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notizia del 25/01/2009 messa in rete alle 16:20:25
La politica deve rinascere anche a Gela
Mi sembra cosa molto sensata l’affermazione del consigliere comunale dott. Gaetano Trainito. In un articolo su bullismo e devianza minorile asserisce testualmente che «Laddove è assente la politica lo spazio pubblico e privato regrediscono a giungla».
Ci abbiamo scherzato. Abbiamo fatto a gara in questi ultimi 20 anni per dissociarci dalla politica. A-politici e anti-politici però sempre presenti a occupare lo spazio pubblico. Non, evidentemente, da politici di centro, di destra, di sinistra impegnati a dare un orientamento, un senso allo spazio pubblico. Il quale è diventato una giungla. Si è abbruttito e abbrutito. Tutto affari e nient’altro che affari. Chi ha cercato di dare un senso allo spazio pubblico è stato osteggiato. La sua azione impedita. Con effetti vanificati o nel migliore dei casi rinviati, realizzati con dispendio di tempo e di energie intellettuali e anche morali. La lotta per la legalità resa ardua, quindi, per gli impedimenti a realizzare politiche di sviluppo civile, sociale, economico.
Condivido il ragionamento del Consigliere Trainito. Gela può testimoniare che proprio per assenza di politica, spazio pubblico e spazio privato sono regrediti a giungla. Non per assenza di menti intelligenti. Non per prevalenza di istinti animaleschi. Ma proprio perché nella confusione di spazio pubblico e spazio privato prevale quest’ultimo a discapito del primo. Lo si è visto dal modo in cui si è sviluppata l’edilizia privata.
Molto attenta alla cura dello spazio chiuso, dell’appartamento; trascurata, sciatta, spesso anche brutta nello spazio rivolto al pubblico con le facciate prive di intonaco e scadentissima attenzione alla strada, alla corte, alla piazza usate come deposito di immondizie e luoghi di azioni vandaliche.
La politica è nata come arte della separazione del pubblico dal privato. Se appena leggessimo la bellissima tragedia che ha per protagonista Antigone!... Che pure rivendica le leggi del genius familiare, in nome delle quali chiede la sepoltura del fratello nella città che aveva tradito. Sentimento nobile e sacro quello di Antigone.
Quando, però, la politica non separa lo spazio pubblico che le appartiene da quello privato, anche i sentimenti familiari diventano ignobili. Si confonde lo spazio pubblico con quello privato, si sottopone il dovere civico ai sempre urgentissimi e preminenti bisogni familiari e si finisce con l’innescare una logica che è terreno di coltura di tutte le mafie. Cosa che a Gela è diventata logica prevalente e induce il dott. Trainito a spingersi sino a scrivere di regressione a giungla. Dove la lotta per la legalità deve essere fatta guardandosi da tutti per via dei sospetti legittimi. E, quindi, in apparente solitudine. Perché si tratta di astrarsi dall’a-politica e dall’anti-politica. Di promuovere, invece, la Politica, il senso dello Stato: la legalità. Un cammino arduo, difficile.
Cosa ha voluto significare appena l’altro ieri nel suo primo discorso da Presidente Usa Obama quando ha accennato in modo garbatamente polemico contro chi ha promosso la dissoluzione dello Stato e delle leggi? Il mercato non può andare da solo, trasforma il mondo in una giungla di pericolosi egoisti. Ma neanche a Gela, la città non può essere abbandonata a se stessa: diventa succube delle cosche mafiose. Nella giungla si annulla la città e, evidentemente, i cittadini, per effetto della paura, regrediscono alla condizione della schiavitù.
Uno scatto di orgoglio, tanta fierezza unita a preoccupazione ho letto sul volto di Obama e mi sono rincuorato: rinasce la Politica.
Autore : Luciano Vullo
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