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notizia del 22/04/2012 messa in rete alle 19:07:11
Il Pd gelese chiede il ritiro del Piano Eni
Il gruppo dirigente del Pd ha condiviso la necessità di dare un contributo forte e immediato alla grave crisi che Gela si appresta a vivere nei prossimi giorni.
«Il fallimento della politica industriale dell'Eni e del suo gruppo dirigente locale – si legge in una nota diffusa giovedì – sono la causa della crisi in cui versa attualmente la Raffineria di Gela, direttamente responsabili nell' attuazione di strategie industriali che hanno determinato la conseguente emorragia di posti di lavoro».
Per il Pd gelese, la messa in cassa integrazione dei lavoratori della Raffineria produrrà un effetto domino senza precedenti e non può consentire che si attui un piano dai risultati devastanti sulle imprese, sia dell'indotto sia sulle migliaia di attivita' commerciali intimamente connesse alla presenza dello stabilimento.
«Per queste ragioni – si legge ancora nella nota del Pd – chiediamo l' immediato ritiro del piano industriale dell'Eni che prevede la fermata parziale e temporanea della 1 e 3 linea con il ricorso alla cassa integrazione per 500 lavoratori. Bisogna evitare di affrontare le questioni della crisi del comparto, con il ricatto della cassaintegrazione. Abbiamo senso di responsabilita e comprendiamo le questioni poste dall Eni sentiamo però la necessita’ di difendere il nostro territorio da una catastrofe senza precedenti. Il partito democratico e i suoi organismi rendono permanente il tavolo politico che affronti con tutti gli strumenti propri della politica la crisi a cui siamo stati chiamati, per questo la sede di via Vella rimarrà aperta sempre e a disposizione della cittadinanza per condividere proposte e mobilitare le coscienze, perché si preservino i diritti e le tutele dei lavoratori di questo territorio».
Sul fronte politico – si afferma nella nota – il Pd si sta impegnando con il massimo sforzo.
Autore : Redazione Corriere
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