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Corriere di Gela | Al voto il popolo del futuro Pd
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notizia del 15/10/2007 messa in rete alle 17:58:58

Al voto il popolo del futuro Pd

Mercoledì pomeriggio al Pignatelli è stata la volta di Speziale (ds) e Di Dio (Margherita), con l’adesione dell’Associazione cultural politica “Sicilia al Centro” di Placenti e Giocolano e la presenza dell’on. Rino Piscitello. Sabato, vigilia delle primarie per il nuovo Pd, grande manifestazione a Villa Peretti, organizzata dal vicesindaco Miguel Donegani, che ha chiamato a Gela il presidente dei Ds alla Camera, on. Luciano Violante, e il segretario regionale in pectore, Franco Antonio Genovese (nelle foto a sinistra, dall’alto in basso).
Si vota nella giornata di domenica 14, in tutta Italia, dalle 7 alle 20. A Gela sono stati disposti otto seggi, in centro e in periferia. Si vota versando un contributo minino un euro. Due le schede, una per l’Assemblea costituente nazionale, l’altra per quella regionale.
Ha cominciato Giocolano, ha chiuso Speziale. Così l’incontro al Pignatelli di mercoledì pomeriggio, per ufficializzare l’adesione del consigliere comunale Santino Giocolano, socialista da sempre, eletto alle ultime amministrative nella lista Primavera Gelose, in appoggio al candidato a sindaco di Rinelli. Giocolano, però, non si è presentato da solo. E’ stato affiancato dall’ingombrante figura di Salvatore Placenti, nella veste di presidente dell’associazione cultural politica “Sicilia al Centro”, che così ha avuto battesimo a Gela.
Lavori coordinati dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Di Dio. C’era anche Rino Piscitello, della segreteria della Presidenza della Camera dei deputati. Era stata annunciata anche la presenza (e gli interventi), del sindaco Crocetta e dell’on. Lumia, vicepresidente della Commissione nazionale antimafia. Di questi ultimi, inseriti nei manifesti forse per attirare pubblico, non si è vista neanche l’ombra. Crocetta ha preferito fare ricevimento in Municipio.
Giocolano, l’unico a non intervenire a braccio (ma gli si può perdonare), ha letto il suo intervento, ma non è piaciuto un passaggio; quando ha detto di essersi candidato in una lista a sostegno di Rinelli “ma non in contrapposizione al candidato a sindaco Crocetta”. Falso. Rinelli, presentatosi con il simbolo dell’Italia dei Valori, era in netta contrapposizione a Crocetta. Ma un popolo-bue come quello gelese, si beve questo ed altro.
Giocolano dice di essere stato sollecitato da Speziale e da Di Dio. E questo può essere vero, ma può essere vero anche ilcontrario. E cioè che sia stato lui (e Placenti) a sollecitare gli altri due.
Un altro passaggio del suo intervento può essere apprezzabile, se parte veramente dal suo cuore. E cioè che la sua presenza (e quella di Placenti) nel costituendo Partito Democratico, serva, anche sottoforma di un granellino di sabbia, a contribuire all’affermazione di una cultura socialista. Anche se fa un certo effetto pensare a Placenti come ad un granellino di sabbia. Lui, leader politico, più volte assessore regionale e vicepresidente della Regione, interlocutore amicale con i vertici dell’establishment nazionale del Psi, da Craxi a Martelli, e giù di lì.
Ed ecco Placenti. Giuseppe Di Dio lo presenta come il suo “iniziatore” nella politica. “Ho cominciato su sua sollecitazione. Ci siamo persi di vista per un bel po’ ed oggi ci ritroviamo”. Dopo aver dato notizia dell’associazione di cui è presidente, Placenti consegna alla platea la sua chiosa politica. “Sono pago e soddisfatto del mio passato, non ho ambizioni di chiedere null’altro, non mi pongo traguardi elettorali perché non ho più l’età, ma non mi sottraggo al dovere di portare il mio contributo per cercare di superare questa fase di crisi della politica che sta investendo il Paese”.
