notizia del 21/11/2004 messa in rete alle 16:23:20

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Il discorso di Collura davanti a Ciampi
Assente il Sindaco Crocetta, é toccato al presidente della Provincia Filippo Collura rappresentare al capo dello Stato in visita a Caltanissetta la nostra comunità. Qui di seguito, l’intervento integrale letto da Collura davanti al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Sig. Presidente,
Nel darLe il cordiale benvenuto in provincia di Caltanissetta, mi consenta di indirizzarLe i ringraziamenti più sentiti – a nome mio personale, della Giunta e del Consiglio provinciale – per l’alto onore che la S.V. ha voluto tributare, con la Sua presenza, alla Comunità di questo territorio: un territorio nel quale l’attenzione del Capo dello Stato, per i profondi significati che assume, diviene senz’altro momento di grande valenza per una popolazione che, pur tra i tanti problemi e le tante angustie del quotidiano, in occasioni siffatte prova un senso di rassicurazione. E la nostra, Sig. Presidente, è una provincia sulla quale l’attenzione non può che essere sempre al massimo livello, soprattutto per noi amministratori della cosa pubblica, chiamati per la carica ad esaudire istanze sempre più pressanti, ma con mezzi e risorse che talvolta non sono adeguati.
Comunque questa nostra provincia – situata nel cuore dell’Isola – nonostante subisca per molti ver-si le congiunture che sono della regione tutta, tenta col massimo sforzo, e con la massima dignità, di creare giorno dopo giorno occasioni di crescita, di sviluppo, di rilancio in chiave socio-economica e culturale, vale a dire quei fronti sui quali il nostro impegno di amministratori è assiduo, oltre che estremamente coinvolgente, pur di superare carenze e problematiche in alcuni casi addirittura ataviche, e che hanno alimentato classifiche nazionali sulla qualità della vita che non ci hanno visto certo primeggiare, pur stilate talvolta con discutibili parametri di valutazione.
Ciò nonostante, dicevo, questa è una provincia che, tramontate ormai da tempo le vecchie logiche di sterile assistenzialismo, oggi lavora orgogliosamente per creare occasioni sulle quali investire il proprio futuro, ricercando sempre più ad ampio raggio e sempre più in modo diversificato, fronti operativi che – in un nuova ottica di generale concertazione, che è ormai presupposto imprescindibile per i nuovi processi di crescita collettiva – stanno già dando risultati incoraggianti e che dischiudono soprattutto un orizzonte di fiducioso ottimismo.
La Provincia regionale di Caltanissetta è ormai, da qualche anno, parte pienamente attiva in questo processo, ponendosi come punto di riferimento per più iniziative. Il riferimento primario è ai molteplici fronti della concertazione territoriale, con la quale è stata finalmente superata un’antica e discutibile logica di isolamento, sia a livello di enti pubblici – dove si erano sovente registrati chiusi campanilismi – ma sia e soprattutto a livello di soggetti privati, che stanno anch’essi abbandonando le vecchie strategie di semplice autogestione, per affrontare una nuova era di interazione e cooperazione a processi di sviluppo che vedono sempre più affermarsi, appunto, il sistema gestionale pubblico-privato.
D’altronde è stata, questa, una scelta quasi imposta dalle caratteristiche territoriali ed economiche del nostro territorio, che si presentano diversificate sul fronte delle vocazioni produttive; ad una zona nord, infatti, che ha da sempre impostato la propria economia in gran parte sul settore agricolo e commerciale, fa riscontro una zona sud che ha invece maggiormente sfruttato lo sbocco a mare e che ha nella città di Gela un importante riferimento per il settore dell’industria, con la presenza ormai cinquantennale dello Stabilimento petrolchimico.
Sia sull’uno che sull’altro versante, l’Amministrazione provinciale è stata, ed è, costantemente vigile e presente, pur dovendo fare i conti con problematiche di non facile gestione, alcune delle quali, ripeto, sono di atavica origine. L’esempio più significativo è quello della viabilità provinciale, in gran parte da riammodernare proprio per stare al passo coi tempi per le rinnovate esigenze delle comunicazioni, dei trasporti e del commercio. Su questo fronte impegniamo molte delle nostre esigue risorse finanziarie, tentando di soddisfare al meglio le giuste aspettative di quanti percorrono giornalmente gli oltre 1.500 km. di strade provinciali, ma la cui carente condizione di fondo necessiterebbe di massicci interventi e di adeguate disponibilità finanziarie che vanno ben oltre quelle, molto ridotte, del nostro bilancio: un bilancio, peraltro, che non può neanche giovarsi di entrate tributarie e che anzi subisce i sempre più accentuati tagli nei trasferimenti di fondi statali e regionali.
