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Corriere di Gela | Provincia, allarme inquinamento
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notizia del 19/02/2012 messa in rete alle 17:38:01
Provincia, allarme inquinamento

Un ordine del giorno sulle iniziative urgenti da intraprendere per la salvaguardia della salute dei cittadini di Gela e Niscemi è stato presentato dal gruppo consiliare del Pd alla Provincia, con primo firmatario il capogruppo Alfonso Cirrone Cipolla.

Nel documento si ricorda che “a Gela c’è un’esposizione al carbone di pessima qualità, con la polvere che si diffonde dai contenitori di carbone che sono aperti e questo vuol dire che i cittadini respirano tutto quello che il vento trasporta”, e ciò secondo quanto affermato dall’Istituto di fisiologia clinica del Cnr. Si ricorda altresì che “le aree industriali di Augusta-Priolo (Siracusa), Gela (Caltanissetta) e Milazzo (Messina) sono state dichiarate dalla legislazione nazionale e regionale aree ad elevato rischio di crisi ambientale, e negli ultimi anni si è diffuso un certo livello di allarme nella popolazione per i possibili effetti sulla salute derivanti da esposizioni ambientali”.

“Dagli accordi di programma con l’Eni – si legge inoltre nel documento – è prevista la chiusura di questi carbonili, ma ciò ancora non è stato fatto”. A Gela, per come dichiarato da Fabrizio Bianchi del predetto Istituto di fisiologia clinica, “la situazione è pesante come a Porte Tolle”. Colpa del pet-coke? Non si sa o, forse, non si vuole sapere anche perché “non sono mai stati fatti studi in grado di dimostrare questa correlazione”. Certo è che “non si possono ignorare gli eccessi di tumori e delle malattie respiratorie che vengono fuori non sono in relazione al dato nazionale, ma anche rispetto ai comuni limitrofi”.

“Ma a Gela – prosegue nell’odg Cirrone Cipolla – il problema non è solo il pet-coke ma anche il benzene o l’arsenico. Infatti, è stato riscontrato un alto quantitativo di arsenico nelle urine. Di certo la correlazione è difficile ma allora qualcuno dovrebbe dimostrare che l’alto tasso di mortalità non dipende dalla contaminazione ambientale”. In base a studi effettuati “emerge che Gela fa parte dei 44 siti inquinati dove la mortalità è risultata del 15% più elevata di quella media regionale”.

Rileva altresì che anche “il carbone è una grave minaccia per la salute di tutti: la combustione rilascia un cocktail di inquinanti micidiali (arsenico, cromo, cadmio e mercurio, per esempio) che coinvolgono un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale”.

Per quanto sopra, con questo ordine del giorno si impegna il commissario straordinario alla Provincia “a dare attuazione ai progetti finanziati nel quadro della riforma sanitaria voluta dal Governo regionale ed in conformità con il Piano della salute 2011-2013, non solo in riferimento alla salvaguardia della salute dei cittadini nelle aree ad alto rischio ambientale, ma anche al fine di sviluppare una politica di prevenzione su tutto il territorio provinciale; a difendere il diritto alla salute dei cittadini e a decidere la costituzione di parte civile nei processi per reati ambientali; a intervenire presso il Ministro all’ambiente per accelerare il piano delle bonifiche; a promuovere presso la prefettura un tavolo tecnico tra azienda Eni, la Regione siciliana, l’Azienda sanitaria provinciale e i sindaci dei Comuni di Gela e Niscemi”.


Autore : Redazione Corriere
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