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notizia del 19/06/2011 messa in rete alle 19:05:34
Referendum/3: Tira aria nuova
Mi pare che tiri aria nuova nel Paese. Forse anche a Gela! C’è movimento. Tutto andrebbe verificato con indagini dati alla mano. Certo la partecipazione al voto referendario a Gela non è stata esaltante. Il 43,3% è molto al di sotto della partecipazione nazionale. Sarei curioso di sapere chi ha votato. Ho un sospetto. Credo che abbiano votato tanti giovanissimi e tanti cittadini anche anziani sospinti prevalentemente da figli e da nipoti. Ho visto il tam tam sul web. Ne dovrebbe trarre le conseguenze la politica politicante. I professionisti del tatticismo dovrebbero un po’ tacere e meditare perché anche in Italia sta avanzando un nuovo mondo. Quello del web, infatti, è un mondo nuovo che si affaccia e ora concretamente vuole abitare alla luce del sole e godere dei beni comuni.
Dall’acqua alla terra non avvelenata alla giustizia uguale per tutti. Tutti oggetti che non possono essere delegati a chi della politica ha fatto la professione personale. Trattandosi di beni comuni, il mondo del web giovanile ha voluto essere presente liberando tutte le sue potenzialità intellettive e creative. Mostrando che sono enormi. Una risorsa immensa, come l’acqua e come la terra. Un bene comune di cui nessun partito e nessun padrone dovrà appropriarsi. A Milano come a Gela. E’ stato fatto in nome della dignità femminile – Se non ora quando? – come lo hanno fatto in Tunisia per il pane. Credo che lo si debba fare per un altro bene comune non rinunciabile. L’istruzione!
Sostiene il serafico Guido Tabellini, rettore della Bocconi: «Bisognerebbe invece spingere le Università a spostare sugli studenti il costo dell’istruzione, accompagnando questo con borse e prestiti per gli studenti a basso reddito» (Repubblica, 13 giugno 2011).
Tralascio il discorso sulle borse e sui prestiti per ragioni di spazio.
Quale logica spinge il serafico rettore a invocare lo spostamento dei costi dell’istruzione sullo studente? Sullo studente? Chiaro, sulla famiglia! Quale famiglia? E perchè?
Ci ho riflettuto in questi giorni e mi sono confermato nell’idea che è in corso un vero attentato all’art. 3 della Costituzione, al cuore dello Stato. “E’ compito della Repubblica…” La Costituzione, dovendo garantire la piena realizzazione della persona, prevede -tuttora!- l’eliminazione degli ostacoli di ogni ordine che impediscono ai cittadini di raggiungere tale meta. Niente di tutto questo. Chi deve, quindi, eliminare gli ostacoli che impediscono al giovane di essere persona? La famiglia, secondo il serafico rettore della Bocconi. La famiglia alleva, nutre, protegge dalla malattia, dalle devianze, dalle tentazioni varie, dà certezze e valori e finanzia gli studi sino a 30- 35 anni e mantiene in vita anche per gli anni successivi.
Perché il giovane, ammesso che riesca ad accedere a una borsa o a un prestito, non può mantenersi con quella e il secondo lo deve onorare anche se è a tasso agevolato. E quando avrà raggiunto alti livelli di competenze, quello che ha superato tutte le forche caudine, metterà il suo sapere a disposizione di loro signori che ne trarranno grandissimi profitti. Certo, se è stato fortunato, ne godrà anche lui. Quanti su 100? Intanto tante famiglie si saranno spennate. La selezione avrà lasciato ai margini tantissimi ragazzi e ragazze che non avranno potuto accedere ai benefici dell’istruzione. Al punto che molti già l’abbandonano sin dagli anni delle scuole medie, come ci dicono le recenti indagini sociologiche. Aumenta il numero dei ragazzi che né frequentano né lavorano. Cosa che, evidentemente, interessa nulla al rettore serafico. A loro signori, sostenuti dai soliti cortigiani, interessano crescita, competitività, innovazione, produttività. Che il mondo si trasformi in un inferno di dannati non son cose che tangono i serafini che vivono in sfere traslucide intangibili a noi miserrimi mortali.
E però, aria nuova pare stia interessando il nostro pur piccolissimo bel pianeta. Pare proprio che alla dignità e ai beni comuni, dall’acqua al sapere, sia difficile rinunciare.
Farebbero bene ad accorgersene gli strateghi del potere. Si facessero contagiare da questo freschissimo venticello. Cominciando a pensare all’istruzione che la Repubblica deve garantire a tutti. Senza istruzione non c’è libertà. Senza libertà non c’è dignità. E la dignità no, non è bene al quale si possa rinunciare.
Autore : Luciano Vullo
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