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notizia del 17/10/2010 messa in rete alle 18:06:49
Differenti per forza
L'inaugurazione dell'impianto di compostaggio nella zona industriale di Gela, unico in provincia e sesto nell'isola, ci offre lo spunto per parlare di raccolta differenziata, necessità impellente a difesa di un ambiente affacciatosi nel terzo millennio e. non a caso, recepita dalle normative nazionali e trasnazionali.
Sarebbe sciocco negarlo: non ci possiamo più permettere le tradizionali discariche, figurarsi quelle a cielo aperto, dove ogni tipo di rifiuto viene immesso, anzi ammassato, in maniera per l'appunto “indifferenziata”. Ci sono sostanze altamente inquinanti, dai solventi e le carcasse di alcuni prodotti industriali ai più comuni medicinali, accanto sostanze che possono trattate e riciclate: vedi plastica, vetro, carta ed alluminio.
Ciò che, soprattutto, risulta essere uno spreco vero e proprio è l'umido o “organico” che, nella sola Sicilia, rappresenta il 40% dei rifiuti. Tenerlo in discarica significa liberare “biogas” e far penetrare nel fondo il liquame che si genera nel deposito, altrimenti detto “percolato”. Grazie agli impianti di compostaggio si può ovviare a ciò, catturando il biogas che è metano e quindi riutilizzabile a fini energetici ed evitando il formarsi del percolato. L'impianto che sarà realizzato a Gela tratta l'umido, o meglio, la frazione organica e la trasforma attraverso un processo aerobico in concime per terreni: i benefici, dal punto di vista agronomico e non solo eco-ambientale, sono evidenti.
Ma affinché ciò sia possibile, è necessario procedere, anzi, “istituzionalizzare” nella prassi quotidiana della cittadinanza, la cosiddetta raccolta differenziata. Non vogliamo qui disquisire se farla “porta a porta”, attraverso le “isole escologiche” o con altri metodi: l'importante è che la si faccia. E non ci interessa in questo caso polemizzare su inceneritori o termovalorizzatori per i rifiuti non riciclabili. Prendiamo semplicemente atto che, secondo dati in possesso dell'Ato CL2, a Gela saremmo già arrivati in pochi mesi ad oltre il 10% di raccolta differenziata, il che costituirebbe chiaramente un dato confortante se pensiamo che tale raccolta non è stata ancora estesa a tutta la città. Sicuramente siamo indietro e non poco: secondo la legge i comuni dovevano assicurare già il 35% entro il 2009. Nessuna meraviglia, si sa, partire in ritardo da queste parti non è una novità, ma se una volta tanto si hanno le idee chiare, si può recuperare il terreno perduto e magari, chissà, arrivare a quel 65% che la disciplina legislativa ha stabilito per il 2012.
Occorre, insomma, quello scatto di orgoglio civico, un salto di qualità più volte auspicato, o se volete, quella “rivoluzione culturale” ripetutamente propugnata in campagna elettorale dal futuro primo cittadino. Ed è proprio questo il grosso punto interrogativo. Non c'è, infatti, neanche il tempo per dare una notizia che potrebbe, volendo, “modernizzare” in un certo senso la mente del cittadino, che già all'indomani della cerimonia della posa della prima pietra del “composter”, questo grosso paese si sveglia nell'immondizia. Eccola, puntuale come un orologio svizzero, la doccia fredda, con il sit-in di protesta, parrebbe autonomo, degli operatori ecologici. Motivo? Non si comprende bene! Chi o cosa, allora, ci sarebbe dietro a questo sciopero? Naturalmente, non è dato sapere! Come dire, ma quale compostaggio e raccolta differenziata? A Gela, nel bene o nel male, siamo differenti per forza!
Autore : Clark Kent
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