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Corriere di Gela | Regolamento mortuario, c’è il si del Consiglio
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notizia del 13/10/2013 messa in rete alle 16:13:21
Regolamento mortuario, c’è il si del Consiglio

Finalmente il Comune di Gela ha il suo nuovo regolamento mortuario. Gli ultimi articoli, a partire dal 75 ed a finire al 112, sono stati approvati speditamente dal consiglio comunale nella seduta di prosecuzione di giovedì 10 ottobre.

Nella precedente seduta si stava rischiando per mancanza di numero legale di vanificare un gran lavoro svolto con l’approvazione di svariati emendamenti nelle tre sedute scorse. In extremis è stato determinante l’appello di Gioacchino Pellitteri che ha convinto i consiglieri a rimanere in aula per accettare il rinvio dei lavori al giovedì successivo.

Si è ripreso, quindi, dal tanto tormentato articolo 75 limandolo e alla fine con qualche astensione è stato definitivamente approvato. E’ stato anche ripreso il discorso dell’impianto di cremazione che potrebbe essere realizzato all’interno del cimitero di Farello.

Il problema era stato sollevato in aula e un po’ tutti i consiglieri erano favorevoli a che nel regolamento venissero stabilite delle norme organizzative del servizio.

La cremazione non è una pratica corrente nelle nostre tradizioni religiose, ma da qualche anno si registrano richieste da parte di familiari del defunto, che sono costrette a rivolgersi ai comuni vicini che gestiscono il servizio di cremazione. Subito dopo l’approvazione del regolamento nella sua interezza è stato votato un atto di indirizzo proprio su questo servizio.

Nella precedente seduta del 7 ottobre ci sono stati momenti a dir poco disdicevoli per il comportamento scorretto, quasi da bar, di alcuni consiglieri. Difficilmente in un consesso civico che non sia quello di Gela, si registrano continui richiami del presidente a consiglieri distratti e chiacchieroni adusi a distrarsi o a parlottare ad alta voce su argomenti che esulano dall’ordine del giorno. Siamo stati persino testimoni di un brutto episodio di due consiglieri che accanto al cronista, e quindi fuori dai loro scranni, non consentivano di seguire il dibattito in aula, perché le loro voci si accavallavano a quelle – in quel preciso istante – del presidente e del consigliere Gulizzi. E infine è veramente incredibile ciò che siamo costretti a registrare.

Non sappiamo se altrove si registrino casi in cui si debba ripetere la votazione sol perché il tal consigliere ha dichiarato di essersi distratto votando difformemente di come avrebbe votato qualora fosse stato più attento. Ebbene questo succede a Gela. Il fenomeno è ancor più grave se a dichiararlo sono due-tre consiglieri “distratti”. Non vogliamo essere tacciati di vilipendio al consiglio, ma la realtà è purtroppo questa. Non siamo noi ad affermarlo, ma gli stessi consiglieri veramente ligi al dovere e lo stesso Fava che si trova troppo spesso a richiamare all’ordine i suoi colleghi.

A determinare lo sfaldamento della maggioranza (o meglio delle maggioranze che si determinano occasionalmente in consiglio comunale) nella prece dente seduta del 7 ottobre è stato l’articolo 75 del regolamento di polizia mortuaria. Il motivo della polemica è stato un emendamento dell’Amministrazione fatto proprio dalla commissione consiliare riconducibile al cimitero monumentale.

A spiegare le motivazioni e l’emendamento è stato il consigliere Gioacchino Pellitteri ricollegandolo al principio della sussidiarietà. In sostanza chi abbandona l’esercizio della concessione può trasferire la titolarità a persone estranee alla famiglia per motivi di merito, con l’impegno però del subentrante a ristrutturare la cappella o il monumentino gentilizio. A contestare l’emendamento e lo stesso principio ispiratore, è stato il consigliere di Grande Sud Luigi Farruggia che, memore di una sua esperienza personale di alcuni anni fa in conseguenza della perdita della moglie, ha detto a gran voce che con questo emendamento si rischia di favorire la speculazione. A suo giudizio sarebbe più giusto che chi rinuncia alla tomba la lasci al Comune che provvederà a metterla in vendita con apposito bando. Appena si è proceduto alla votazione sono successe le contestazioni di cui si parlava più sopra. L’intervento risolutore di Pellitteri che ha proposto di rinviare la seduta a giovedì 10 ottobre.


Autore : Redazione Corriere
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