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notizia del 16/04/2008 messa in rete alle 18:10:12
Stravince Berlusconi. In Sicilia Lombardo fa il botto
La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma non esiste più.
Lo scrutinio per le regionali è cominciato in tarda serata. Il primo sommario spoglio di 385 sezioni su 5300 indica Raffaele Lombardo (Mpa) candidato del Centrodestra alla carica di presidente della Regione al 61,09%. Anna Finocchiaro (PD), candidata a presidente della Regione per il Centrosinistra è al 34,0 %.
da siciliainformazioni.it
I risultati confermano il largo successo del Pdl e della coalizione di centrodestra. Walter Veltroni nettamente battuto, la Lega ottiene un grande risultato. La sinistra fuori dal Parlamento. Anche i socialisti scompaiono.
Il centro destra ha vinto nettamente, il centrosinistra ha perso nettamente. O meglio il Pdl ha stravinto, il Pd ha straperso.
La bocciatura, tuttavia, non riguarda solo Veltroni, ma il governo di centro sinistra di Romano Prodi che con una maggioranza risicata e litigiosa ha progettato una politica macro-economica degna di un governo che proietta lo sguardo su due legislature. Una follia allo stato puro.
A votare l'opposizione sono stati i meno abbienti, la sinistra moderata e radicale, ha perso il suo radicamento. E non perché ha abbandonato le fabbriche, come sostiene Fausto Bertinotti, ma perché è apparsa "estranea" alla realtà e non ha contrapposto ai tecnocrati con il paraocchi obiettivi realizzabili. Entrambi han no tenuto lo sguardo lontano, al di là dell'ostacolo.
Scompaiono anche i socialisti, come era facilmente prevedibile, in un'Europa in cui, i socialisti governano le grandi nazioni e dove non governano, reggono il peso dell'opposizione con un insediamento politico e sociale ineludibile. E anche questo non è un bene.
Il verdetto degli italiani, dunque. E' sceso come una mannaia ed ha mozzato teste. Quella dell'Udc non è caduta per un pelo. Ed ha invece premiato la protesta ed i toni forti della Lega, un risultato straordinario che fa la differenza fra le due coalizioni, e l'Idv di Di Pietro.
Ci sarà tempo per discutere e, auspicabilmente, per una seria riflessione da parte di chi è stato sconfitto.
C'è di buono, per il Paese, che chi ha avuto il mandato di governare, possa farlo, avendo i numeri finalmente per provare di saperci fare.
Si sarebbe tentati di raccontare il serpente di sentimenti che s’insinua nel cuore e nella testa della gente man mano che i dati affluiscono sui media – radio, tv, rete – perché i cambiamenti sono così repentini e spiazzanti da provocare autentici traumi nei destinatarie delle notizie. Chi si è appena esibito in un’arguta e razionale riflessione sull’andamento del voto, viene clamorosamente smentito. Siccome è difficile tornare ad analizzare i risultati all’incontrario, l’interessato si ammutolisce o diviene improvvisamente laconico, giusto il tempo di prendere fiato.
Nonostante ciò accada sempre, da quando sono stati inventati gli exit poll e le proiezioni, il gruppo di analisti, politici e professori, chiamati a discettare sul nulla, è un rituale rispettatissimo in tutti gli studi televisivi e radiofonici. Le agenzie battono dati che si superano e si contraddicono, loro – gli analisti – non hanno il tempo di sostenere una tesi, che un flash d’agenzia, una nuova videata dell’istituto demoscopico, scende come una scimitarra sul ragionamento e produce un groppo in gola. Meglio perdere fin dal primo momento. Il vantaggio di queste contraddizioni giunge copioso sui vincenti.
Alla Camera, come sapete, basta un voto in più per avere un premio consistente di governabilità, e quindi per il PDL non ci sono dubbi: la Camera dei deputati è sua- Il Senato concede uno sprazzo di suspence che riguarda l’entità del divario. Secondo l’ultima previsione, la coalizione di centrodestra è accreditata di 175 seggi e quella Pd-Idv di 139 seggi.
La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro
Lo scrutinio per le regionali è cominciato in tarda serata. Il primo sommario spoglio di 385 sezioni su 5300 indica Raffaele Lombardo (Mpa) candidato del Centrodestra alla carica di presidente della Regione al 61,09%. Anna Finocchiaro (PD), candidata a presidente della Regione per il Centrosinistra è al 34,0 %. Sonia Alfano, candidata per la lista Amici di Beppe Grillo è al 2,1%. Ruggero Razza (la Destra-Fiamma Tricolore) è al 1,8 %. Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) è allo 0,2%. Invece nella terza proiezione consortium per la Rai. Lombardo é al 56,9 %, Finocchiaro al 38,5 %, Alfano al 2,8%, Razza al 1,6 %, Bonanno Conti allo 0,2%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia del 9% (il dato è provvisorio) al Senato.
L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene, secondo la terza ed ultima proiezione Ipsos per Mediaset, riguardante i seggi del Senato da 2 a 6 seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia più dei nostri concorrenti".
E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'é stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finché non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finché non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota".
Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%.
Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che "é assolutamente azzardato commentare un exit poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36". "Lo sapevano dall'inizio - aggiunge -, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene". Per quanto riguarda l'affluenza alle regionali, i votanti sono stati il 66,6% degli oltre 4 milioni e mezzo aventi diritto, con una crescita rispetto al 2006, quando la percentuale si fermò al 59,16. Il dato più altro a Catania (70,95%), il più basso Enna (54,51%).
Autore : Redazione Corriere
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