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Corriere di Gela | Politica e spettacolo in visione
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notizia del 26/02/2012 messa in rete alle 15:30:51
Politica e spettacolo in visione

Più si astrae il livello politico-amministrativo, dal basso (locale) verso l'alto (nazionale), più sembra che l'opinione pubblica finisca nettamente col prevalere sugli stessi interessi pubblici. Il vero “Parlamento”, oramai è appurato, è nei talk-show televisivi, con tg e quotidiani di bandiera a contribuire nel merito. Non fatevi ingannare, è solo finzione: uno spudorato spettacolo, con le sue leggi; un teatrino (la politica) animato da attori-spettatori (politici), che possono dire tutto e di tutto, senza filtro, a scapito di una involontaria platea di pubblico composto da cittadini frastornati da una depressione che nella vita reale fa comunque sentire i suoi effetti. E ad un attore che recita si chiede semmai estro nel simulare, non coerenza nell'esporre la verità dei fatti.

Certo, se prendiamo l'esempio locale di Gela, con la crisi drammatica che vivono le realtà radiotelevisive presenti ed il conseguente venir meno di dibattiti ed approfondimenti dedicati ai problemi della città, sembrerebbe contraddire quanto detto. Ma ci sono giornali, testate giornalistiche on line e social network in cui ci si prodiga ad essere agguerriti e battaglieri, nell'interesse (campanilistico) della città. Si, sarà pure così, anzi certamente lo è, ma a destare clamore ed infervorare i più la settimana scorsa, per fare un esempio più recente, è la presunta chiusura del bosco littorio e, soprattutto, l'euro vacanza di consiglieri e famigliari al seguito. Perchè? Si potrebbe spiegare che ciò sia l'effetto del vento dell'antipolitica. Ma quest'ultima non è una causa: è a sua volta un effetto.

Non a caso, la platea di cui si parla sopra è un pubblico inerte che subisce, per poi scatenarsi nella futile polemica, non una platea di spettatori che in qualche modo partecipano all'evento messo in scena. I veri spettatori non sono i cittadini, insomma, ma quei portatori d'interesse scomparsi dal palcoscenico per confondersi nei sondaggi e, soprattutto – ecco il grande bluff dissimulativo – quei politici, rappresentanti locali democraticamente eletti dei cittadini, fino a ieri timidi spettatori ed oggi pronti ad entrare in gioco da consumati attori, cavalcando l'evento, cioè politicizzandolo, una volta che è divenuto di pubblico dominio. È la legge dello spettacolo in visione, con l'opinione che diventa reale e gli interessi che diventano virtuali, anche a livello locale.


Autore : Clark Kent

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