 4 milioni di euro, erano stati appaltati alla Associazione temporanea d’impresa (Ati) GSM General Contractors srl, con sede in Paternò, Asssociata Lo Re Carmelo srl, anche questa con sede in Paternò. La ditta, al momento dell’aggiudicazione dell’appalto, risultava a posto con la certificazione antimafia. Le violazioni, quindi, sarebbero state compiute durante l’esecuzione dei lavori.
Nel corso di una conferenza stampa, il sindaco mercoledì mattina ha illustrato gli elementi di massima emersi durante gli accertamenti. L’impresa aveva dichiarato di non avvalersi dei noli dei mezzi, nè di ricorrere ai subappalti. Tali impegni, vincolanti ai fini dell’aggiudicazione, se non diversamente dichiarato, sarebbero stati aggirati assumendo alle proprie dipendenze un imprenditore con al seguito alcuni operai. Sarebbe anche emerso che materiali e uomini assunti per i lavori del parcheggio sarebbero stati distratti nella costruzione di una villetta di proprietà di un veterinario gelese, candidato (non eletto) alle ultime elezioni comunali. Sarebbe emerso anche che l’imprenditore-dipendente si occupava personalmente di pagare i dipendenti e che quando otto di questi si sarebbero rifiutati di lavorare nella costruzione della villetta del veterinario, sono stati licenziati. Sarebbero state inoltre violate le norme di sicurezza nel cantiere.
Autore : Redazione Corriere
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