Ecco, dunque, la necessità di azioni che ci vedano interagire con altri soggetti, nella comune ottica di sviluppo territoriale, in fronti di estrema importanza per il territorio ove finalmente è stato pianificato un raccordo grazie soprattutto all’attenzione verso le fonti di finanziamento comunitario, attenzione che prima era assente e che solo in questi ultimi anni ha trovato la giusta dimensione e applicazione. Il riferimento è, ad esempio, al Patto territoriale provinciale, ai due Progetti Integrati Territoriali (Pit n.3 e Pit n.29), ai consorzi Ato per le risorse idriche e per la gestione dei rifiuti, al Contratto d’area di Gela, al Patto provinciale per l’agricoltura che, per la prima volta, vede un’organica interazione del soggetto pubblico con quello privato, di cui si tenta di promuovere lo sviluppo: e ciò, alla luce del difficile momento storico attraversato dal comparto agricolo locale per le forti penalizzazioni subite sul piano della commercializzazione dei prodotti nei nuovi regimi di mercato; tutti strumenti di concertazione, quelli citati, che vedono l’ente Provincia in un ruolo di coordinamento e comunque come punto di riferimento specie per i soggetti privati, finalmente e organicamente sostenuti nei propri investimenti e pienamente supportati delle necessarie consulenze tecniche e normative.
Stiamo giocando delle carte importanti, dunque, per il rilancio di questo territorio, non stravolgendone le vocazioni, dato che ci muoviamo proprio in direzione della promozione e incentivazione delle risorse locali, che – tengo a ribadire – sono soprattutto quelle legate all’agricoltura, al commercio, all’artigianato, alla piccola e media imprenditoria, ma muovendoci al contempo con altrettanto qualificate iniziative sul fronte del turismo, della promozione della cultura, della formazione e istruzione universitaria. Il rilancio della nostra realtà può e deve passare attraverso questi impegni, attraverso la promozione di una nuova immagine, che sappia affacciarsi alla nuova Europa: così come, ad esempio, stiamo facendo con i nostri produttori per far sì che possano affermare i loro prodotti ben oltre i confini locali: ed ecco la Provincia presenziare, già da anni, con propri stand nei principali appuntamenti fieristici internazionali, mettendo tali spazi espositivi gratuitamente a disposizione delle ditte locali così da potersi proporre, appunto, ai mercati esteri. Ma non sono mancati i corsi di formazione per affinare le antiche arti dei nostri artigiani, i fondi di garanzia a disposizione dei nostri operatori commerciali, l’assistenza e il coordinamento per far affermare tra essi la nuova coscienza dell’autoimprenditorialità sfruttando le risorse delle normative vigenti.
Altro fronte sul quale questo ente ha puntato, come si diceva, è quello della promozione della formazione universitaria, attraverso la partecipazione al Consorzio Universitario di Caltanissetta di cui la Provincia è socio fondatore e maggiore sostenitore. Diversificare e promuovere sull’intero territorio l’istruzione universitaria è stato l’imput da noi dato, e i risultati ai quali in questi anni si è pervenuti, con l’avvio anche a Gela – oltre che a Caltanissetta - di alcuni corsi di laurea, servono oggi da sprone per migliorare tale offerta d’istruzione e tentare di stabilizzarla per quanto possibile e in piena corrispondenza con le istanze della popolazione studentesca interessata; così come è ormai fisiologicamente necessario decentrare i corsi sul territorio, indirizzando il Consorzio nisseno ad una nuova politica in tal senso. Crediamo e puntiamo molto sull’avvenire universitario nella nostra realtà, che per tanti anni ha atteso di poter gestire in loco la formazione accademica dei propri studenti, così come crediamo fermamente che il coinvolgimento, nella più larga misura possibile, dei Comuni del territorio e di eventuali soggetti privati di un certo prestigio, possa contribuire a rafforzare la politica e le linee d’azione del Consorzio stesso.
