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Corriere di Gela | Salvatore Incardona, nuovo vicecoordinatore provinciale giovani Udc
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notizia del 23/06/2013 messa in rete alle 19:45:52
Salvatore Incardona, nuovo vicecoordinatore provinciale giovani Udc

«Il mio credo è che tutto deve partire da un'attenta analisi dei bisogni reali e delle problematiche esistenti sul territorio che toccano i cittadini». È il pensiero espresso da Salvatore Incardona, neo vice coordinatore provinciale Giovani Udc in merito all’analisi politica in atto a Gela in queste ore. «Un'analisi – aggiunge – che non deve limitarsi alla valutazione dei soli dati statistici ed ufficiali rinvenienti dagli uffici preposti ai servizi, ma deve anche, e soprattutto, attingere a quei dati altrettanto reali ma non rilevabili statisticamente: in quanto facenti parte del cosiddetto sommerso, che esiste e rappresenta una problematica sociale significativa».

Incardona afferma inoltre che «l’azione politica deve essere concertata con tutti i principali operatori presenti ed impegnati sul territorio gelese e non chiusa al territorio ed organizzata, erroneamente, sulla scorta delle sole valutazioni interne al “Palazzo”. Dare al mondo dell'associazionismo e del volontariato maggiore voce, maggiore protagonismo: accoglienza alle loro istanze, considerandoli principali interlocutori sia per l'analisi dei problemi, che per lo studio delle possibili soluzioni».

Per il neo coordinatore provinciale dei giovani Udc, «È la strada da percorrere con determinazione. Solo così è possibile dare risposte serie, credibili e concrete. Molto spesso si tende a fare dei giovani una bandiera, una sorta di vessillo da sventolare a seconda delle convenienze. Io ritengo che sia un diritto e un dovere dei giovani impegnarsi per cambiare l’ambiente in cui si vive. Per farlo, credo che si debba iniziare a pensare in maniera diversa: a smettere di parlare “in quanto giovani” e cominciare a farlo da giovani. Ciò implica un radicale cambio di prospettiva: talvolta i giovani tendono a ghettizzarsi rivendicando un’autonomia priva di senso rispetto alla società, diventano un soggetto contrapposto al resto del mondo anche perché, per ragioni quasi esclusivamente anagrafiche, si ritrovano a vivere in un mondo molto diverso da quello dei loro padri. Un ambiente angusto e conflittuale, fatto di precarietà e difficoltà nel progettare il futuro. A tutto ciò bisogna reagire non chiudendosi a riccio, ma appunto pensando da giovani: partecipando, portando il proprio valore aggiunto, rappresentando un elemento di innovazione e di crescita per la società intera proprio grazie alla freschezza delle proprie idee e del proprio modo di essere. Questo non si fa solo attraverso la politica, ma anche militando in un’associazione o esperendo la propria vita nel perseguimento dell’onestà e del rispetto dell’altro. che questo sia di auspicio per la scelta dei migliori rappresentanti»


Autore : Redazione Corriere
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