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notizia del 02/02/2008 messa in rete alle 19:05:01
Democrazia alla prova
Occorrono nervi saldi per reggere alla prova. E tanto pensiero per resistere alle provocazioni. Contemporaneamente capacità di innovare.
La crisi che sta attraversando l’Italia non riguarda, infatti, solo le istituzioni politico-parlamentari. Attraversa tutta la società e richiede un potente sostegno culturale. Di quelli che riescono a creare una nuova moralità soggettiva diffusa, un alto e altrettanto diffuso sentimento di responsabilità, un forte attaccamento ai valori etici e anche tanta voglia di solidarietà.
Brevemente, un’osservazione sul processo di Como. Tanta gente desiderosa di acquistare anche a caro prezzo il biglietto per partecipare allo ‘spettacolo’. Processo mediatico, è stato definito. Bene ha fatto il magistrato a proibirne le riprese. Il diritto di informazione? E’ fondamentale nella democrazia. Però, in questi ultimi tempi, in nome di questo diritto, si è snaturato il ruolo dei tg. Che sono stati strutturati come arene immense dove sono state messe alla gogna alcune persone con il non confessato disegno di trasformare i telespettatori in compiaciuti e sadici torturatori, desiderosi non tanto di giustizia quanto di sangue. Spettacolo! Proprio come avveniva nel ‘600 nei processi alle streghe ad opera dell’Inquisizione e nell’esecuzione dei roghi con tanto di godimento degli spettatori. E fu tempo di crisi quello del ‘600!
Proprio mentre stava nascendo la società moderna grazie al pensiero scientifico di Giordano Bruno, Galilei, Cartesio, Hobbes, Spinoza, etc.
Gli ostacoli alla gestazione di un mondo nuovo oggi vengono da più parti. Anche da alcuni settori della magistratura che non può permettersi il lusso di confondere l’applicazione della giustizia con l’alimentazione della voglia di sangue. Il rischio è quello di creare una collusione tra carnefice e vittima come purtroppo è avvenuto nel caso Mastella-Lonardo. Che mi ha confermato nell’opinione della necessità dell’indipendenza assoluta del giudice che risponde al popolo solo attraverso la legge e non attraverso consultazioni elettorali.
La grandezza degli antichi greci, del sublime Eschilo, poeta della democrazia? Aver dato conclusione alla catena di sangue (la vendetta, ovvero la giustizia fatta con le proprie mani) attraverso l’istituzione del tribunale (Aeropago) formato da cittadini eletti, ma presieduto da una dea, da Atena dea dell’intelligenza. Dopo una catena di delitti, di sangue che ha chiamato altro sangue (Agamennone uccide Ifigenia, Clitennestra e Egisto uccidono Agamennone per vendicarla, Oreste uccide la madre per vendicare il padre), Oreste viene portato davanti al tribunale per essere giudicato in base alla legge. I giudici sono chiamati, a conclusione del processo, a giudicare votando. Votando, metà si esprime per la condanna, metà per l’assoluzione. La sentenza, quindi, viene affidata al voto del Presidente del tribunale, al voto della dea Atena che si pronuncia per l’assoluzione. Terribile!
Oreste è libero. Il racconto mitologico è servito a fondare la democrazia. Evidentemente, questa non è nata grazie alla bella narrazione eschilea! Le cause storiche vanno cercate altrove e non certamente nella stesura e nella rappresentazione teatrale delle Eumenidi. Però! Il racconto mitologico viene adattato alla scena teatrale e al teatro vengono invogliati i cittadini. Si riconosceva ad esso un ruolo pedagogico e civile. Forse la più alta forma di paideia, di formazione culturale. Fu sulla parola parlata dei sofisti e su quella recitata in teatro che si sviluppò la civiltà del mondo antico. Sia attraverso la narrazione mitica (la storia sacra delle città prelevata abbondantemente dalla tradizione omerica ed esiodea) sia attraverso l’insegnamento retorico dei sofisti e di Socrate. Che oggi dovremmo chiamare mass-mediatici anche se non erano rivolti alle masse, bensì a una minoranza di cittadini liberi.v
Quando oggi diciamo dei mass-media, dovremmo avere presente il ruolo che essi esercitano nei confronti delle masse. Non mi pare proprio che essi stiano operando per la causa della democrazia e per il rinnovamento della civiltà.
Non fu tutto rose e fiori nella storia di Atene del V sec. A.C.! In nome della legge il cittadino giusto Socrate, ateniese, venne condannato a bere la cicuta. Socrate accettò la condanna voluta dalla legge, seppure gli sia stata offerta la possibilità della sopravvivenza.
Per la verità, la democrazia ateniese si era trasformata nella demagogia di Trasibulo. Ma la legge manteneva la sua imperiosità, la sua autorità. Questa la vera conquista della civiltà occidentale. L’imperiosità della legge sulla quale si eserciterà il pensiero di Platone e di Aristotele e l’azione politica di Alessandro Magno e dei Latini.
I nuovi mezzi di comunicazione di massa, T.I.C. (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), tv, internet, sms, stanno sostituendo la parola e la narrazione della storia sacra o laica della città-Stato.
Dobbiamo essere all’altezza del cambiamento che è radicale. Accettare la sfida. Senza, tuttavia, perdere l’ancoraggio alla democrazia e alla libertà. Sono beni troppo preziosi!
Autore : Luciano Vullo
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