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notizia del 09/05/2010 messa in rete alle 17:08:34
Da dove nasce lo sparigliamento
A proposito di pasticcio in salsa gelese, quanto accade nell'ex polis greca in occasione delle elezioni comunali di fine mese, ha solo apparentemente dell'incredibile. In realtà, lo sparigliamento in atto, per quanto riguarda il sistema partitico, è un po’ ovunque nell'isola e non solo: Gela, quindi, riflette quanto accade anche altrove, Palermo ed Assemblea Regionale, in primis. Certo, non si può parlare, a rigore, di uno specchio fedele. Nè potrebbe essere altrimenti, giacchè trattasi sempre e comunque di una realtà locale, con tanto di liste civiche che assurgono a protagoniste. Se la finanziaria approvata all'Ars, ha confermato l'esistenza di un governo regionale, il "Lombardo Ter", grazie all'appoggio più del Pd che del PdL Sicilia e dello stesso MpA (il 70% della finanziaria e del bilancio porta la firma di Cracolici & co.) a Gela ci ritroviamo con uno dei tre “ribelli” del Pd (che votano contro all'Ars), Miguel Donegani, allearsi proprio con il Movimento per l'Autonomia, localmente guidato dal presidente della provincia di Caltanissetta, Federico.
Al contempo, uno dei “lumiani” nel congresso autunnale del Pd, che non ha poi così nascosto il proprio consenso alla prospettiva di un Partito del Sud caldeggiato dalla corrente "Innovazione" capeggiata da Genovese e Cardinale, vale a dire l'attuale presidente della Commissione Antimafia, Lillo Speziale, incassa l'appoggio dell'UdC di Rudi Maira: cioè chi a Palermo è muro contro muro, assieme al PdL, rispetto all'ex compagno di partito ed attuale governatore, Lombardo, grande fautore proprio del Partito del Sud.
In questo quadro di puro trasformismo, camuffato sotto la formula tutta politichese del “laboratorio politico”, da un punto di vista opportunistico, il vincitore è proprio il Pd. Lo è già a Palermo, ultimamente, lo è ancor di più a Gela: aggiungiamo più per demerito di altri che per meriti propri. Che l'ideologia non contasse più nulla, lo si sapeva da tempo. Gli italiani, i siciliani ed i gelesi, si meritano questa classe politica che parla tanto di cambiamento. In realtà non cambia nulla e la corsa al potere è sempre più viva e decisiva. Pur di vincere, il Pd ne candida due: Fasulo e Speziale, alla faccia delle primarie! Uno dei due sarà il sindaco di Gela. Chi con l'opportunismo ha giocato troppo, traducendolo in un eccessivo attendismo, è stato Pino Federico che ha perso la grande chance per dettare legge a Gela. Al presidente della provincia nissena bastava riproporre la coalizione che fino a ieri si definiva di centro-destra e che lo sostiene ancora e fino a prova contraria al consiglio provinciale, approfittando della lancinante spaccatura interna al Pd che paralizzava quella che fino a ieri si definiva la coalizione di centro-sinistra, per vincere così a mani basse: invece, Federico non ha saputo tenere unito neanche il suo di partito.
Nel MpA, chi era fuggito dal Pd, in aperta polemica contro Speziale, oggi lo appoggia: è il caso del presidente del consiglio comunale uscente, Peppe Di Dio, designato assessore. Con lui, l'ex “Tutti Per Gela” Fabrizio Lisciandra. In realtà, Di Dio aveva solo anticipato l'espulsione dal Pd, così come l'ex presidente della provincia nissena, oggi rutelliano, Filippo Collura, che torna a braccetto con Donegani nel sostegno al candidato Fasulo. Conferma la sua virata verso Speziale, Paolo Cafà ed il suo DeS con ovvia designazione assessoriale a corredo. I due cognati, Cirignotta e Pepe, dopo due spocchiose convention di apertura, ritirano le loro pseudo-candidature, tornano fianco a fianco, per accasarsi sotto l'ala protettrice di Speziale, alla conquista di una poltrona assessoriale che toccherà al capogruppo consiliare uscente dell'Unione di Centro, Enzo Cirignotta. Stesso discorso per l'ex Pd, Davide Giordano ed il suo “Pensiero Libero” rimasto chiuso dietro la saracinesca dell'ex “erreggi”: anche per lui, ovviamente, un posto da assessore con Speziale, come se il fatto che fino ad un giorno prima la presentazione delle liste, lo spot televisivo recitasse ancora la sua candidatura a sindaco, fosse una circostanza assolutamente secondaria. Carmelo Ferrara e Grazio Trufolo, alleati pro Crocetta nella scorsa elezione, divorziano in questa: il primo con Speziale, il secondo con Fasulo.
Paradossalmente, a fare le veci di partito coerente è il PdL: cioè chi è storicamente accusato di essere un gruppo tenuto insieme solo dalla fedeltà al suo leader carismatico, di weberania memoria, Silvio Berlusconi. In questa caccia alle poltrone, il sancataldese Pagano paga dazio in una città che non è la sua ed alla fine “ci mette la faccia” con il dott. Tringali: il grande deluso è, di fatto, Lucio Greco che aspirava alla candidatura a sindaco e che alla fine non si candida neppure al civico consesso.
Chi fa della coerenza la propria ragione di vita, fino a rischiare grosso, è l'IdV. Spiazzato a poche ore dalla presentazione delle liste, dall'accasamento di Federico nella coalizione a sostegno di Fasulo, grazie all'unico vero contributo dato finora in questa campagna elettorale dal sindaco uscente Crocetta, Orazio Rinelli forza la mano ma Di Pietro non molla e conferma fino alle estreme conseguenze il suo no al MpA (così come all'Udc), tanto da costringere il suo segretario provinciale ad apparentarsi con Rinciani un quarto d'ora prima la scadenza per presentare le liste, senza che quest'ultimo accetti l'apparentamento: cosa che formalmente fa Fasulo tanto da indicare lo stesso Rinelli come suo assessore.
Altro assessore designato da Fasulo è Lo Nigro che tenta il gran rilancio nella lista Donegani. Beh! se doveva essere questa l'antifona, è giusto il caso di dire che ad avere ragione sin dal principio, a prescindere dal risultato elettorale che otterrà, è stato proprio l'ex socialista Rinciani: il primo a scendere in campo, il primo a dire a chiare lettere che i due poli erano una farsa. Oggi, chi può dargli torto?
Autore : Clark Kent
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