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Corriere di Gela | Criminalità e sicurezza sociale
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notizia del 29/10/2007 messa in rete alle 17:50:48
Criminalità e sicurezza sociale

Tre ore abbondante di dibattito, giovedì in Consiglio, su un fenomeno di drammatica attualità: la criminalità e il bisogno di sicurezza pubblica in città. Non c’è giorno in cui non si registrino furti, scippi, danneggiamenti e incursioni notturne di malviventi che danno fuoco ad automobili senza un’apparente ragione.
Sollecitato dai vari gruppi consiliari, il presidente dell’Assemblea civica, Giuseppe Di Dio, ha convocato la seduta sull’argomento, inserendo all’ordine del giorno altri punti che saranno trattati, a seguire, una volta esaurita la tematica sulla criminalità e la sicurezza. Tematica che dovrebbe chiudersi – si fa per dire – con l’approvazione di una mozione congiunta, tra maggioranza ed opposizione, lunedì prossimo. .
La prima seduta, giovedì sera, è stata assorbita da vari interventi e si è conclusa dopo la mezzanotte, con il rinvio a lunedì. .
Tra gli interventi registrati, quelli del consigliere Ferracane (Mpa), Paolo Cafà (Sinistra democratica), La Folaga (Pd), Rinciani (Sdi), Collorà (Italia di Mezzo). E’ intervenuto anche il sindaco Crocetta, cui ha fatto seguito il forzista Lucio Greco.
L’orientamento dei primi interventi non è piaciuto al sindaco, che ha respinto qualsiasi tentativo di strumentalizzare per fini politici un argomento così delicato e serio. .
L’unico a replicargli è stato Lucio Greco, ma Crocetta ha chiarito meglio i termini di alcuni passaggi del suo intenso intervento precedente, dei quali evidentemente il consigliere d'opposizione ne aveva equivocato il senso.
Crocetta ha alzato il tono del dibattito, sollevando questioni legate alla lotta alla mafia ed invitando il Consiglio a dare un segnale forte. “Ho chiesto l’invio dell’Esercito – ha detto Crocetta – come paradosso, una sorta di provocazione. Mi è stato risposto che a Gela serve altro. Finalmente qualcuno dice che serve qualcosa. Vediamo cosa sono disposti a fare”.
Da notare l’assenza totale di pubblico. Ed è preoccupante constatare come un fenomeno così drammatico come la sicurezza sia così poco sentito dalla popolazione, che ne è vittima. Dimostra così di sapersi mobilitare solo quando c’è da chiedere riduzioni di tariffe o quando corre il rischio di perdere certi privilegi. Posti vuoti anche tra i banchi di maggioranza e opposizione. Tra gli assessori presenti Nuara, Granvillano, Vella, Romano, Calò, Scordio.
La seduta consiliare di giovedì sera comincia con una mezzora scarsa di ritardo. Ci si poteva aspettare il pienone tra il pubblico,così come tra i banchi dei consiglieri. Attesa delusa. nessuno tra il pubblico, una decina gli assenti tra i consiglieri, sei assessori su dieci, ma c’è il sindaco crocetta, rientrato in sede in tempo per partecipare alla riunione del Consiglio sul fenomeno della criminalità e della sicurezza pubblica.
Comincia il consigliere dell’Mpa Fortunato Ferracane, il quale solleva subito la questione morale: i bandi per l’affidamento dei servizi sociali, secondo il quale sarebbero “sporchi”, quindi, per poter parlare di legalità – ha detto – cominciamo a revocare questi bandi. Ed invita il sindaco a farlo, perchè si tratterebbe di atti viziati, non trasparenti.
Tocca a Paolo Cafà, di Sinistra democratica. “Quello della criminalità e dell’ordine pubblico non è nuovo. Ci siamo cimentati altre volte con questo problema – ha detto – e non mi pare ci siano stati risultati soddisfacenti. Si tratta di un'emergenza nelle emergenze, come il problema idrico, la salute, la solidarietà”. Cafà si chiede se la questione sia di pertinenza del Consiglio e dice che altre istituzioni dovrebbero occuparsene, ma nessuno è riuscito sin qui a venirne a capo. Cafà elenca tutto quello che sta succedendo: scippi, furti, incendi e mette in guardia il Consiglio: “Avverto una sorta di assuefazione e questo è grave, perchè è come accettare ineluttabilmente tutto quello che sta succedendo. E’ come dire che questo problema non si può risolvere. E allora – afferma cafà – cominciamo a fare qualche domanda e a darci le risposte”.
Cafà ha ricordato la recente visita del nuovo Prefetto e quello che ha detto: “I cittadini gelesi devono stare tranquilli perchè lo Stato c’è e presto si vedrà”. A Cafà queste sembrano affermazioni retoriche, di circostanza. “Io dico piuttosto che lo Stato non c’è, visto quello che succede tutti i giorni”.