Tutti i fronti d’impegno cui ho fatto riferimento, trovano poi un loro naturale inserimento in un più corale “Patto per lo sviluppo”, che proprio questa Amministrazione provinciale ha lanciato nei mesi scorsi, proponendolo come programma-progetto con l’obiettivo di analizzare la nostra realtà ed individuare azioni ed interventi atti, appunto, a rafforzarne il processo di crescita, definendo un nuovo quadro programmatico capace di intercettare ulteriori risorse comunitarie. Ancora una nuova programmazione, dunque, individuando quali settori-filiera il sistema delle infrastrutture, il tessuto imprenditoriale, manufatturiero, artigianale, agricolo e commerciale, il turismo e i beni culturali, il sistema della viabilità e dei trasporti, i servizi a rete, le politiche sociali e le attività culturali, nonché quelle di promozione e marketing territoriale, l’ambiente, l’occupazione, la pubblica istruzione, la formazione, la ricerca e le politiche per il lavoro. Siamo fiduciosi nel creare e avviare una sinergia che possa coinvolgere tutte le forze sane della nostra realtà, sfruttandone le vocazioni.
E a proposito di vocazioni del territorio mi consenta, Sig. Presidente, di fare cenno a quella che è stata, in passato, una grande vocazione, e che potrebbe divenire – e noi speriamo tanto che avvenga – una grande risorsa per il futuro. Mi riferisco alla storia delle nostre miniere, a quella che fu l’epopea dello zolfo nella nostra Sicilia, ma soprattutto nel bacino estrattivo di Caltanissetta e provincia, in quel periodo – da metà Ottocento e fino ai primi decenni del secolo successivo – che consacrò agli occhi del mondo intero “Caltanissetta capitale dello zolfo”. Di quell’era – fatta di fatica, di sfruttamento, di sofferenze e di degrado umano – oggi sono rimaste alcune testimonianze che si sta tentando di recuperare in un processo di salvaguardia di quella che oggi definiamo archeologia industriale: ci si è già incamminati su questa strada di recupero, nella convinzione che creando opportuni itinerari turistico-archeologici, ripristinando alcune delle vecchie strutture rimaste nei siti finora abbandonati, si possa ottenere un doppio scopo: creare un flusso di visitatori con positive ricadute sull’indotto locale, e restituire dignità a quei siti dove s’è scritta una parte molto importante della nostra storia.
Peraltro, proprio quella del richiamo turistico è un’ulteriore carta sulla quale stiamo scommettendo, convinti che la posizione geograficamente strategica della nostra provincia, sita al centro della Sicilia, possa rivelarsi un vantaggio da sfruttare per chi possa e voglia scegliere di muoversi da qui per visitare il resto dell’isola. E proprio sul potenziamento dell’offerta turistica, con contestuale valorizzazione dei beni artistici, monumentali e paesaggistici del territorio nisseno, siamo stati particolarmente impegnati tramite il nostro braccio operativo, cioè l’Azienda provinciale per il turismo, che ha proposto “pacchetti” di soggiorno che hanno incontrato il consenso di vari tour operators stranieri. Ed è recente l’intesa raggiunta, ad esempio, con gli operatori del Giappone, per veicolare in Sicilia – scegliendo come base logistica proprio la nostra provincia – flussi di visitatori sempre più consistenti.
Quelle che ho citato, Sig. Presidente, sono alcune delle strade che abbiamo deciso di imboccare per fare uscire definitivamente la provincia di Caltanissetta da quell’isolamento che, in anni passati, l’ha purtroppo contraddistinta. Ma la nostra è una volontà che dev’essere ovviamente supportata dai mezzi: e da amministratore pubblico il mezzo principale di cui posso e devo tener conto è quello del bilancio dell’ente che presiedo, un bilancio che purtroppo è sempre più mortificato, come ho già evidenziato, dai sempre maggiori tagli nei trasferimenti di finanze dallo Stato e dalla Regione. E non sempre è facile “spiegare” ad una comunità che certi interventi non si possono operare, o si debbono ritardare, per mancanza di fondi. Su questo e su altri problemi, assieme ai colleghi presidenti delle altre Province dell’Isola, abbiamo sollecitato più volte, e continuiamo a farlo, l’attenzione del Governo nazionale e di quello regionale: ecco perchè adesso ci rassicura particolarmente la presenza del Capo dello Stato, che ci rincuora e ci conforta proprio per l’attenzione – che conosciamo essere sempre estremamente vigile e puntuale – che in occasione di questa sua permanenza in terra siciliana vorrà sicuramente prestare anche alle istanze di noi amministratori.
Sig. Presidente, nel ringraziarLa ancora una volta per l’onore che ci ha concesso nell’essere nostro ospite, mi permetta, in conclusione, di rinnovarle il deferente saluto della Comunità provinciale nissena che La sente in questo momento particolarmente vicino alle sue aspettative, una Comunità che auspica che nel segno di tale prestigiosa presenza sul suo territorio possa definitivamente consacrarsi quella ripresa, in chiave di nuovo sviluppo, che per tanto tempo ormai è stata invocata.
Autore : Redazione Corriere
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