Parole vibranti, alla sua vecchia maniera. “C’è una crisi della politica. Lo avvertiamo senza bisogno di sentirlo dire da Peppe Grillo. C’è una crisi della politica come c’è quella delle istituzioni, ma c’è anche una crisi della società. Bisogna risalire la china e dare risposte adeguate. Il Partito Democratico può essere una risposta, purchè sia davvero una fase nuova. Se questo Pd, che si annuncia come una sintesi di culture diverse, avrà e utilizzera bene questa ricchezza, vincerà la sua sfida. Io vengo con il mio modesto bagaglio di idee, di socialista, che sono valori da non buttare alle ortiche. Basta gettare uno sguardo alla Spagna con Zapatero ed a quella che è stata la felice stagione del Labour Party con Blair, in Inghilterra. C’è tuttora in Italia il tentativo di rivitalizzare questi valori. Ho sperato in questa pianta del partito che fu, ma ho perso la speranza, perché sono convinto che non c’è bisogno di fare un nuovo partito”.
Placenti ha quindi stigmatizzato la nascita di partiti e partitini ed ha citato un servizio su Repubblica che ha riportato dati sconcertanti: negli ultimi sette mesi si è registrata la nascita di 15 nuove formazioni partitiche. Siamo ora a 48. “Non può essere solo questa – ha detto Placenti – la strada da seguire”.
Ha però avvertito: “Un grande partito come quello che si va a costituire non può trovare la sua dimensione organizzativa solo al livello centrale. Per dare risposte adeguate deve trovare la sua dimensione anche nel contesto regionale, perché solo così può dare risposte e riferimenti al territorio”.
Placenti ha quindi chiuso il suo intervento parlando di questione meridionale (“C’è l’esigenza di formulare un nuovo progetto, né da piagnoni, né alla Bossi, a difesa del nostro territorio e per tenere il passo della globalizzazione, sapendo individuare i nostri problemi e farne una proposta politica per l’intero Paese e che diventi occasione anche per le altre regioni”). Ultima notazione per i giovani. “Vedo che ce ne sono tanti qui stasera. A loro voglio dire che ci sono momenti in cui il respiro di una persona deve dilatarsi, deve diventare un ‘respiro della storia’, in cui ognuno porti il suo granellino di sabbia per la costituzione dell’evento che andiamo a celebrare domenica prossima”.
Tocca a Piscitello, che Di Dio introduce come il suo tramite per mettere in campo iniziative per i giovani studenti di Gela. “Porteremo a Roma – ha detto Di Dio – gli studenti più meritevoli e li porteremo alla Camera dei deputati, al Senato e a Palazzo Chigi. Sarà un modo come avvicinare le nuove generazioni alle politica e alle istituzioni. E per realizzare questo progetto, che mi sta a cuore come presidente del Consiglio comunale, mi darà una mano l’on. Rino Piscitello, come segretario della Camera dei deputati”.
Il parlamentare nazionale della Margherita rende omaggio all’adesione di Placenti e Giocolano. “Il Pd deve avere anche un’anima di forte ispirazione socialista, oppure non avrà senso. Non ci sarà quindi una sola scuola di pensiero. Il Pd supererà l’anomalia di tanti partiti e partitini. Prefiguro in Italia la sola presenza di quattro formazioni. A sinistra il Pd ed un’altra che prevedo andrà a costituirsi tra le forze della sinistra radicale (pdci, rifondazione, Sinistra democratica e Sdi – ndr), e le altre due a destra: una marcatamente di destra, con Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega federata, e la seconda più vicina al centro, con l’Udc. Avremo così una semplificazione della politica che potrebbe determinare il vero bipolarismo, basato sui programmi da cui formare le alleanze”.
Piscitello non nasconde le difficoltà, ma prefigura una vera rivoluzione, sottolineando la partecipazione paritaria nelle competizioni elettorali tra uomini e donne, e il coinvolgimento delle varie fasce d’età nella partecipazione attiva alla politica del Pd.
“Il Pd diventerà un forte polo di attrazione, chi lo voterà darà un voto utile”.
Chiude Speziale, che in apertura rievoca la figura di Salvatore Aldisio nel processo autonomistico della Sicilia. Parla di Paese in affanno e di una Sicilia in grande affanno. “Per questo – ha detto – da Gela deve partire un segnale di grande cambiamento”. Si è quindi soffermato su due punti dello Statuto del Pd: 1. Ripudio alla mafia; 2. Fiscalità di vantaggio. Planando su Gela ha detto: “Con il Pd, che a Gela avrà il 50% della rappresentanza in Consiglio comunale, speriamo venga meno quella litigiosità che è stata una palla al piede che ha rallentato la crescita economica e sociale del territorio. Ha chiesto una larga partecipazione al voto di domenica, per Veltroni (segretario nazionale) e per Genovese (segretario regionale), “per contare di più”.


Autore : Redazione Corriere
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