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notizia del 15/01/2012 messa in rete alle 19:16:33
Fantasma legalità
C'è uno spettro che aleggia sulla città e la sua amministrazione: si chiama legalità. Gela si sveglia nel 2012 con un ritorno perentorio dei “piromani automobilistici”, evidentemente invidiosi della troppa visibilità catturata di recente da borseggiatori, topi d'appartamento e così via. La criminalità spicciola avanza perché ci sono più cani sciolti e minore è il controllo del territorio da parte delle cosche: il teorema, bello e buono, è dimostrato. Si dice e non si dice, ma chi vorrebbe niente criminalità in ogni caso, micro o macro che sia, verrebbe tacciato di idealismo, o peggio ancora, di qualunquismo. Se ne faccia una ragione, allora. Intanto, mentre in nome della legalità si conduce una “lotta senza frontiere all'abusivismo”, il Cga ora ed il Tar prima, ci svelano che se non era per la necessità di sgomberare l'area, di “abusivo”, benché solo parziale, a Gela ci sarebbe anche il neonato Tribunale.
L'atto d'imperio era di pertinenza dirigenziale, quindi l'ordinanza del vice-sindaco, in assenza del sindaco dimessosi per eurocandidarsi, era illegittima. Difetto di competenza? Si, ma per necessità. E' chiaro! Quella delle ruspe che rasero al suolo il magazzino rimasto abusivo solo per il diniego opposto alla richiesta di condono avanzata dai proprietari, fu una “forzatura” resasi necessaria per pubblica utilità e per “pubblica cassa”, anche senza i crismi della legalità secondo i giudici.
La presenza delle tv al seguito, in quel torrido agosto del 2009, con tanto di dichiarazioni entusiaste ai microfoni, fu mera informazione. Altro che trionfalismo sensazionalistico! Il conto da pagare, a titolo risarcitorio, potrebbe essere salato o no, secondo “trattativa”. Oltre agli interessi moratori, infatti, ci sarebbe da considerare l'intero contesto urbanistico nel dare un valore al bene indebitamente sottratto e che non può più essere restituito. Un valore che non sarà quello del 2006 (inizio vecchia procedura d'esproprio) ma del nuovo atto transattivo da adottare (atto di vendita o nuova procedura d'esproprio). Spetterà all'attuale amministrazione ed all'attuale sindaco, “occuparsene”. E non è la prima volta durante questo mandato. Oramai è ampiamente appurato, la scelta (altrettanto forzata) di non rinnegare chi l'ha preceduto elettoralmente, sarà il vero banco di prova dell'intera sindacatura. E chissà, magari alla fine, sarà valutato come il suo miglior pregio, ovvero, come il suo peggior difetto. In città, si scommette già da tempo.
Clark Kent
Autore : Clark Kent
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