Avanza dubbi sull’efficacia e sul funzionamento delle telecamere dislocate dal Consorzio “Città Futura”, visto che non c’è stato alcun risultato. “Bisogna cominciare a fare critiche costruttive, basta com l’omologazione”. Ha quindi puntato il dito sulla mancanza di intelligence. Una stoccata al sindaco: “Invocare l’Esercito è una stupidaggine, una sciocchezza. Abbiamo piuttosto bisogno di nuove forze di polizia non per sola presenza, ma per stanare i delinquenti che infestano la città”. Il consigliere del Pd La Folaga dice che i problemi sono tanti e la situazione fa affrontata con determinazione, “cominciando a fare ordine dal di dentro”.
Rinciani, dello Sdi, dice che bisogna individuare iniziative ed investire sindaco e giunta, partendo da interventi di tipo repressivo e preventivo. Propone di affiancare i vigili urbani a polizia e carabinieri e di riportare in centro il presidio della polizia municipale.
Fabio Collorà, di Italia di Mezzo, sostiene che bisogna premiare chi denuncia le estorsioni: meno tasse per gli imprenditori che denunciano e corsie preferenziali nelle gare di appalto.
Chiede di intervenire il sindaco Crocetta, che ha seguito in silenzio e con attenzione la prima parte del dibattito. Sembra calmo, ma così non è. “Nessuno – ha detto – ha sin qui pronunciato la parola mafia. Ma come si può parlare di criminalità, di sicurezza pubblica, senza chiamare in causa la mafia”?
Crocetta cita il film di Benigni Johnny Stecchino. Messo piede a Palermo, al suo sosia dissero che il problema della Sicilia era il traffico. “Non cadiamo in queste banalità e non facciamo scadere nella politica e nella demagogia un problema così serio”.
Crocetta se la prende con lo Stato e cita tre episodi. 1983: il sindaco dell’epoca, senza protezione e sotto la pressione di una folla inferocita, venne costretto a revocare provvedimenti anti-abusivismo edilizio; 2003, vicenda Pet-Coke: il governo nazionale, sotto la pressione della popolazione, modificò la legge; infine, la vicenda del 5 modulo bis del dissalatore. “Mi chiedo – ha detto Crocetta – come è stato possibile che ancor prima di essere commissariata, all’impresa Di Vincenzo, già in odore di mafia, non le fu revocato l’appalto”.
Il sindaco ha poi parlato dei provvedimenti adottati nella stessa giornata per smascherare i furbi che con false attestazioni hanno avuto assegnate le case popolari o percepito erogazioni pubbliche e ha tenuto a sottolineare come la sua azione di bonifica abbia sradicato sistemi di malaffare, partendo dalla gestione dei piccoli appalti di manutenzione. “Il 2003 – ha detto – segna una svolta che definirei epocale. Sappiamo tutti come veniva gestito il settore manutenzione del Comune. Da quel momento noi siamo ricorsi alle somme urgenze solo due volte e in entrambi i casi per eventi calamitosi. Abbiamo improntato la nostra azione sulla pulizia morale. Mi chiedo piuttosto come mai altre istituzioni non abbiano revocato incarichi e appalti a quegli imprenditori in odore di mafia che sono stati cacciati dalla nostra città”.
Sulla questione dei bandi per l’affidamento dei servizi sociali, si è detto disponibile a rivederne l’impostazione e, tornando alla questione della lotta alla criminalità, ha chiarito di aver chiesto l’Esercito per provocazione, visto che aveva inutilmente chiesto più forze dell’ordine e la possibilità di fare i concorsi per potenziare l'organico dei vigili urbani. “Mi hanno risposto che l’Esercito non serve e che occorre dell’altro. Bene, vediamo quale altro”.
La serie degli interventi si è chiusa con Lucio Greco, di Forza Italia, che ha replicato al sindaco su alcuni passaggi del suo discorso (vicenda del 1983, Pet coke, Dissalatore-impresa Di Vincenzo). Tra i due c’è stato un chiarimento. Greco, dopo aver dato atto al sindaco per il suo impegno contro l’illegalità, ha detto che su questo versante non sarà mai solo, ma ha anche sottolineato la necessità che a fianco alla lotta alla criminalità si debba porre una strategia di sviluppo, per creare opportunità di lavoro e di benessere sociale. Un progetto complessivo strategico per la crescita e dice che se di un consulente si ha bisogno, questo deve essere un esperto in piani strategici per lo sviluppo del territorio.
Greco ha quindi proposto una sospensione dei lavori per consentire ai gruppi di opposizione di sottoporre al vaglio dei consiglieri della maggioranza una loro mozione, suscettibile di eventuali integrazioni, sulla grave emergenza-sicurezza, contenente indicazioni e richieste da avanzare all’amministrazione comunale, con l’impegno di farsi portavoce presso governo e ministeri, cui rappresentare la questione.
In parallelo, Paolo Cafà prima e Fabio Collorà in sua assenza, avevano proposto un rinvio dei lavori a lunedì prossimo, tale da consentire anche alla maggioranza di elaborare una propria mozione, da confrontare con quella dell’opposizione e possibilmente unificarle prima di metterla ai voti. Viene messa ai voti la proposta di rinvio,che viene approvata con il voto favorevole di tutti i 18 presenti in aula. Se ne riparlerà, quindi, lunedì prossimo.


Autore : Redazione Corriere
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