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Corriere di Gela | Dove è finita la Gela-Catania?
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notizia del 29/10/2007 messa in rete alle 17:56:53
Dove è finita la Gela-Catania?

Ci siamo interrogati sul destino del raddoppio della Gela-Catania strada importantissima che collega giornalmente migliaia di automobilisti che si recano nei due centri, molto pericolosa sia dal punto di vista strutturale che ovviamente dell’impatto del traffico veicolare, tanto che nell’ultimo decennio l’itinerario è stato interessato da circa 400 incidenti dei quali il 40% risultano essersi verificati per fuoriuscita o sbandamento, dovuti anche all’andamento pianeggiante dei territori attraversati dall’arteria. Gli altri incidenti si riferiscono a scontri frontali con tamponamenti a catena.
Nei documenti da noi letti rileviamo che sia nel primo Apq (accordo di programma quadro) siglato nel 2001 da Cuffaro ed il ministro Lunardi che nel Apq siglato di recente il 28 dicembre 2006 tra lo stesso Cuffaro ed il Ministro Di Pietro non esiste traccia di quell’intervento che il sindacato ha più volte rivendicato che consiste nel raddoppio e/o strada a quattro corsie che certamente avrebbe reso l’arteria sicura, moderna per il trasporto delle merci e veloce.
Altro obiettivo non secondario, la realizzazione dell’auspicato asse della logistica orientale che metterebbe in collegamento le aree industriali di Caltagirone e Gela, il porto di Pozzallo, con l’aerostazione di Catania e quella ancora da inaugurare di Comiso, per la quale gli scriventi sono stati gli unici a porre la questione al tavolo del sindaco di Comiso, che ha dato piena disponibilità. Ricordiamo inoltre che in questi giorni continua la richiesta di certezze sulla concreta erogazione delle somme per gli interventi di ammodernamento delle reti provinciali sia per la Sicilia che per la Calabria, derivanti dalla non realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina, e ricordiamo quindi al presidente Filippo Collura che la motivazione che ha prodotto la mobilitazione congiunta a quella del presidente della provincia di Catania Raffaele Lombardo non ha avuto accoglimento da parte della Regione Sicilia, tanto che l’Apq 2006/2011 cita soltanto i seguenti assi d’interventi:
– progettazione Pa-Ag;
– progettazione Ag-Cl;
– completamento Sr-Ct;
– raddoppio della Rg-Ct con la partecipazione dei privati.
Gela-Catania dov’è finita?
In un incontro richiesto ed ottenuto dagli scriventi con il Presidente dell’Asi di Gela dott. Giuseppe Pisano, abbiamo sollecitato il sostegno del presidente alla richiesta del sindacato per l’importanza storica che rappresenta la velocizzazione e la messa in sicurezza della statale Gela-Catania, ed abbiamo ottenuto la certezza che l’Asi di Gela attraverso il suo presidente la rappresenterà con le adeguate argomentazioni nel corso della “seconda conferenza programmatica nell’ambito delle attività propedeutiche alla formazione del piano urbano della mobilità nel sistema territoriale denominato Piattaforma multimodale della Sicilia orientale”.
La conferenza è stata convocata dall’on. Raffaele Lombardo al quale noi chiediamo formalmente di sostenere con più forza, congiuntamente al presidente Filippo Collura ed ai sindaci dei territori interessati, la battaglia di dignità che consiste nel prendere atto dell’importanza strategica dell’arteria in questione che risulta essere fuori da ogni programmazione malgrado ci siano soggetti istituzionali che dibattono ancora l’argomento.
Se l’Anas non facesse la manutenzione di tale arteria potremmo parlare di regia trazzera, denominazione non lontana dalla verità per molte strade siciliane soprattutto quelle provinciali che continuano a non vedere prospettiva se il governo nazionale e regionale le abbandona al loro destino.
Cogliamo l’occasione per ricordare al presidente Lombardo l’importanza della partecipazione delle organizzazioni sindacali nelle future conferenze che si terranno per dare seguito alle rivendicazioni ed alle politiche fattive di miglioramento ed ammodernamento delle infrastrutture dell’area occidentale dell’isola.

Ignazio Giudice - Segretario generale Fillea-Cgil-Gela; Giovanni Ferro- Segretario generale Cgil-Gela


Autore : Redazione Corriere
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