 |
notizia del 05/11/2006 messa in rete alle 15:59:37
Gela Provincia, la debolezza dei gelesi
Si inasprisce in questi giorni il dibattito sul Dipartimento Oncologico, non voglio entrare nei dettagli tecnici, ma una cosa sembra fin troppo chiara, siamo deboli.
Si discute su come dividere un diritto acquisito (purtroppo) dai gelesi, un dipartimento per la cura delle malattie tumorali, diritto riconosciutoci da una Legge regionale insieme alle aree del siracusano e di Milazzo. Riconosciuto per l’elevato tasso tumorale di queste tre aree, ma al momento di riconoscerci questo diritto entra in ballo Caltagirone, perché? E’ forse Caltagirone riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come area ad alto rischio di malattie tumorali? No! E’ forse Caltagirone colpita dall’inquinamento di industrie chimiche e raffinerie? No! Se fosse Caltagirone nella nostra situazione avrebbe accettato di dividere con noi questo “diritto”? No! Rimane una sola domanda, perché?
La risposta è semplice, perché il gelese non ha forza contrattuale, quindi viene da pensare che nello stesso stato, nella stessa regione, un cittadino ha forza contrattuale doppia rispetto ad un cittadino di un altro comune, insomma, avviene che Caltagirone (36.000 abitanti) abbia una forza contrattuale uguale a quella di Gela (77.000 abitanti, beh se è così c’è da vergognarsene.
Quindi, si scopre che il maggiore artefice per l’ottenimento del dipartimento non è un politico, ma, un cittadino, il sig. Crocifisso Moscato, che ne ha fatto una crociata (giustamente).
Anche la regione ha le sue gravi colpe, prima legiferano e poi disattendono le leggi? Nonostante sia una legge regionale a riconoscere che Gela dovrà essere sede di Dipartimento Oncologico, cosa avviene alla Regione? Si tira fuori una città (Caltagirone) con la quale dobbiamo dividere un diritto ampiamente (purtroppo) conquistato. Siamo deboli.
Questa è una delle tante storie di debolezza gelese, ma perché non invertire la rotta, perché non puntare all’apice dei problemi? Anche in campo sanitario paghiamo lo scotto di non essere Provincia.
Soltanto alcuni giorni fa l’Assessore regionale alla Sanità l’On. Roberto Lagalla, ha detto che bisogna fare dei centri di eccellenza per le cure oncologiche in ogni Capoluogo di Provincia, quindi noi siamo esclusi, poco importa che i nisseni dicano “sono finiti i viaggi della speranza fuori Provincia”, per un gelese nulla cambia se raggiungere Caltanissetta o Ragusa oppure Catania, sono tutti alla stessa distanza.
Gela, se Provincia, avrebbe anche l’Asl 10, insomma, anche in campo sanitario, oltre che nei servizi, nelle infrastrutture, ecc. avremmo dei cambiamenti epocali.
Per Gela Provincia manca soltanto la discussione al Parlamento regionale con votazione del Disegno di Legge (firmato dall’on. Speziale) che istituisce la decima Provincia siciliana con Gela capoluogo (e stavolta senza dividere nulla, come previsto dagli Art. 3 e 36 della Legge Regionale n. 9 del 6 marzo 1986).
Manca poco, per un obiettivo che conseguenzialmente porterà tante vittorie in svariati campi.
Manca soltanto la volontà dei gelesi.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
» Altri articoli di Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|