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notizia del 15/01/2007 messa in rete alle 18:09:26
La magia della parola
Può esser capitato a un bravo nonnino di vedere in vetrina dei libri magici. Di quelli che gli americani chiamano pup-up. Il bravo nonnino ne sceglie uno dopo averlo sfogliato e visto che dalle pagine escono tridimensionali nonne-streghe. Qual meraviglia! Con una fava due piccioni! Il primo, la nipotina. Ha circa sei anni in prima elementare. Glielo porta in dono. Stupita, la bimba lancia le braccia al collo del nonnino e gli promette che quando avrà imparato a leggere glielo racconterà la sera per farlo addormentare.
Può esser capitato a un bravo nonnino di vedere in vetrina dei libri magici. Di quelli che gli americani chiamano ‘pup-up’.
Il bravo nonnino ne sceglie uno dopo averlo sfogliato e visto che dalle pagine escono tridimensionali nonne-streghe. Qual meraviglia!
Con una fava due piccioni!
Il primo, la nipotina. Ha circa sei anni in prima elementare. Glielo porta in dono. Stupita, la bimba lancia le braccia al collo del bravo nonnino e gli promette che quando avrà imparato a leggere glielo racconterà la sera per farlo addormentare.
Il secondo piccione è la sua moglie alla quale ha provocato un perdonabile dispetto avendola paragonata a una strega.
Che la magia, da non identificare con le pratiche occultistiche, consiste proprio in questo, nel determinare “stupore e meraviglia”.
Che pare siano alla base dell’apprendimento. Lo dice un grande scienziato americano, Gardiner, teorico delle “intelligenze multiple”. A sua volta sostenuto da un altro grandissimo psicologo –anche egli americano-, Goleman, che dice dell’”intelligenza emotiva”.
Sono i concetti sui quali ho cercato di coinvolgere i docenti nel progetto -“Magnetic school”, “Learning by playng”- di avvicinamento dell’insegnamento alle motivazioni dell’apprendimento. Non solo nella scuola della prima infanzia… Perché, laddove non circolano emozioni di stupore e di meraviglia, difficilmente avverrà apprendimento. O meglio, non scatterà il piacere dell’apprendimento che potrà avvenire piuttosto che in modo stupìto, in modo barboso, serioso, pesante, odioso, burocratico, direi anche stùpido, sicuramente faticoso e quasi sempre detestato. Da allontanare, cioè. Come purtroppo, spesso, se ne allontanano i bambini e, poi, soprattutto, i ragazzi attratti, talvolta, da stupori altri, da altre meraviglie. Forse anche dalla magia. Quella degli impostori e degli imbonitori che non sempre si riconoscono come maghi.
Quelli veri non hanno avuto e non hanno la ‘patente’. Sanno, fortunatamente ancora, affabulare, narrare e tenere vigili gli occhi spiritati degli ascoltatori piccoli e grandi. Incantati e curiosi di sapere…….come va a finire. Per ricominciare, ancora, daccapo, instancabilmente.
Capì molto bene queste cose l’editore Einaudi che affidò a Italo Calvino il compito di raccogliere e pubblicare in una collana le fiabe italiane. Ne fu felice Calvino che si stupì non poco nel leggere in particolare le favole siciliane raccolte da quel grande che fu Giuseppe Pitrè.
Tanti editori del nostro tempo hanno pure capito la cosa e stanno proponendo i “magici mondi a tre dimensioni”, ovvero i libri pup-up.
Che è bella la magia della parola. Quella che parla attraverso i maghi dell’affabulazione e quella che si legge nei libri pup-up. Dove viene magicamente illustrata e animata.
Non credo si debba accettare sic et simpliciter il ricatto degli s.m.s. dei telefoni cellulari. Che pure copiosamente i genitori regalano ai loro bambini, orgogliosi nel vederli speditamente digitare.
P.s. Spesso, la pratica diffusa e abusata delle tecnologie incrementa atteggiamenti magico-occultistici perché, non stimolando conoscenze ma solo abilità d’uso dello strumento, non fa nascere alcuna curiosità di tipo intellettuale.
Autore : Luciano Vullo
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