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Corriere di Gela | I rintocchi del campanile
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notizia del 16/06/2008 messa in rete alle 17:57:45
I rintocchi del campanile

Domenica e lunedì, appena un mese dopo le elezioni per Regione, Camera e Senato, i cittadini nisseni torneranno alle urne per eleggere il Presidente della provincia e il nuovo Consiglio. Per la carica alla successione del gelese Filippo Collura concorrono l’on. Pino Federico, deputato di Gela all’Ars (centro-destra), il sindaco di Caltanissetta Salvatore Messana (Pd), Piero Lo Nigro (Partito Socialista) e Angelo Marotta (Rif. Comunista). Il territorio è diviso i due, collegio nord e collegio sud. Il secondo, in base ad una maggiore popolazione, avrà diritto a 12 seggi (gli altri dieci al primo).
Come fu per Collura nel ‘98 e nel 2003, anche stavolta la campagna elettorale si combatte a suon di... campanile, anche se nessuno dei candidati, per ovvie ragioni di opportunità politica, lo ammette ed anzi lo nega. I gelesi ne fanno una questione anche di orgoglio. Non potendo diventare capoluogo, anche per la storica opposizione dei nisseni, Gela vuole quantomeno la presidenza della Provincia. C’è stata la storica riuscita con Collura e ora vogliono difenderla. Evidentemente qualche ragione i gelesi ce l’hanno. Ecco perchè Federico appare favorito sugli altri concorrenti, potendo contare su un bacino elettorale più ampio. Spiace dirlo, ma quella nissena non è mai stata una provincia unica.
Veltroni a Gela per sostenere Messana. Pienone a piazza Umberto. Federico chiuderà anche lui con i botti? Siamo alle porte del voto e la campagna elettorale è alle ultime battute. Un tour de force estenuante per gli elettori della nostra provincia, che nel giro di un mese sono andati alle urne per Regione, Camera e Senato, e domenica (e lunedì) per le provinciali.
Oltre a Messana e Federico, corrono Lo Nigro e Marotta.
Questi gli assessori indicati dai rispettivi candidati:
Federico: Alessandro Pagano, Raimondo Torregrossa, Raimondo Maira, Lillo Salvaggio, Vincenzo Insalaco;
Messana: Angelo Fasulo, Fabrizio Cannizzo, Orazio Rinelli, Totuccio Scannella;
Lo Nigro: Antonio Vitellaro, Orazio Toggi, Sara Ridolfo, Maurizio Di Francesco, Vincenzo Gruttadauria;
Marotta: Masa Sren, Anna Bunetto, Giovanni Annaloro, Vincenzo Torregrossa.
Una curiosità. Da quando si vota con il voto diretto per il presidente, è la prima volta che il centrodestra si trova a sostenere un candidato gelese e, viceversa, il centrosinistra un nisseno. Così, i vari Pagano, Torregrossa e Maira, tutti e tre deputati del Pdl del nord della provincia, faranno votare il gelese Federico, mentre Speziale e Donegani, parlamentari all’Ars gelesi, tifano per il nisseno Messana. La lotta è agguerrita e come sempre, in assenza di candidati altisonanti e di veri programmi e con le ideologie in via di scomparsa, ognuno vorrà fare prevalere il proprio campanile. I nisseni, per esempio, hanno dimostrato di aver mal digerito la presidenza del gelese Collura per dieci anni, e non sono mancati gli ostruzionismi quando si è trattato di interventi a favore del sud della provincia. Ma i gelesi, che non riescono a far decollare seriamente il progetto “Gela provincia”, vogliono quantomeno conquistare la presidenza e pensano di aver trovato nell’autonomista Federico il loro candidato di punta.
Altra curiosità, che non è poi neanche tale, è costituita dalla presenza in lista di candidati che cinque anni fa militavano a sinistra e ora sono a destra, e viceversa. Lo stesso presidente uscente Collura, “schifato” del comportamento del Pd nella scelta dei candidati, ha saltato il fosso, seguito – per la stessa ragione – dal presidente del Consiglio comunale, Peppe Di Dio.
Da una parte c’è uno schieramento che vorrebbe dare continuità ai successi delle Politiche e delle Regionali: e dall’altra, il Pd, che vorrebbe dare una prima frenata all’onda lunga del centrodestra. Gli altri due candidati – Marotta e Lo Nigro – sperano di poter avere un ruolo in caso di ballottaggio tra Messana e Federico.
Ricordiamo che si vota domenica 15 e lunedì 16. In serata, spoglio, cominciando dalle schede per il presidente.


Autore : Redazione Corriere
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