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notizia del 20/05/2012 messa in rete alle 18:01:06
Il comune vizio dell’apparire
Gela è la città dell'apparenza. E' risaputo. Una tendenza, anzi, una mentalità – assolutamente contorta ma estremamente diffusa – che non può non contagiare i suoi rappresentanti al civico consesso.
Apparire in consiglio comunale, diventa l'elemento caratterizzante del mandato. Se tieni un profilo basso, finisci con l'essere condannato, tacciato di rimanere zitto perché incompetente, magari imbranato, sicuramente a corto di argomenti. A volte la troppa foga porta a collidere con gli altri, a prescindere dalla rilevanza degli argomenti trattati. Non è il contenuto ad emergere, ma l'emergere in sé.
In nome della venerata visibilità.
Ciò diventa un problema, un serio problema, diciamo pure una lotta quando i galletti nel pollaio sono troppi e vorrebbero pure passare per i più furbi. E' stato sperimentato in settimana direttamente nell'aula-cortile, con alterco tra due consiglieri, subito tradottosi in lite, trascinata anche in corridoio, ad un passo dal venire alle mani. Lite poi sedata, ma con coda polemica garantita. L'apparire lo richiede, anzi lo comanda. Uno dei due litiganti, assieme ad un altro, critica la maggioranza accusandola di bieco ostruzionismo. A rispondere per le rime ai due, con tanto di documento, non sono però solo esponenti della maggioranza, ma anche dell'opposizione. Si, l'apparire: una tentazione talmente forte da diventare persino bipartisan!
Autore : Clark Kent
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